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Codici

Gli Atlanti nautici di Francesco Ghisolfo

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L’arte di disegnare il mondo racchiusa fra pagine preziose che testimoniano lo splendore del libro nel rinascimento.

I due atlanti contengono carte nautiche con le rotte oceaniche verso il nuovo mondo, oltre a quelle più note e battute dell’oriente e del mediterraneo. Nelle prime tavole si trovano una sfera armillare e una rappresentazione dell’universo secondo il modello tolemaico, con il globo circondato dalle sfere dei pianeti e dalla fascia dello zodiaco. Nelle tavole finali, un mappamondo e planisferi secondo diverse proiezioni. Le sontuose legature in marocchino rosso sono illuminate da fitti decori d’oro.

Il codice 3615 mostra invece lo stemma mediceo di un cardinale, forse ferdinando che poi, smessa
la porpora, divenne granduca. Due splendidi volumi dedicati ai protagonisti della casata al potere: un augurio e un invito a percorrere le vie del mare alla ricerca di nuovi approdi e del consolidamento del proprio successo.





Nella Firenze del tardo ‘500, nell’ambiente della corte medicea del duca Cosimo, prende vita la storia dei due Atlanti composti dal cartografo Francesco Ghisolfo, allievo del famoso Battista Agnese.
Entrambi lavorarono per sovrani e signori di tutta Europa realizzando quelle carte che descrivevano l’orizzonte del mondo all’indomani dei grandi viaggi di scoperta.

In quell’epoca, le mappe erano considerate strumenti di dominio intellettuale e sociale. Possedere la
conoscenza della geografia significava simbolicamente avere la capacità di conquistare il mondo e quando gli atlanti appartenevano agli uomini di potere, oltre che indispensabili e aggiornati strumenti d’uso, erano riccamente ornati con decorazioni, blasoni nobiliari, emblemi e ritocchi d’oro la cultura e l’arte si univano per dar vita a veri e propri status symbol da custodire come gioielli.















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