EDITALIA - Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato

Il Conio della lira

Il conio delle 500 Lire Caravelle del 1957 con le bandiere controvento

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Affinché una moneta sia riprodotta in serie occorrono numerose e particolari fasi per realizzare il "materiale creatore", cioè il conio e il punzone. Dopo aver studiato la composizione della moneta attraverso vari bozzetti, l'artista incisore dell'Istituto Poligrafico della Zecca dello Stato inizia il delicato lavoro di modellazione che trasforma il suo disegno in un rilievo. Lo esegue in cera vergine o in plastilina e successivamente, attraverso un passaggio in gesso e una fusione in bronzo, ottiene il modello definitivo della moneta, con figure, simboli e scritte. Il modello viene quindi trasferito in ogni suo elemento su una "matrice" di acciaio, il punzone, che l'incisore ritocca accuratamente al bulino per ravvivare e perfezionare i tratti della sua creazione artistica. A questo punto, sul punzone viene battuto un secondo elemento di acciaio, il conio, che riporta l'impronta della composizione in negativo. Il lungo processo di lavorazione fin qui descritto vale per entrambe le facce della moneta: si avranno quindi due punzoni e due conii. I conii vengono infine inseriti nella pressa monetaria. Qui battono su un tondello di metallo e vi imprimono contemporaneamente l'impronta del dritto e del rovescio.

Nasce così la 500 Lira Caravelle: una piccola opera di "scultura".






Il Conio delle 500 Lire Caravelle con le bandiere controvento è accompagnato da un certificato di garanzia e autenticità di Editalia, Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che attesta il titolo dell’oro e il numero dell’esemplare. La tiratura è limitata a soli 1999 esemplari numerati.




L’opera è accompagnata dal volume pregiato a cura di Silvana Balbi de Caro, Direttore del Bollettino di Numismatica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Presidente dell’Associazione Italiana Arte della Medaglia.

L’autrice inquadra l’arte della coniazione dal punto di vista storico e tecnico e ripercorre gli eventi e le particolarità che hanno contraddistinto la creazione delle 500 Lire caravelle con le bandiere controvento.




La moneta più famosa nella storia della Lira della Repubblica italiana ha un passato dal fascino romanzesco

Nel 1957, il Ministero del Tesoro, per sottolineare il favorevole momento economico che segnava la grande ripresa dell’Italia dopo gli anni difficili della guerra, volle coniare una moneta di circolazione in argento. Il progetto doveva racchiudere i valori di quell’età irripetibile che fu per l’Italia il Rinascimento.

Al dritto, l’artista Pietro Giampaoli, capo incisore della Zecca dello Stato, propose un busto di donna dal classico e raffinato profilo, cui fanno da corona gli stemmi delle città e regioni italiane. Acconciata e abbigliata come un’elegante dama fiorentina del Cinquecento, la giovane del ritratto mostra i delicati lineamenti della moglie dell’artista che si trovò così a rappresentare l’Italia sulla moneta più importante di quegli anni. Per il rovescio, il grande medaglista Guido Veroi, scelse le caravelle di Colombo come simbolo dell’inizio di un’età felice, nel passato come in quegli anni.

Le tre imbarcazioni spiegarono così le vele sulle 500 Lire che divennero una delle monete più famose della Repubblica. Tutto per un errore o presunto tale.

Ma quale fu il famoso errore?

I primi esemplari con la dicitura "prova" (solo 1070, destinati alle alte cariche istituzionali) al loro apparire scatenarono un’appassionante polemica che suscitò grande interesse nell’opinione pubblica, finendo persino sui giornali. Qualcuno aveva notato che le bandiere in testa agli alberi delle caravelle erano disposte in modo errato rispetto alle vele: erano controvento.
Tra gli esperti di mare che furono coinvolti vi era lo stesso autore, il quale sostenne che la sua rappresentazione era invece corretta: le imbarcazioni navigavano "di bolina" con un’andatura cioè contro il vento.
Ma la diatriba era inarrestabile e si decise infine di capovolgere le bandiere sulle monete destinate alla circolazione, per rendere l’immagine più facilmente comprensibile, facendo veleggiare così le navi "di gran lasco" cioè spinte dal vento. In tal modo si sarebbe evitato qualsiasi dubbio.
Il modello fu rifatto e le 500 Lire Caravelle, emesse dal 1958 alla seconda metà degli Anni ‘60, ottennero uno straordinario successo, tanto che gli italiani più che a spenderle pensarono subito a collezionarle.

Le Caravelle con le bandiere "controvento" divennero invece quasi introvabili, e oggi sono considerate rare, di grande valore e ricercate dagli appassionati e dai collezionisti.






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