Autore
Cattaneo Carlo - Dettaglio Artista
Nasce ad Alassio nel 1930. Autodidatta, disegna fin da giovanissimo per vocazione interiore. Nel 1943 sente parlare per la prima volta in modo approfondito di pittura, di artisti e matura la decisione di diventare un pittore. Nel 1946 lascia Alassio e la famiglia, alla quale è pur legatissimo, per Roma, dove rimarrà sino al 1956 (la eleggerà più tardi a propria città d’adozione). Vi scopre i musei, custodi delle grandi opere del passato che l’adolescente studia e copia con trasporto e una città che offriva una gran ricchezza intellettuale. Frequenta l’Accademia di Belle Arti, segue gli insegnamenti di Melli, del quale diviene amico. Nel 1949 ha luogo la sua prima mostra, presso la Galleria La Vetrina di Roma. Artisticamente, la naturale attitudine ’espressionista’, viscerale della formazione con il tempo (1955-1965) viene sempre più personalizzata, si arricchisce di componenti simboliste, cubiste e post cubiste, sperimentate pure in scultura nella duttile materia argillosa della terracotta, della ceramica. Frequenta quindi assieme a diversi colleghi, tra i quali Lucio Fontana, Albisola, in Liguria, i cui famosi forni sono stati usati da generazioni di scultori, ad esempio Arturo Martini.
Dagli anni Settanta realizza vasti e importanti cicli disegnativi e pittorici (Effetti e corpi di distruzione, 1972; Pittore alla finestra, 1977). L’intensa produzione è oggetto di numerose mostre, include pure la scenografia, le illustrazioni per testi letterari e la critica ne scandaglia, ormai da decenni, le varie componenti e sfaccettature.
Dagli anni Settanta realizza vasti e importanti cicli disegnativi e pittorici (Effetti e corpi di distruzione, 1972; Pittore alla finestra, 1977). L’intensa produzione è oggetto di numerose mostre, include pure la scenografia, le illustrazioni per testi letterari e la critica ne scandaglia, ormai da decenni, le varie componenti e sfaccettature.
Un processo formativo dell’immagine che si genera nei luoghi della coscienza, negli anditi della memoria, nei recessi della mente sfuggiti al controllo di un raziocinio censorio.
Come nei mirabilia medievali l’oggetto è celebrato per il suo potere proiettivo e mitopoietico, assurge a “fenomeno”. Mentre la figura umana, con la sua sensoriale prensilità della forma corporea, esplicita il dualismo tra Eros e Thanatos ponendosi a ermeneutica dei contenuti dell’arte stessa di Cattaneo.
È chiave di lettura ed esegesi ch’estrinseca un mondo figurativo ricco d’ulteriori bipolarismi teoretici: dove la maschera, la marionetta, il teschio, il bucranio, la civetta e gli altri emblemi rinviano a suggestioni letterarie, a un mondo poetico introspettivo, paradigmatico delle umane oscure pulsioni restituite sul piano artistico con l’emergenza della verità disvelata.
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