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Grandi Opere

Cento Libri per Mille Anni

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Dante Alighieri


Il curatore
Mario Luzi è uno dei più grandi poeti del Novecento italiano, più volte candidato al Premio Nobel per la letteratura . La sua produzione letteraria, ricchissima, annovera soprattutto testi di poesia, ma anche poemetti drammatici, pièces teatrali, traduzioni, numerosi saggi di estetica e critica letteraria. Il commento, originale, de La Divina Commedia come degli altri testi, è di giovani dantisti quali Alessandro Capata, Andrea Cortellessa, Roberto Gigliucci, Patrizia Lanzalaco.

L’opera
Nell’introduzione Mario Luzi individua nei temi della profezia, dell’esilio e della luce i principi ordinatori dell’esperienza poetica dantesca. All’introduzione fanno seguito un resoconto, prima cronologico poi narrativo, della vita e delle opere di Dante; la bibliografia; la critica; infine l’ antologia, che riporta i testi della Vita Nova, delle Rime, del Convivio, della Commedia.
L’antologia si avvale delle edizioni critiche più aggiornate. Interamente nuovo il commento ai testi, opera di giovani studiosi di Dante. Con premesse aggiornate e note puntuali , sono stati curati in particolare: la Vita Nova e le Rime da Andrea Cortellessa, il Convivio da Alessandro Capata, e, della Commedia , l’Inferno da Roberto Gigliucci, il Purgatorio da Andrea Cortellessa, il Paradiso da Patrizia Lanzalaco.
Novità esclusiva dell’opera, oltre al saggio introduttivo di Luzi, sono le 130 pagine in corpo piccolo - circa 300 cartelle – con cui Andrea Cortellessa ha composto l’antologia bibliografica, in 100 voci, della critica letteraria italiana e straniera dal Trecento al Novecento. L’esperienza è estremamente istruttiva, in quanto testimonia la multiformità dell’uso che di un testo strategico come la Commedia – un “supertesto”, un modello per tutti gli scrittori successivi a Dante fino a oggi – è stato possibile fare, a seconda degli intenti di chi lo ha letto. La prima parte di questa illustre galleria di pareri è dedicata agli scrittori dantisti. Così, a parlare di Dante, troviamo i poeti: per esempio Petrarca e Boccaccio, Machiavelli e Tasso, Foscolo e Leopardi, Goethe, Manzoni, Carducci, Pascoli, Marinetti, Bontempelli, Pirandello, Pound, Eliot, Beckett, Ungaretti, Montale, Borges, Pasolini, Sanguineti , Manganelli, Zanzotto. La seconda parte, intitolata ai dantisti scrittori, è più propriamente dedicata al sorgere e allo svilupparsi – secolare – della critica dantesca. Infine, la terza parte serve da primo approccio per il lettore che voglia accostarsi all’ampissimo ventaglio di posizioni critiche che, oggi, risultano le più accreditate, attuali interpretazioni del testo dantesco.

Indice
Introduzione di Mario Luzi
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Vita Nuova
Rime
Convivio
Commedia
Inferno
Purgatorio
Paradiso
Nota sul Dante latino e sulle opere attribuite a Dante
Il volume è di pagine 1349




Fra Salimbene






La Poesia del Due e Trecento






La Scoperta di Nuovi Mondi






Le Lingue degli Italiani






I Mistici






Cronisti e storici medioevali






Prosatori dalle Origini al Trecento






Francesco Petrarca






Giovanni Boccaccio


Il curatore

Nino Borsellino è professore ordinario di Storia della Critica Letteraria presso l’Università “La Sapienza” di Roma, dove ha insegnato a lungo Storia della Letteratura italiana. Storico della letteratura tra i più famosi - ha pubblicato numerosi saggi intorno a Leopardi, Dante, Machiavelli, Ariosto, Verga, Pirandello e altri ancora - è uno dei massimi esperti contemporanei del Boccaccio. I ricchi apparati biobibliografici e critici sono stati curati da Roberto Gigliucci, autore anche delle schede introduttive ai testi e delle note. L’opera L’introduzione evidenzia il curioso percorso formativo, umano e letterario, di Boccaccio : impegnato fin dall’adolescenza nel tentativo di diventare grande poeta, riuscirà invece il prosatore più significativo della letteratura italiana, il realizzatore del più vasto e variato ( anche a prescindere dal Decameron ) corpus di letteratura in volgare. Borsellino individua l’identità della funzione letteraria delle Mille e una notte e del Decameron: opere poste entrambe a difesa dalla morte fisica (non da quella dell’anima, che è affare della Divina Commedia ). In questa luce si evidenzia l’intento programmatico di interazione col pubblico attraverso il narrato, dato di convergenza e di comune riconoscimento dello scrittore e del lettore. Il Decameron è un “carnevale della parola”, la catarsi del riso, la beatificazione della letteratura. E’ gran teatro. Col Decameron, sostiene Borsellino, “Boccaccio ha costruito il gran libro dell’Occidente”. L’antologia, per la monumentalità dell’opera che supera le 1000 pagine di testo, offre un’occasione unica di lettura del Boccaccio. Contiene infatti, oltre che il testo integrale del “Decameron”, i testi integrali del “Ninfale fiesolano”, del “Corbaccio”, un’ampia silloge dalle “Rime”, e, con l’insinuante titolo di “Johannes e Jannetta, due volti e una maschera”, una scelta di scritti davvero significativi: il X capitolo del libro quindicesimo del “Genealogia Deorum Gentilium”, in cui Boccaccio rivendica con onesto orgoglio la propria vocazione alla poesia; l’epistola latina indirizzata all’amico Mainardo Cavalcanti, lungo elenco di malattie e angosce di morte del Boccaccio malato, in cui non mancano situazioni parodiche e grottesche; e la lettera in volgare a Franceschino dei Bardi, scritta in napoletano e firmata Jannetta di Parisse: un breve gioco satirico che restituisce l’anima della città partenopea.

L'indice
Introduzione di Nino Borsellino
Cronologia
Vita
Opere
Bibliografia
La critica
Ninfale fiesolano
Decameron
Corbaccio
Rime
Johannes e Jannetta due volti e una maschera
Genealogia Deorum Gentilium. XV,5
Epistola a Mainardo Cavalcanti,1373
Lettera a Francesco De’ Bardi,1339
Il volume è di pagine 1086





Leon Battista Alberti






La Prosa dell’Umanesimo






Matteo Maria Boiardo


Il curatore
Gesualdo Bufalino (narratore geniale e notissimo) si è rivelato tardivamente con il romanzo breve La diceria dell’untore (Premio Campiello 1981). Da allora e fino alla sua morte, avvenuta nel 1996, ha pubblicato a ritmo intensissimo volumi di poesia, di memorie, di aforismi, di scritti giornalistici, e romanzi, di cui Le menzogne della notte ha vinto nel 1988 il Premio Strega. Del ricco corredo biobibliografico e del vastissimo (circa 200 cartelle) apparato di note originali è autore Franco Pignatti Morano di Custoza.

L’opera
E’ una delle ultime fatiche di Gesualdo Bufalino, al cui gusto di narratore doveva rivelarsi particolarmente congeniale la fisionomia complessa del Boiardo, curiosamente a lui compagno nella comune sorte dell’incompiutezza, della morte letterariamente precoce. Nell’ ampia (80 cartelle circa) introduzione si accampa un’ originale, pittoresca scenografia che aiuta a ripercorrere la genesi dell’ispirazione fantastica di Boiardo: Ferrara, il feudo paterno, le vicissitudini biografiche, le letture, gli amori emergono via via con suggestiva vivacità, connotando nello scrittore la compresenza di tre culture, la popolare, la cortigianesca, l’ umanistica. Mentre l’ esperto cantore degli Amorum libri è appassionato di lirica amorosa, il Boiardo dell’Orlando innamorato è tutto un “gusto fluviale del raccontare”…a “una platea connivente”. Il poema fu popolarissimo nel Quattrocento, come sottolinea Bufalino nella sezione sulla fortuna critica; nel Cinquecento, il suo valore letterario rimarrà oscurato dal successo dell’Orlando furioso ariostesco. Il fenomeno durerà fino a fine Settecento, quando Antonio Panizzi porterà a termine la prima edizione critica moderna dell’Orlando. Ora è tempo di rivalutare il poeta lirico, davvero grandissimo, forse maggiore dei più noti lirici del ‘500.
La struttura del libro (773 pagine) consente un’antologia esaustiva, che presenta l’edizione integrale dei tre libri dell’”Orlando innamorato”, rimasto com’è noto incompiuto per la morte dell’autore. Seguono i tre” Amorum Libri”, anch’essi in edizione integrale, annotati da Franco Pignatti Morano di Custoza.

Indice
Introduzione di Gesualdo Bufalino.
Cronologia della vita e delle opere
Bibliografia
Fortuna critica
Orlando innamorato
Libro primo
Libro secondo
Libro terzo
Amorum libri
Libro primo
Libro secondo
Libro terzo
Note all’Orlando innamorato
Note agli Amorum libri.
Il volume è di pagine 808





Luigi Pulci


Il curatore
Ermanno Cavazzoni è docente di Estetica all’Università di Bologna. Esperto della produzione in volgare del Quattrocento, è scrittore notissimo, soprattutto nel versante del comico: esilarante la Fenomenologia del gigante cui ha ispirato l’introduzione di questo volume. Dal suo Il poema dei lunatici Federico Fellini ha tratto il film La voce della luna.Con Gianni Celati e altri, dal 1995 pubblica la rivista-libro Il Semplice. Gli apparati biobibliografici sono a cura di Daniela Marcheschi, così come la vastissima ( 400 cartelle circa) e documentata antologia della critica.

L’opera
L’ampia introduzione ( 60 cartelle ) conduce un confronto con l’anonimo manoscritto Orlando, probabile fonte diretta del Morgante Maggiore.La fenomenologia del gigante, presenza protagonista nell’opera di Luigi Pulci, si snoda allegramente nel linguaggio strutturalmente ironico e farsesco di Cavazzoni. Il Pulci risulta presentato in controcanto da uno scrittore in congeniale risonanza col suo temperamento letterario. L’uso buffonesco della figura del gigante sarà destinato ad estinguersi, dopo il Pulci, in poco più di un secolo? Peccato, sembra dire Cavazzoni mentre lo ripropone, distinguendo le specie in giganti da guerra e giganti da passo, affettivamente tarati da abbandono infantile e molto, molto simpatici: a lui come al Pulci, uniti in un unico amore di farsa. La loro paradossale selvatica carnalità esplode in comica parodia del mondo cavalleresco; almeno nella prima parte del poema, quella della giovinezza dei paladini e del poeta. Negli ultimi canti – un quarto dell’opera – Cavazzoni indovina il peso della sconfitta di Roncisvalle, e la vecchiaia scontata nei ricordi. La singolare fisionomia dell’opera , che può avvalersi di uno spazio di più di mille pagine di testo, consente la rilettura dell’intera produzione cavalleresca del Quattrocento, in una ricchezza e originalità d’intenti senza precedenti. L’antologia offre il testo integrale del “Morgante Maggiore”, arricchito di pregevoli incisioni tratte dal volume Prince d’Esseling, “Livres a’ figures venitiens”, II, Florence-Paris 1908. Seguono il “Vocabolist”a - una curiosa raccolta lessicale di timbro antiaulico e antilirico, autentico cult dello sberleffo e della parodia – e tutte le opere minori a lui attribuite: “Le Frottole”, La Canzone e la Ballata”, “La Giostra”, “La Novella”, “La Beca”, “I Sonetti contro Matteo Franco”, “I Sonetti di parodia religiosa”, “I Sonetti di parodia dialettale”, “La confessione”. Soprattutto, l’antologia ripropone all’attenzione del lettore, dopo 160 anni, il testo del “Ciriffo Calvaneo”, tradizionalmente attribuito a Luca Pulci, fratello di Luigi, ma in realtà frutto della collaborazione dei due fratelli. Il volume presenta infine un’ originale raccolta di 14 “Cantari”, poemetti popolari, sicura fonte di autori quali Boccaccio e lo stesso Pulci. Curiosità: tra i Cantari troviamo anche il canto II dell’”Orlando”, anonima fonte diretta del “Morgante” pulciano. Un’ultima raffinatezza è la rappresentazione grafica della tavola genealogica degli eroi e dei paladini celebrati nei Cantari.

Indice
Introduzione di Ermanno Cavazioni
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Il Morgante

Indice dei nomi
Vocabolista
Opere minori
Le Frottole
La Canzone e la Ballata
La Giostra
La Novella
La Beca
I Sonetti contro Matteo Franco
I Sonetti di parodia religiosa
La confessione
Ciriffo Calvaneo di Luca Pulci
Continuazione di Bernardo Giambullari
Indice dei nomi propri e delle cose notabili

Cantari
Cantare di Florio e Biancifiore
La Donna del Vergiù
Il Bel Gherardino
Ultime imprese e morte di Tristano
Gibello
Brito di Bretagna
Gismirante
Madonna Leonessa
La Reina d’Oriente
Istoria di Tre Giovani Disperati e di Tre Fate
Cantare di Madonna Elena
Pulzella Gaia
Storia di Liombruno
Tavola genealociche degli eroi e dei paladini celebrati nei cantari 
Il volume è di pagine 1212





Novellieri del Rinascimento


Il curatore

Michele Prisco è un narratore famoso, tradotto in molte lingue e conosciuto nei paesi europei ed extraeuropei. Tra le sue opere : I cieli della sera (1970); Le parole del silenzio (1981); Il pellicano di pietra (1996). Ha vinto numerosi premi, tra cui lo “Strega” nel 1960, e il “Fiuggi-una vita per la cultura” nel 1985. L’antologia della critica è a cura di Antonio Cirillo.

L’opera
Nell’introduzione all’antologia si sottolinea come la novella italiana del Quattrocento e Cinquecento, pur nelle strettoie indotte dalla venerazione del padre geniale, il Boccaccio, espleti la funzione fondamentale di “documento etnico della vita nel Cinquecento: non solo del costume, e cioè del modo di pensare e comportarsi degli italiani, ma anche dei costumi, e cioè della specifica maniera di abbigliarsi in quel preciso momento storico. Se poi vi aggiungiamo certe annotazioni di esterni – piazze, strade, vicoli di una città o di un paese in cui è ambientata una certa novella – oppure di interni – stanze, sale, appartamenti e relativa mobilia – nonché la descrizione di paesaggi, castelli, boschi e campi…il quadro della società rinascimentale è pressoché completo”.
Michele Prisco sottolinea l’ altro grande valore di questa produzione: che sta nell’ aver realizzato, nella lingua, una effettiva unità d’Italia. Considerato che i novellieri del Rinascimento vivono e operano in diverse città – Bologna, Firenze, Venezia, Ferrara, Napoli, Roma, Milano – è sorprendente come essi tendano a un idioma conforme, livellato sul modello del toscano parlato, sia pure arricchito di residui dei dialetti originali o di sintassi latineggiante. La ricchezza e varietà dei documenti riportati a testimonianza delle riflessioni introduttive sono state rese possibili dalla imponente dimensione del volume, che conta circa 1100 pagine di testo. Michele Prisco ha scelto di organizzare la raccolta antologica in tre blocchi di novelle: il primo riguarda i novellieri maggiori, il secondo i novellieri occasionali, il terzo i “provinciali”, così definiti per la tipica impronta regionalistica della loro lingua. Nella prima parte compaiono Masuccio Salernitano e una parte del “Novellino”, Matteo Bandello, con scelta da “Le Novelle”, Anton Francesco Grazzini detto il Lasca e alcune novelle dalle “Cene”, Giambattista Giraldi Cintio, con sei novelle da “Gli Ecatommiti”. Nella seconda parte compaiono Niccolò Machiavelli con “Belfagor Arcidiavolo”, Pietro Aretino, Agnolo Fiorenzuola, Baldassare Castiglione e Antonio Manetti, nella cui “Novella del Grasso legnaiolo” si assiste a una pirandelliana scissione di personalità. La terza parte accoglie le novelle di Giovanni Sabadino degli Arienti, Francesco Maria Molza, Giovan Francesco Straparola, Pietro Fortini, Ortensio Lando, Giovanni Forteguerri, Anton Francesco Doni, Giacomo Parabosco, Sebastiano Erizzo, Celio Malespini e Scipione Bargagli.
Il volume è di pagine 1079

Indice
Introduzione di Michele Prisco
La critica
Masuccio Salernitano
Da Il Novellino
PARTE PRIMA
novella I
novella II
novella III
novella V
novella VI
PARTE SECONDA
novella XI
novella XII
novella XV
novella XVI
novella XVII
novella XVIII
PARTE TERZA
novella XXII
novella XXIII
novella XXIV
novella XXV
novella XXVII
PARTE QUARTA
novella XXXI
novella XXXII
novella XXXIII
novella XXXIV
novella XXXVIII
PARTE V
novella XL I
novella XVII

“Parlamento dello autore al libro suo”


Matteo Bandello
Da "Le Novelle"
“Il Bandello ai candidi e umani lettori”
PARTE PRIMA
novella III
novella XXI
novella XLIV
novella LIII
PARTE SECONDA
novella II
novella XI
novella X
novella XI
novella XLI
novella LI
PARTE TERZA
novella XX
novella XXVIII
novella XLII
novella XLIII
novella LV
PARTE QUARTA
novella V
novella XIV
novella XXIII
novella XXVI
novella XXVIII
Anton Francesco Grazzini (detto Il Lasca)
DA "Le Cene "
“La introduzione al novellare”
PRIMA CENA
novella I
novella III
novella V
SECONDA CENA
novella II
novella IV
novella VI
novella VI I
novella X
Giambattista Giraldi Cintio
Da "Gli Ecatommiti":
Proemio
Introduzione
novella V
novella IX
DECA PRIMA
novella II
DECA SECONDA
novella II
DECA TERZA
novella VII
DECA OTTAVA
novella V
Antonio Manetti
"La novella del grasso legnaiolo"
Baldassare Castiglione
Da Il Cortegiano
“Due compagni giocano un tiro birbone ad un amico bestemmiatore…”
Niccolò Machiavelli
Belfagor arcidiavolo
Pietro Aretino
DA Le carte parlanti
“un barone franzese ruba un oriuolo di gran valuta nella camera del re Luigi…”
“il Brandata ito al focolare per accendere il lume prende per bracia ardente gli occhi di una gatta…”
Agnolo Firenzuola
Da I Ragionamenti
“Don Giovanni ama Tonia, ed ella per promessa d’un paio di maniche li compiace…”
“Menicuccio, indotto da Madonna Mechera a presentarsi come marito d’una sua figliola…”
“Una moglie infedele vuol dare a bere al marito bonaccione che giocando con palle di neve le è capitato di diventare madre…”
Luigi Da Porto
Hystoria novellamente ritrovata di due nobili amanti
Giovanni Sabadino Degli Arienti
Da Le Porretane
Lettera dedicatoria
novella I
novella VII
novella XII
novella XIX
novella XXI I
novella XXX
novella XXXVII
novella XLIVI
novella XLVI
novella XLIX
Francesco Maria Molza
Da Quattro novelle
“Una figliola del re di bretagna si fugge dal padre innamorato di lei…”
Giovan Francesco Straparola
Da Le piacevole nott
“Orfeo dalla carta alle piacevoli donne salute”NOTTE PRIMA
novella I
novella II
novella III
NOTTE SECONDA
novella II
NOTTE TERZA
novella III
Pietro Fortini
Da Le giornate dei novizi
novella I
novella II
novella IV
Da Le piacevoli e amorose notti de’ novizi
novella I
novella II
novella XI
Ortensio Lando
Da Vari componimenti
“Nella novella chiaramente si dimostra la verità dell’astrologia…”
“Nella novella narransi alcune mostruose bugie…”
“Nella novella espressamente si vede l’amore esser cosa veramente tragica…”
“Nella seguente novella narrasi un miracoloso accidente…”
“Nella novella si tratta d’una memorabil cortesia…”
Giovanni Forteguerri
DA Novelle
novella IX
Anton Francesco Doni
DA Novelle
“Novella de’ gobbi, ove si dimostra…”
“Favola di Tofano delle cento uova…”
Girolamo Parabosco
DA I diporti
novella III
novella V
novella VIII
novella X
novella XII
novella XIV
Sebastiano Erizzo
da Le sei giornate
GIORNATA SECONDA
avenimento IX
GIORNATA QUINTA
avenimento XXV
Appendice II: “Del nascimento di Attila Re degli Ungheri”
Celio Malespini
da Dugento Novelle
“Ama uno scocese la moglie di un merciaio…”
“Avvenimento ridicoloso in materia di spiriti…”
Scipione Bargagli
da I trattenimenti
“Ippolito Saracini ama perdutamente Cangènova De’ Salimbeni…”





Gli Scrittori d’Arte


Il curatore
Ferruccio Ulivi, professore, saggista e narratore, è autore di importanti studi su T. Tasso, A. Manzoni, G. D’Annunzio, F. Tozzi; di racconti (E le ceneri al vento, 1977, La notte di tolde 1983) e del romanzo storico Le Mura del cielo (1981). Collabora alle riviste “Campo di Morte”, ”Corrente”, ”Paragone”, ”La Rassegna della Letteratura Italiana” ed è redattore di “Letteratura” e “Arte e Poesia” e si è occupato in varie occasioni di letteratura artistica. Gli apparati biobibliografici e critici sono di Marta Savini.

L’opera
I testi inseriti nel volume coprono un arco di tempo che va dal Duecento all’Ottocento. La novità. Scritti di artisti, critici d’arte, storici e letterati sono stati riuniti insieme dal curatore, storico della letteratura e acuto conoscitore dell’arte, secondo un percorso che segue contemporaneamente le tracce della storia del gusto e degli stili artistici e quelle della specifica letteratura dedicata all’indagine sulle arti figurative. Una vastissima antologia di testi presenta nello stesso volume: Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Michelangelo Buonarroti, Leonardo Da Vinci, Benvenuto Cellini, Leon Battista Alberti, Pietro Aretino, Michele Savonarola, Giorgio Vasari, Andrea Palladio, Giovan Paolo Lomazzo, Antonio Canova, Gaetano Previati, Gabriele D’Annunzio, solo per citarne alcuni. Perciò il libro è un unicum e anche perché testi canonici sull’argomento compaiono accanto ad altri che non avevano ottenuto in precedenza la meritata evidenza.
Un libro innovativo, organizzato secondo criteri metodologicamente molto rigorosi: da una parte la validità dei testi in relazione all’aspetto propriamente tecnico e critico della scrittura d’arte, dall’altro il loro valore estetico, nonché la loro caratterizzazione linguistica. Di volta in volta l’emozione che un’opera d’arte procura nei singoli autori si proietta quindi nella scrittura con differenti modalità: dalla cultura all’erudizione fino all’impressione, la quale opera non di rado il passaggio dalla critica alla finzione letteraria, rendendo uno strumento di consultazione per la ricerca e per lo studio, anche un volume godibile e affascinante nella lettura.

Indice
Introduzione di Ferruccio Ulivi
Bibliografia
LE ORIGINI E IL DUECENTO
Aurelio Ambrogio
Giovanni Diacono
Bonvensin Da La Riva
IL TRECENTO
Dante Alighieri
Antonio Pucci
Francesco Petrarca
Giovanni Boccaccio
Buonamico Bulfalmacco
Filippo Villani
Franco Sacchetti
Cennino Cennini
IL QUATTROCENTO
Antonio Averlino Detto Il Filarete
Leon Battista Alberti
Antonio Di Tuccio Manetti
Cristoforo Landini
Michele Savonarola
Francesco Colonna
Giovanni Santi
Leonardo Da Vinci
IL CINQUECENTO
Michelangelo Buonarroti
Baldassarre Castiglione
Raffaello Di Sanzio
Lorenzo Lotto
Paolo Giovio
Pietro Aretino
Jacopo da Pontormo
Giovan Battista Gelli
Benvenuto Cellini
Lodovico Dolce
Andrea Palladio
Giorgio Vasari
Bartolomeo Ammannati
Gabriele Palotti
Pellegrino Tibaldi
Giovanni Andrea Gilio
Giovan Battista Armenini
Paolo Pino
Giovan Paolo Lomazzo
Raffaello Borghini
Federico Zuccari
Gregorio Comaini
IL SEICENTO
Giovan Battista Marino
Pietro Da Cortona
Giovan Battista Passeri
Marco Boschini
Giampiero Bellori
Salvator Rosa
Carlo Malvasia
Carlo Roberto Dati
Filippo Baldinucci
IL SETTECENTO
Francesco Milizia
Giuseppe Spalletti
Baldassarre Orsini
Luigi Lanzi
Carlo Castone Della Torre Di Rezzonico
Aurelio dè Giorgi Bertola
Luigi Malaspina di Sannazzaro
Ercole Silva
Antonio Canova
Isabella Teotochi Albrizzi
Leopoldo Cicognara
L’OTTOCENTO
Tommaso Minardi
Pietro Selvatico Estense
Giovanni Fattori
Francesco Netti
Telemaco Signorini
Diego Martelli
Vittorio Imbriani
Gaetano Previati
Giovanni Segantini
Giulio Aristide Sartorio
Gabriele D’ Annunzio
Il volume è di pagine 1102







Ludovico Ariosto






Francesco Berni


Il curatore

Raffaele Nigro si è rivelato come narratore alla fine degli anni Ottanta (con I fuochi del Basento, 1987, che ha ottenuto il premio Campiello) e si è affermato definitivamente negli anni Novanta con quattro romanzi, fra i quali uno ambientato nel Quattrocento.

L’opera
Le opere del Berni sono corredate da un commento dettagliato e originale e da annotazioni critiche che illuminano tutta la produzione di un poeta che ha avuto molti imitatori. Una vera impresa culturale.
Elementi di novità sono fra gli altri: la presenza dell’intera opera “L’Orlando Innamorato di Boiardo rifatto e tradotto in fiorentino dal Berni” (mai riedito da circa centocinquant’anni), che occupa quasi la metà del volume; dell’intero epistolario (54 lettere); della traduzione di tutte le opere latine. Una ricca bibliografia della critica attesta inoltre l’interesse che ebbero i contemporanei nei confronti di questo letterato, innovativo in virtù di un’ audace e calcolata sperimentazione linguistica. Un glossario e un indice dei nomi dei personaggi fanno poi da supporto utilissimo per la precisa comprensione di ogni opera di un poeta verso il quale, negli ultimi anni c’è una forte ripresa di interessi.

Indice
Introduzione di Raffaele Nigro
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
La Catrina
Le rime
Carmina
Dialogo contra i poeti
Commento al capitolo della primiera
Lettere
Orlando innamorato di Matteo Boiardo rifatto da Francesco Berni
Il volume è di pagine 1183




Burchiello ed altra Poesia Burlesca






Niccolò Machiavelli


Il curatore

Giuliano Procacci è ordinario di Storia contemporanea all’Università “La Sapienza” di Roma. Oltre che storico notissimo, è uno dei massimi studiosi dell’opera e della fortuna di Machiavelli, cui ha dedicato moltissimi studi e due volumi: Studi sulla fortuna di Machiavelli (1965), e Machiavelli nella cultura europea dell’età moderna (1995). Gli apparati bibliografici e l’antologia severamente selettiva della critica sono a cura di Roberto Ceselli.

L’opera
Nell’introduzione Giuliano Procacci traccia una documentata ricostruzione della personalità molteplice dell’autore, riconducendo la sua produzione alle origini culturali, biografiche, storiche, nel Quattrocento fiorentino. Ne esce un ritratto .caratterizzato da una spregiudicata modernità che va ben oltre il pensiero politico e si fonda su un materialismo e un laicismo radicali: l’uomo “vulgo” è piccola cosa, fatta di solitudine e paura, trastullo della casualità e della furia del cosmo. Su questa certezza, frutto della dolorosa esperienza del mondo, si articola una concezione organicistica e naturalistica della vita politica e della storia. Non una filosofia, piuttosto un’antropologia di supporto alle riflessioni politiche, di cui Procacci affida ampia testimonianza alla voce dei testi.
Ne consegue, pretesa dagli intenti dell’opera e consentita dallo spessore (oltre 1000 pagine di testo) del volume, una ricchissima documentazione antologica, politica e storica. Troviamo il “Principe” nella sua più recente edizione critica, i “Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio”, “ l’Arte della guerra”, unica opera di Machiavelli ad essere pubblicata quando egli era in vita, nel 1521, per i tipi dei Giunti: da questa prima edizione sono tratte le sette illustrazioni riportate in appendice al testo. Seguono gli scritti politici minori, gli scritti storici, le legazioni: ossia il carteggio con i Dieci relativo al lavoro diplomatico. Dei 43 testi dell’edizione Bertelli sono stati scelti quello della seconda legazione al Valentino e quello della seconda legazione alla corte di Roma, missioni che il Machiavelli espletò da solo. Chiude il volume la raccolta di 85 lettere, scelte tra le 366 dell’epistolario secondo due blocchi relativi a due destinatari, Francesco Vettori e Francesco Guicciardini.

Indice
Introduzione di Giuliano Procacci
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Cronologia
Il Principe
Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio
Dell’arte della guerra
SCRITTI POLITICI MINORI
Discorso sopra Pisa
Parole da dirle sopra la provisione del danaio
De natura Gallorum
Il tradimento del Duca Valentino al Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo et altri
Del gastigo si doveva dare alle città di Arezzo e Valdichiana
La cagione dell’ordinanza dove la si trovi e quel che bisogni fare
Provisione dell’ordinanza
Rapporto di cose della Magna
Ritracto di cose di Francia
Ritracto di cose di Magna
Discursus florentinarum rerum
SCRITTI STORICI
La vita di Castruccio Castracani da Lucca
Istorie fiorentine
LEGAZIONI
Seconda legazione alla corte di Roma
Seconda legazione al Valentino
LETTERE
Il volume è di pagine 1171




La Poesia Rinascimentale






Francesco Guicciardini


Il curatore
Giuseppe Pontiggia, narratore e saggista, è autore di romanzi e racconti con i quali ha riscosso il favore della critica e ha ottenuto premi letterari prestigiosi. Direttore dell’ “Almanacco dello Specchio”, collabora con la casa editrice Adelphi. Fra le sue opere: il romanzo breve La morte in banca (1959), L’arte della fuga (1968), Il giocatore invisibile (1978), Il raggio d’ombra (1983) e la raccolta di saggi Il giardino delle esperidi (1984). Con il romanzo La grande sera (1989) ha vinto il Premio Strega. Apparati biobibliografici e critici sono di Daniela Marcheschi.

L’opera
La novità assoluta di questo volume consiste soprattutto nel rapporto che si instaura tra i testi di uno dei classici della storiografia e del pensiero politico italiano come Guicciardini e il suo “lettore” e interprete contemporaneo, Pontiggia, che è uno scrittore tra i più significativi della contemporaneità: “classicità” e “attualità”, i due poli intorno ai quali si sviluppa il libro (sia nell’introduzione che nella selezione antologica). Del letterato fiorentino emergono allora le differenti attitudini per dare un ritratto a tutto tondo della sua attività: dalle scritture di memoria (Ricordanze, Memorie di famiglia, Pensieri) alle opere storiche (Storie fiorentine, Storia d’Italia) e di politica (Dialogo del reggimento di Firenze), fino a quelle di analisi introspettiva come i capolavori della Consolatoria e dei Ricordi. Forte tensione intellettuale e spiccata attitudine visionaria rendono il suo pensiero non anacronistico; mentre la sapienza architettonica della suo stile ce lo mostra ancora oggi come uno scrittore mirabile. Il libro è arricchito dal lavoro filologicamente rigoroso delle annotazioni; dalla ampiezza dei materiali che testimoniano la fortuna dello scrittore; dalle bibliografie che illustrano le più recenti acquisizioni della ricerca e della critica; dalle premesse ai testi che chiariscono nel dettaglio le questioni interpretative di maggior rilievo. Un volume quindi scientificamente molto curato che intende favorire l’accesso ad un autore che non è soltanto oggetto di ricerca per gli studiosi dei classici della letteratura, ma può diventare per chiunque un indispensabile veicolo di approfondimento dell’attualità.

Indice
Introduzione di Giuseppe Pontiggia
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Storie Fiorentine
Ricordanze
Memorie di famiglia
Relazione di Spagna
Dialogo del Reggimento di Firenze
Consolatoria
Considerazioni intorno ai Discorsi del Machiavelli
Ricordi
Storie D’Italia
Il volume è di pagine 1086





L’Arte della Conversazione






Teofilo Folengo e i Macaronici


Il curatore
Giulio Ferroni, professore ordinario di Letteratura Italiana nell’Università “La Sapienza” di Roma, è uno dei massimi esperti di Cinquecento e si è occupato anche di altri secoli della letteratura italiana, in particolare di Novecento. Tra i suoi titoli: Mutazione e riscontro nel teatro di Machiavelli (1972), La locuzione artificiosa (con A. Quondam, 1973), Il comico nelle teorie contemporanee (1974), Pietro Aretino e la dissoluzione del Teatro (1977), Storia della Letteratura italiana (1991), Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura (1966). La biografia, la bibliografia, l’antologia della critica, le premesse, le note ai testi, la traduzione del Baldus sono di Alessandro Capata.

L’opera
Massimo rappresentante della letteratura macaronica cinquecentesca, Folengo, contamina latino, volgare italiano e dialetto, mescola divertimento classicistico e parodia anticlassicista, realismo popolare e invenzione artificiosa, creando un modello di sperimentazione del linguaggio e dello stile che avrà dei continuatori nei secoli successivi e fino al Novecento (basti pensare al pastiche linguistico di Carlo Emilio Gadda).
Il volume si apre con una illuminante introduzione che colloca lo scrittore mantovano in una posizione di spicco all’interno del dibattito critico intorno al plurilinguismo. Esso raccoglie il poema “Baldus”, l’opera maggiore di Teofilo Folengo, e dello stesso autore, due componimenti meno conosciuti: la “Zanitonella” e l’ “Orlandino”. La letteratura macaronica è inoltre rappresentata, nello stesso volume, anche dai cosiddetti macaronici minori e prefolenghiani di area padana, e dai poeti fidenziani, in un quadro completo e articolato che dà conto dei fermenti creativi che caratterizzano il versante anticlassicistico della cultura letteraria del XVI secolo. Di fondamentale importanza per la comprensione di Folengo è la traduzione integrale e originale del Baldus, che permette ai lettori moderni di entrare nell’intreccio narrativo del testo godendone tutte le sfumature di ironia e di comicità.

Indice
Introduzione di Giulio Ferroni
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Baldus
Zanitonella
Orlandino
MACARONICI:
Corano
Tifi Odasi
Bassano Mantovano
Giovan Giorgio Alione
Camillo Scroffa
POETI FIDENZIANI
Il volume è di pagine 1036





Pietro Aretino






Torquato Tasso


Il curatore

Achille Tartaro è professore ordinario di Storia della letteraturatura italiana presso l’Università “La Sapienza” di Roma. E’ uno tra i più autorevoli storici della letteratura, nome di punta tra gli studiosi del Trecento, del Rinascimento, di Leopardi. Ha pubblicato numerosi volumi di saggi. Cura la sezione letteraria dell’Enciclopedia Treccani. Per questo volume, oltre all’introduzione e alla rassegna antologica, ha curato anche il commento alla Gerusalemme liberata e all’Aminta Gli apparati biobibliografici e critici, le schede introduttive e le altre note ai testi sono di un altro esperto di letteratura, Emilio Russo.

L’opera
Nell’introduzione, Achille Tartaro individua nella connaturata contraddizione insita nell’opera tassiana il segno della sua modernità. La Gerusalemme liberata è quindi sintesi tra un’arte espertissima, maturata nell’esercizio lirico e nell’assidua frequentazione dei classici, e una lunga riflessione sulle modalità dell’epica; tra uno sperimentalismo capace di approdare a un linguaggio audacemente innovativo, presago dell’imminente gusto secentesco, e un irrinunciabile classicismo; tra gli intenti religiosi e quelli encomiastici. L’opera ha il pregio, consentitogli dalle sue straordinarie dimensioni (1218 pagine di testo), di una ricchissima documentazione. Prezioso e originale l’ampio (oltre 200 cartelle di note) commento di Achille Tartaro al testo integrale della “Gerusalemme liberata” e dell’”Aminta”. Come notevole è la vastissima (anch’essa di circa 100 pagine) antologia della critica curata da Emilio Russo, che ci offre, oltre ai saggi critici classici e a quelli più recenti, le riflessioni di lettori illustri quali Galilei, Foscolo, Leopardi, Carducci. La scelta antologica dei testi è corposa, e opta per la riproduzione integrale, oltre che della “Gerusalemme liberata”, anche dell’”Aminta”. Cui seguono i due dialoghi “Il Messaggiero” e “Il padre di famiglia, l’eccezionale testimonianza teorica delle “Lettere poetiche” del 15575-76, a Luca Scalabrino e a Scipione Gonzaga. Conclude il volume una scelta molto ampia dalle “Rime”, quelle per Lucrezia Bendiddio, per Laura Peperara, le amorose estravaganti, le amorose su richiesta d’altri, le rime d’encomio e d’occasione, le rime sacre: a documentazione non solo delle vicende biografiche del poeta, ma anche del suo talento lirico, del piacere della sperimentazione linguistica e del suo orgoglio di dotto conoscitore di auctores, soprattutto il Petrarca.
Il volume è di pagine 1218

Indice
Introduzione di Achille Tartaro
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Gerusalemme liberata
Aminta
Dialoghi
Il Messaggiero
Il padre di famiglia
Lettere poetiche (1575-1576)
A Scipione Gonzaga
A Luca Scalabrino
Rime
Rime d’amore
Vere fur queste gioie e questi ardori
Rime per Lucrezia Bendidio (47)
Rime per Laura Peperara (23)
Rime amorose estravaganti (70)
Rime amorose composte ad istanza d’altri (35)
Rime d’occasione o di encomio (76)
Rime sacre (19)





Giordano Bruno


Il curatore
Michele Ciliberto è tra i massimi esperti di Giordano Bruno e del suo tempo. Professore ordinario di Storia della filosofia presso l’Università degli studi di Pisa, è presidente dell’Istituto di Studi del Rinascimento di Firenze. Ha introdotto e curato varie opere di Bruno: lo Spaccio della bestia trionfante (1985), gli Scritti autobiografici veneziani (1994), l’anastatica della Cena de le Ceneri (1995), il De la causa, principio et uno (1996). Ha pubblicato numerosi saggi sulla filosofia del Rinascimento e del Novecento, intorno a Bruno, Campanella, Sarpi, Croce, Gramsci. Al volume hanno collaborato alcune giovani studiose di Bruno: Simonetta Bassi, autrice della parte biografica, della storia della “fortuna” e delle note alle opere italiane; e Elisabetta Tirinnanzi, autrice delle schede introduttive alle opere, delle traduzioni e delle note ai testi latini.

L’opera
Michele Ciliberto nella introduzione sottolinea come la morte di Bruno, assunta in epoca contemporanea a martirio e testimonianza del pensiero laico, sia stata vissuta in solitudine, nel silenzio della cultura e della storia del Seicento, al punto da dare al francese Desdouits, nel 1885, le ragioni per negare la vicenda del tragico rogo e smantellare la notizia in merito fornita dalla lettera di Gaspare Schopp. Ma è la stessa lettera di Schopp, che aveva assistito agli interrogatori e all’esecuzione, a spiegarci quel silenzio quando descrive i capi d’accusa contro il Nolano, rivelando il carattere radicalmente anticristiano della sua nuova filosofia. L’analisi di Michele Ciliberto estende la categoria del silenzio e della solitudine anche alla vita di Giordano Bruno, sottolineandone la dimensione tragica innescata dalla consapevolezza dell’ ostilità di tutti gli ambienti con cui ebbe a confrontarsi: politici, accademici, religiosi. Forte è comunque in lui il senso di un destino divino, di restauratore della verità, che è chiamato a realizzare. Se si considera l’interesse che la sua figura ha destato in questi ultimi due secoli, il destino di precursore e anticipatore pare confermato. Ciliberto invita la ricerca storica, caratterizzata negli ultimi anni da una fortissima ripresa di studi intorno a Giordano Bruno, a una ricognizione più precisa del suo pensiero, al fine di restituirgli una più attendibile fisionomia di segno della contraddizione. L’antologia è ricca e rara: riproduce infatti un’edizione d’eccezione, quella pubblicata a Gottinga tra il 1888 e il 1889 da Paul Lagarde, ancora oggi, a distanza di 100 anni, fondamentale nella storia delle edizioni bruniane. Si è deciso di ripubblicarla in questo volume per mettere in circolazione uno dei documenti più alti della filologia bruniana. Per ricostituire i tratti dell’epoca in cui l’edizione Lagarde venne alla luce, si acclude in chiusura del volume la ristampa del contributo critico più importante della storiografia bruniana dell’Ottocento: “Le opere latine di Giordano Bruno esposte e confrontate con le italiane”, pubblicato a Firenze da Felice Tocco nel 1889. Le opere in volgare sono state riportate integralmente. Le acquisizioni fondamentali della critica testuale del Novecento relative alle redazioni de “La cena de le ceneri”, sono state pubblicate nell’Appendice all’opera in questione.

Indice
Introduzione di Michele Ciliberto
Avvertenza
Cronologia
Vita e opere
Fortuna
Bibliografia
Il Candelaio
La cena delle ceneri
Appendice
De l’infinito, universo et mondi
De la causa, principio et uno
Lo spaccio della bestia trionfante
La cabala del cavallo Pegaseo
Gli Eroici furori.
OPERE LATINE
Ad excellentissimum oxoniensis academiae procancellarium
Epistola al Vicecancelliere dell’Università di Oxford
Praefatio in Lampadem combinatoriam lullianam
Prefazione alla Lampada combinatoria lulliana
Oratio valedictoria
Orazione di congedo
Praefatio in articulos adversus mathematicos
Prefazione agli articoli contro i matematici
Oratio consolatoria
Orazione consolatoria
LE OPERE LATINE DI GIORDANO BRUNO ESPOSTE E CONFRONTATE CON LE ITALIANE DA FELICE TOCCO
Parte prima o delle opere lulliane
Parte seconda o delle opere mnemoniche
Parte terza o delle opere espositive e critiche
Parte quarta o delle opere costruttive
Parte quinta o la filosofia del Bruno
Il volume è di pagine 1213





Il Trattato del Cinquecento






Le Autobiografie






Tommaso Campanella


I curatori

La scelta e l’introduzione sono di Nicola Badaloni. Tra i maggiori filosofi italiani, ha insegnato in varie università. Si è occupato in particolare del pensiero dei secoli XVI-XVIII ed è autore di numerose opere filosofiche. La cura del volume è di Gemana Ernst, docente di Storia della Filosofia del Rinascimento presso la Terza Università di Roma. E’ uno dei massimi esperti di Tommaso Campanella, di cui ha pubblicato scritti inediti, e su cui ha scritto numerosi saggi. Insieme a Eugenio Canone ha fondato “Bruniana & Campanelliana”, rivista semestrale di studi e materiali storico-testuali dedicata ai due grandi filosofi.

L’opera
Quest’edizione è una novità in campo editoriale. Frutto di un rigorosissimo impegno scientifico, intende sia offrire un panorama utile e significativo della produzione campanelliana che uno stimolo per un rinnovato lavoro sui testi e sul pensiero del filosofo calabrese. Raccoglie quasi l’intera produzione di Campanella: gli scritti autobiografici e letterari, tra cui le lettere e una scelta delle poesie filosofiche; quelli sulla filosofia e sulla natura; e le opere di carattere politico, tra cui La città del sole. Un volume quindi che, per la considerevole scelta dei testi, e per lo scrupolo filologico (traduzioni delle opere latine e apparati biobiliografici e critici, premesse e note ai testi), va a colmare una lacuna, in modo tanto più significativo in quanto per le opere singole dell’autore (tranne che per alcune rilevanti eccezioni) non risultano disponibili o facilmente accessibili adeguate edizioni moderne. L’introduzione è un contributo fondamentale alle discussioni e agli studi sulle opere di uno dei maggiori filosofi del tardo Rinascimento e insieme un saggio che riassume e chiarisce i nodi fondamentali dello sviluppo storico del suo pensiero, indagando le ragioni che lo hanno reso di difficile comprensione. Le difficoltà di lettura della prosa di Campanella e il particolare gusto per il linguaggio esoterico che caratterizzano il suo stile, trovano allora spiegazione se li si considera gli elementi di un intreccio tra vita vissuta e riflessioni teoriche, etiche e politico-religiose, in un quadro completo di interpretazione quale soltanto la conoscenza dell’intera opera può fornire. In questo senso si può ritenere questo volume una tappa fondamentale nella conoscenza di un autore che rientra a buon diritto tra classici di tutti i tempi.

Indice
Introduzione di Nicola Badaloni
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
SCRITTI AUTOBIOGRAFICI E LETTERARI
Lettere
Scelta di poesie filosofiche
Sintagma dei propri libri e sul corretto modo di apprendere
FILOSOFIA E NATURA
Del senso delle cose e della magia
Apologia di Galileo
Come evitare il fato astrale
Apologetico per l’opuscolo “Come evitare il fato astrale”
PENSIERO POLITICO
Monarchia di Spagna
Aforismi politici
Città del Sole
Questione quarta sull’ottima repubblica
Due discorsi sullo Stato ecclesiastico
Avvertimento al re di Francia al re di Spagna e al sommo Pontefice circa alli passati e presenti mali d’Italia
Dialogo politico tra un Veneziano, Spagnolo e Francese
Aforismi politici per le presenti necessità di Francia
Ultimi discorsi politici
Il volume è di pagine 1082




Galileo Galilei


Il curatore

Paolo Rossi, professore ordinario di Storia della filosofia presso l’Università di Firenze, è autore di molti studi, tradotti in varie lingue, sulla filosofia e sulla scienza del Seicento, sulle arti della memoria, sulla scoperta del tempo. Ha diretto per la Utet una Storia della scienza moderna e contemporanea. Nel 1985 gli è stata conferita dall’American History of Science Society la medaglia Sarton per la storia della scienza. E’ membro dell’Accademia Europea e dell’Accademia dei Lincei. Cronologia, biografia, bibliografia, antologia della critica, schede introduttive e note ai testi sono a cura di Massimo Ciardi.

L’opera
L’ampia (oltre 70 cartelle) introduzione di Paolo Rossi è tesa a sottolineare la pluralità degli approcci filosofico-scientifici alla figura di Galilei : modo corretto, sostiene Rossi, dato che Galileo non possedeva un’uniformità di metodo, né era solo un costruttore di teorie, o di macchine, o di esperimenti. Galileo fu soprattutto l’ elaboratore di un’immagine della scienza e il suo testimone: cruciale, per la storia della scienza, il 1633, l’anno della condanna e dell’abiura dopo la pubblicazione del Dialogo sopra i due massimi sistemi.
L’articolata fisionomia del testo, che sfiora le mille pagine, consente, attraverso la riproposizione dei principali testi di Galilei (alcuni dei quali non venivano pubblicati da molti anni), non solo una rilettura della sua molteplice produzione, scientifica, filosofica, letteraria, ma anche un’ originale ricognizione del percorso storico in cui si snoda la sua rivoluzionaria vicenda intellettuale. Sono riproposte “Due lezioni all’Accademia fiorentina circa la figura, sito e grandezza dell’Inferno di Dante”, testo rimasto inedito fino a metà Ottocento; il “Sidereus Nuncius”, di cui viene data la traduzione italiana, dal latino, fatta da Timpanaro Cardini nel 1948; il “Discorso intorno alle cose che stanno in sull’acqua o che in quella si muovono”, in cui viene difeso il tema dell’atomismo, motivo principale della condanna del 1633; le Lettere copernicane; il “Discorso del flusso e reflusso del mare”, edito nell’Edizione Nazionale; “Il Saggiatore”; il “Dialogo sopre i due massimi sistemi”; i “Discorsi e dimostrazioni matematiche”, che riproduce quel testo curato da Adriano Cargo e Ludovico Geymonat (Torino 1958) in cui sono tradotte le numerose parti in latino dell’opera originale.

Indice
Introduzione di Paolo Rossi
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Due lezioni all’Accademia fiorentina circa la figura, sito e grandezza dell’Inferno di Dante
Sidereus nuncius
Discorso intorno alle cose che stanno in sull’acqua o che in quella si muovono
Lettere copernicane
A Don Benedetto Castelli, 21 Dicembre 1613
A Monsignor Piero Dini, 16 Febbraio 1615 e 23 Marzo 1615
A Madama Cristina Di Lorena (1615)
Discorso del flusso e reflusso del mare
Discorso delle comete
Il Saggiatore
Dialogo sopra i due massimi sistemi
Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze
Il volume è di pagine 974




Paolo Sarpi

 
Il curatore
Corrado Vivanti è uno dei più illustri studiosi del Cinquecento. Ha diretto con Ruggero Romano La storia d’Italia di Einaudi. Di recente ha pubblicato una storia degli ebrei italiani. L’opera è corredata da ampi apparati biobibliografici e da una ricchissima (160 cartelle circa) storia e antologia della critica.

L’opera
Il volume si apre con un’ ampia (circa 80 cartelle ) introduzione di Corrado Vivanti. Provocatorio l’incipit, che, segnalando la curiosa identità di valutazioni sullo stato della Chiesa nonché l’amicizia tra il ribelle Sarpi e il cardinale del Sant’Uffizio Roberto Bellarmino, connota la novità dell’analisi, tesa, sulla linea delle acquisizioni e degli studi più recenti, a superare la rigida contrapposizione tra Controriforma e Riforma cattolica delineata da Jedin.
Per Vivanti appare prioritario lo studio della continuità tra Umanesimo e Riforma, nella cui luce si definisce un quadro storico articolato e complesso, capace di contenere la ricerca antidogmatica, dinamica, curiosa di Paolo Sarpi - non a caso amico di Bruno, Campanella, Galileo e di scienziati e filosofi francesi e inglesi - ma anche le istanze apparentemente contrapposte di un Bellarmino preoccupato della “desolatio tanta” della Chiesa postridentina. Paolo Sarpi “si colloca nel filone che cerca di mantenere una continuità tra la civiltà umanistica e un cristianesimo rinnovato” , nel solco della riflessione rinascimentale legata al naturalismo, allo sperimentalismo, al metodo storico-filologico e alla lezione della storia. Questo il motore della vibrante modernità di Paolo Sarpi: quando coglie nella disciplina della confessione, trasformata in atto giudiziale, uno “strumento per il dominio delle coscienze”, quando sottolinea l’inderogabilità del principio della separazione del potere spirituale da quello politico, o la necessità per i cristiani di accedere alla lettura diretta del testo sacro.
Le straordinarie dimensioni dell’opera (1274 pagine di testo) hanno consentito a Corrado Vivanti di “ offrire integralmente ai lettori il capolavoro di Sarpi e aggiungere alcuni consulti in qualche modo complementari all’ ‘Istoria del Concilio Tridentino’ ”. Sono riportati perciò: la “Scrittura in materia della libertà ecclesiastica”, “Sopra l’officio dell’Inquisizione”, “Del vietar la stampa di libri perniciosi al buon governo, Sopra un decreto della Congregazione in Roma in stampa…”, “Indice dei libri da proibirsi”, “Breve instruzzione sulla proibizione dei libri”, “Sopra una nota di proibizione di libri da Roma”, “Del confutar scritture malediche”, “Sopra il dar le insegne a scolari poveri et altri in Padoa”, “In maniera del farsi la professione della fede dalli dottorandi in Padoa”, “Ragionamento del Principe di Condé”.

Indice
Introduzione di Corrado Vivanti
Cronologia della vita e delle opere
Bibliografia
La critica
Istoria del ConcilioTridentino
Libro primo ( capp. I – VI )
Libro secondo ( capp. I – X )
Libro terzo ( capp. I – III )
Libro IV (capp. I - VI )
Libro V ( capp. I – VIII )
Libro VI (capp. I – X )
Libro VII ( capp. I – XII )
Libro ottavo ( capp. I – XII )
Scrittura in materia della libertà ecclesiastica
Sopra l’officio dell’Inquisizione
Del vietar la stampa di libri perniciosi al buon governo
Sopra un decreto della Congregazione a Roma in stampa presentato per l’illustrissimo signor conte del Zaffo al 5 marzo 1616
Indice dei libri da proibirsi
Breve instruzzione sulla proibizione dei libri
Sopra una nota di proibizione di libri da Roma
Del confutar scritture malediche
Sopra il dar le insegne a scolari poveri et altri in Padoa
In materia del farsi la professione della fede dalli dottorandi in Padoa
Ragionamento del Principe di Condé
Il volume è di pagine 1314









Giambattista Basile

 
Il curatore
Saverio Strati, narratore, ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti nel 1956, con il titolo La marchesina, nella collana La Medusa, diretta da E. Vittorini, e poi numerosi romanzi, tra i quali: Mani vuote (1960), Il nodo (1965), Il selvaggio di Santa Venere (1977, premio Campiello). Ha inoltre raccolto e tradotto fiabe calabresi e lucane. Ha collaborato con le riviste “Paragone”, “Nuovi Argomenti”, “Il contemporaneo”. Ha collaborato alla “Gazzetta del Mezzogiorno”. Gli apparati biobiliografici e critici e le note ai testi sono di Andrea Cedola.

L’opera
Basile, poeta e letterato di corte del Seicento, autore di una vasta produzione in dialetto napoletano, stravolge i parametri tradizionali della cultura del suo tempo attribuendo all’opera letteraria anche una funzione politica. Lo cunto de li cunti, una raccolta di cinquanta fiabe, raccontate in cinque giornate all’interno di una cornice narrativa, è, infatti, sia un testo d’ invenzione fantastica che per estro linguistico ricorda la struttura del Decameron di Boccaccio e i racconti delle Mille e una notte, sia un grande affresco della realtà politica e sociale della Napoli del XVII secolo.
Il volume a lui dedicato ripropone oltre a “Lo cunto de li cunti”, considerato il più antico e ricco fra i libri di fiabe popolari e oggetto di manipolazioni, riduzioni, adattamenti, in Italia e all’estero, un’opera meno nota ma non meno interessante dello scrittore napoletano, “Le muse napolitane”. I testi sono accompagnati da un ricchissimo apparato di materiali bibliografici e critici che documentano la fortuna dell’autore a partire dai suoi contemporanei fino alle acquisizioni più recenti della critica. Un fondamentale supporto filologico è fornito dalla premessa all’opera maggiore di Basile, la quale dà conto della storia editoriale del libro, mentre le note ai testi aiutano il lettore a comprendere la ricchezza espressiva di Basile e le sfumature comiche del dialetto, nonché i giochi metaforici e barocchi che caratterizzano il suo stile. L’originalità di questo libro, resa possibile anche dalle sue dimensioni (più di mille pagine), è poi nella presenza della traduzione de “Lo Cunto” di Benedetto Croce, grande ammiratore e studioso di Basile. Un capolavoro di scrittura che rende appieno la patina barocca e serio-burlesca e il colorito ingenuo e pittoresco dello scrittore napoletano. L’introduzione al volume è un racconto del racconto. Saverio Strati, da narratore, si diverte infatti a estrarre alcuni episodi significativi, tra quelli esposti nelle fiabe di Basile, per costruire il suo racconto dell’opera dello scrittore napoletano. Non mancano i riferimenti alla tradizione fiabesca italiana, precedente il Basile e agli studiosi e teorici italiani e stranieri del genere: da Imbriani a Calvino, dai fratelli Grimm a Bettelheim.

Indice
Introduzione di Saverio Strati
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Le Muse Napoletane
Lo Cunto de li cunti
Il Pentamerone di Giambattista
Basile nella traduzione di Benedetto Croce
A lo re de li viente
Il volume è di pagine 1098








Gli Epistolari


Il curatore
Milo De Angelis, poeta, fondatore e direttore della rivista “Niebo”, ha vinto alcuni noti premi di poesia. Ha collaborato a varie riviste letterarie e ha pubblicato molte raccolte poetiche: Somiglianze (1976), Millimetri (1983), Terra del viso (1985), Distante un padre (1989). Hanno collaborato al volume Simone Caltabellota e Vincenzo Ostuni.

L’opera
Il volume raccoglie gli epistolari delle più importanti figure della letteratura, della storia, della politica italiana, dal Duecento al Novecento. Lettere dottrinali e politiche, di poetica e di costume, private e pubbliche, scelte da un poeta di grande sensibilità e estro inventivo, costruiscono una storia intima e segreta della cultura e della società di varie epoche. In apertura, documenti dell’esordio del volgare italiano: Guittone D’Arezzo, Dante Alghieri, Petrarca, ecc. A seguire, epistolari di personaggi della cerchia di Lorenzo il Magnifico, poi Tasso, Sarpi e Campanella, e ancora Vico e Parini, Leopardi e Mazzini, fino a Svevo, Tozzi, Serra, Michelstaedter e molti altri.
Un percorso ricco di aneddoti e curiosità in cui emergono i rapporti tra la vita privata, le aspirazioni ideali, le motivazioni ideologiche, le intenzioni di poetica di diversi autori e la loro realizzazione nelle opere letterarie, e in cui si scoprono i profondi legami fra cultura e storia e società. La selezione dei testi è accompagnata da una estesa antologia della critica che illustra gli aspetti di ordine teorico più dibattuti presso gli studiosi intorno al genere epistolare, il quale, soprattutto in anni recenti, è stato oggetto di studi come canale privilegiato per accostarsi alle motivazioni più nascoste della scrittura letteraria. Apparati bibliografici aggiornati, premesse alle opere e agli autori ricche di notizie, annotazioni molto accurate completano il volume facendone un libro interessante e innovativo.

Indice
Introduzione di Milo De Angelis
Bibliografia
La critica
Guido Faba
Guittone D’Arezzo
Dante Alighieri
Francesco Petrarca
Giovanni Boccaccio
Caterina da Siena
Poggio Bracciolini
Alessandra Macinghi Strozzi
Luigi Pulci
Lorenzo de’ Medici
Angelo Poliziano
Giovanni Pico della Mirandola
Pietro Bembo
Niccolò Machiavelli
Francesco Giucciardini
Paolo Giovio
Veronica Gambara
Vittoria Colonna
Pietro Aretino
Annibal Caro
Torquato Tasso
Paolo Sarpi
Tommaso Campanella
Giambattista Vico
Giuseppe Baretti
Giuseppe Parini
Alessandro e Pietro Verri
Vincenzo Monti
Ugo Foscolo
Giacomo Leopardi
Niccolò Tommaseo
Giuseppe Mazzini
Carlo Pisacane
Verga e Capuana
Antonio Fogazzaro
Italo Svevo
Campana e Aleramo
Federigo Tozzi
Renato Serra
Carlo Michealstaedter
Il volume è di pagine 1141











Il Barocco, Marino e la poesia del Seicento

 
Il curatore

Marzio Pieri, docente di Letteratura italiana presso l’Università di Parma, è uno dei massimi esperti italiani del Seicento. E’ appassionato studioso ed editore di testi barocchi, come l’Adone e la Galeria del Marino, le Scintille poetiche di Lubrano, l’Endimione di Argoli, il Cordimarte dell’Artale. Ha fondato l’ “Archivio barocco” e dirige la sezione letteraria della rivista Philo(: ) logica.


L’opera

Questo volume è stupefacente per molte ragioni, a cominciare dall’introduzione: dove brilla l’estro del prosatore che racconta l’erudizione, e dove sorprende sempre il linguaggio, congenialmente barocco, attraverso cui Pieri disegna un sicuro tracciato della fortuna critica della poesia secentesca. E’ ammirevole la cronologia, articolata in antefatti e fatti, con rigorosa precisione e dovizia di nomi e pubblicazioni.


Soprattutto, preziosa è la presenza dell’ultima edizione critica dell’”Adone di Marzio Pieri”. Si tratta di fatto di una nuova edizione critica dell’opera di Marino, diversa da quella ormai ventennale comparsa per gli “Scrittori d’Italia” di Laterza, dello stesso autore. Rispetto a quest’ultima, che provocò scalpore e scandalo tra i recensori, l’ “edizione che qui si fornisce dell’ “Adone”, poco anzi niente ha che spartire con l’edizione laterziana firmata dal medesimo Curatore se non la mira di approssimare al meglio le stesse intenzioni e suggestioni grafiche, o per via d’occhi, dell’originale”. L’edizione integrale del testo, con la dedica a Maria dei Medici, regina di Francia e la “Lettre de M.Chapelain” sull’ “Adone”, è preceduta dal racconto della vita e delle opere di Marino e dal sommario del poema . La straordinaria ampiezza dell’opera (1067 pagine di testo) ha consentito inoltre una ricca silloge di testi dei poeti secenteschi: i “Sommari”, il XXI capitolo del “Mondo nuovo” e le “Appendici” di Tommaso Stigliani; la tragedia in versi “Iudit” di Federigo della Valle; la lode all’ “Adone” e il melodramma “L’incoronazione di Poppea” (musicato da Claudio Monteverdi) di Gian Francesco Busenello; il poemetto “La Via Lattea” di Scipione Herrico; alcune poesie di Claudio Achillini; parte delle “Scintille poetiche” di Giacomo Lubrano. Ogni testo è corredato da minuziosi apparati di note, raccolti a conclusione del volume.


INDICE


Introduzione di Marzio Pieri

Cronologia

Gli antefatti

I fatti

Bibliografia essenziale

Nota ai testi


Giambattista Marino

L'Adone

Sommario del poema

A Maria de' Medici

Discours de M. Chapelain

L'Adone


Tommaso Stigliani

Il Mondo nuovo

Sommari

Sommario universale di tutta l'istoria dell'opera

Sommari del «Mondo nuovo»

Il Mondo nuovo. Canto ventesimo

Appendici


Federigo Della Valle

Iudit


Gian Francesco Busenello

Al Cavalier Marino

L'incoronazione di Poppea


Scipione Herrico

La Via Lattea


Claudio Achillini

Poesie


Giacomo Lubrano

Scintille poetiche


Note

Note All'Adone

Dizionario dei nomi

Note ai canti

Note al Mondo nuovo

Ai sommari

Ai canti

All'appendice

Note alla Iudit

Note all'Incoronazione di Poppea

Note alla Via Lattea

Note alle Poesie di Claudio Achillini

Note alle Scintille poetiche


Il volume è di pagine 1093









La Commedia dell'Arte

 
Il curatore
Cesare Molinari è professore di Storia del teatro e dello spettacolo nell’Università di Fireze e direttore del Dipartimento di Storia delle arti e dello spettacolo. Dirige con Ferruccio Marotti la rivista “Biblioteca Teatrale”. E’ stato preside dell’Istituto Internazionale per la Ricerca Teatrale di Venezia. Fra le sue opere: Spettacoli fiorentini del Quattrocento (1961), Le nozze degli dèi (1968), Storia di Antigone (1976), L’attrice divina (1985), La commedia dell’arte (1985), L’attore e la recitazione (1992), Bertolt Brecht (1994). Nel 1996 ha pubblicato per Laterza una nuova edizione della sua Storia del teatro (1972), già tradotta in numerose lingue. Gli apparati biobibliografici e critici, le note ai testi sono di Renzo Guardenti.

L’opera
Il volume raccoglie in prevalenza scritti di attori professionisti della prima e della seconda generazione del XVIII secolo. Si tratta da un lato di opere direttamente funzionali al mestiere del teatro (commedie, scenari, e generici), e dall’altro di riflessioni teoriche o apologetiche e di poesie. Stupiscono la vastità della cultura e degli interessi di questi antichi attori, ma in qualche caso anche l’originalità e la qualità della loro produzione letteraria. In particolare alcune commedie sono da annoverarsi fra gli esiti più alti nella storia della drammaturgia italiana.
La raccolta di testi, che uno dei maggiori studiosi di teatro in Italia ha curato per questo volume, è utilizzabile come insieme di documenti che possono chiarire la sostanza e la genesi del teatro dell’Arte (ove per la Commedia dell’arte si intenda appunto il teatro degli attori professionisti riuniti in compagnie e dediti in prevalenza a quel particolare genere di spettacolo che si qualifica per la presenza delle maschere e per la tecnica dell’improvvisazione). Ma è al tempo stesso un’antologia di opere di livello talvolta assoluto e poco note al pubblico non specialista. Per alcune di esse quella qui presentata è infatti la prima edizione moderna. Si tratta quindi di un libro per molti aspetti unico nel panorama editoriale italiano e di un contributo essenziale alla storia del teatro come alla storia della letteratura.

Indice
Introduzione di Cesare Molinari
Cronologia delle opere antologizzate
Bibliografia
La critica
DRAMMATURGIA
Duetti e contrasti
Dialogo de un Magnifico con Zanni
Barzelletta in contrasto del Cortese bravo e del Zanni poltron
Dialogo del Patron e del Zane
Esordio che fa il padrone a Zanni
Scenari
Flaminio Scala, Il teatro delle favole rappresentative
Scenari Correr
Scenari magliabechiani
Commedie
Bartolomeo Rossi, La Fiammella
Fabrizio De Fornaris, L’Angelica
Pier Maria Cecchini, L’amico tradito
Flaminio Scala, Il finto marito
Giovan Battista Andreini, Le due comedie in comedia
Silvio Fiorillo, La Lucilla costante
I GENERICI
Le maschere e i personaggi
Francesco Andreini, Le bravure del Capitan Spavento
Lodovico de’ Bianchi, Le cento e quindici conclusioni
Domenico Bruni, Dialoghi scenici
Isabella Andreini, Fragmenti di alcune scritture
Isabella Andreini, Lettere
Tristano Martinelli, Alcune lettere
I prologhi
Domenico Bruni, Fatiche comiche e Prologhi
LA TEORIA
Nicolò Barbieri, La supplica
Pier Maria Cecchini, Frutti delle moderne comedie, et avisi a chi le recita
Andrea Perrucci, Dell’arte rappresentativa, premeditata e all’improvviso
LA POESIA
Lachrimoso Lamento in morte di Zan Panza de pegora
Bartolomeo Bocchini, Il trionfo di Scapino
Il volume è di pagine 1313












Politici dell'Età Barocca

 
Il curatore
Rosario Villari, storico e professore nell’Università “La Sapienza”, è uno dei massimi studiosi della storia moderna, e in particolare del XVII secolo. Molte delle sue opere sono state tradotte in varie lingue. Collabora alle maggiori riviste storiche italiane e straniere. E’ accademico dei Lincei.
Gli apparati biobibliografici e le note ai testi sono di Leandro Perini.

L’opera
I teorici della “ragion di stato” (Giovanni Botero, Scipione Ammirato, Lodovico Settala, Traiano Boccalini) sono rappresentati in questa antologia a conferma della produttività dell’Italia nel campo della dottrina politica anche dopo la grande stagione di Machiavelli e Guicciardini e la perdita della centralità e del primato culturale rispetto al resto dell’Europa.
La volontà e l’impegno della riforma politica non rimasero limitati allora esclusivamente a pochissime figure d’eccezione. Perciò la scelta si è indirizzata anche verso testi inediti (Giulio Genoino) o di autori non ancora identificati, e verso opere mai più ripubblicate dopo la prima edizione (Lodovico Zoccolo, Virgilio Malvezzi) o ripubblicate recentemente per la prima volta (Fulgenzio Micanzio, Andrea Spinola, Nicolò Contarini). Essi, seppure non caratterizzati da grande eleganza e scioltezza della prosa, hanno però l’impronta dello stile tipico di un’epoca contrassegnata insieme dalla ricerca del nuovo e dal forte condizionamento della tradizione, e quindi da laceranti contrasti e contraddizioni. Da questo punto di vista, la linearità e semplicità della “Dissimulazione onesta” di Torquato Accetto sembrano quasi un’eccezione. Di recente divenuto oggetto di riesame e reinterpretazione, questo saggio, invece di essere considerato l’emblema di una nobile e rassegnata accettazione dell’esistente, deve essere anch’esso collocato nel quadro, ancora incompleto e frammentario, delle idee e dei movimenti di riforma. Un volume ricco di documenti inediti che contribuisce a formire un quadro complessivo delle riflessioni politiche dell’Italia del XVII secolo.

Indice
Introduzione di Rosario Villari
Parte I: LA CONCEZIONE DELLA SOVRANITA’
Giovanni Botero
Scipione Ammirato
Lodovico Settala
Parte II: PATRIOTTISMO DINASTICO, COSTITUZIONALISMO ARISTOCRATICO E IDEA DI NAZIONE
Traiano Boccalini
Alessandro Tassoni
Lodovico Zoccolo
L’Italia e l’ infievolita potenza della monarchia di Spagna. Una finta lettera di Filippo IV di Anonimo
Parte III: ISTITUZIONI E MENTALITA’: TRA RIFORME E CONSERVAZIONE
Alessandro Tassoni
Fulgenzio Micanzio
Giulio Genoino
Andrea Spinola
Ottavio Sammarco
Parte IV: DISSIMULAZIONE E INIZIATIVA POLITICA
Virgilio Malvezzi
Torquato Accetto
Parte V: L’IDEA DELL’INDIPENDENZA E DELLA REPUBBLICA
Niccolò Contarini
Testi repubblicani della rivolta napoletana del 1647
La libertà dei popoli di Anonimo
Il volume è di pagine 1078












La Prosa Scientifica

 
Il curatore
L’introduzione e la scelta sono di Carlo Bernardini (con la collaborazione di Silvia Tamburini). Scienziato, scrittore, e professore ordinario di Metodi Matematici della Fisica presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Bernardini è stato preside della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali della stessa Università e Senatore della Repubblica durante la VII legislatura. Ha curato collane editoriali di scienza con gli Editori Riuniti e con La Nuova Italia Scientifica, collabora alle maggiori riviste scientifiche internazionali e a “La Repubblica”. Dirige la rivista “Sapere”. Fra i suoi testi: Fisica e strumenti matematici (1979), L’offerta di Mefistole (1980), Che cos’è una legge fisica (1983), Relatività speciale (1991), Idee per il governo. La ricerca scientifica (1995).

L’opera
L’antologia è una raccolta di scritti di scienziati italiani di diverse discipline, a partire da Leonardo Da Vinci fino ai giorni nostri. I testi sono accompagnati da schede introduttive e apparati di annotazione che guidano il lettore negli aspetti di difficile comprensione. Nel saggio introduttivo ci si sofferma a evidenziare il meccanismo attraverso cui lo scienziato approda dal codice specialistico a quello divulgativo, compiendo un atto di forza su se stesso per staccarsi dalla protezione offerta dal linguaggio speciale nel quale ragiona e comunica con i suoi colleghi più stretti.
Il libro, che illustra la storia della ricerca scientifica e insieme disegna un inedito panorama della sua prosa illuminando i meriti di un genere trascurato, è, sia per la ricchezza dei materiali, che per le scelte metologiche, un originale contributo critico per l’analisi del rapporto che s’instaura tra l’italiano comune e quello della lingua specialistica con cui gli scienziati hanno comunicato tra di loro nei secoli più vicini a noi. Nel volume sono presenti, talvolta per la prima volta in tanta evidenza, autori dimenticati o sottovalutati secondo un percorso che segue l’ordine cronologico e che da Leonardo da Vinci a Giovanni Battista della Porta, da Volta a Marconi, da Geymonat a Lombardo Radice, aiuta a percepire il distacco dalla lingua comune e i suoi effetti sulla collocazione culturale dei problemi della scienza contemporanea. La storia linguistica e culturale che ne viene fuori consente di scorgere l’avvio e lo sviluppo di processi per cui rudimentali usi speciali si sono andati progressivamente arricchendo, sofisticando, definendo e permette di vedere anche come gli scienziati hanno inventato una lingua per esporre al meglio le loro teorie. Non esiste nella cultura italiana un’ opera che con altrettanta ricchezza e incisività abbia documentato e spiegato che cos’è stata la letteratura scientifica del nostro paese. Un volume insomma che riempie un vuoto.

Indice
Introduzione di Carlo Bernardini
Bibliografia
Leonardo Da Vinci
Giovanni Rucellai
Giovanni Battista Della Porta
Federico Cesi
Bonaventura Cavalieri
Evangelista Torricelli
Giovanni Alfonso Borelli
Francesco Redi
Marcello Malpighi
Lorenzo Magalotti
Antonio Vallisnieri
Anton Lazzaro Moro
Giulio Carlo De’ Toschi di Fagnano
Maria Gaetana Agnesi
Lazzaro Spallanzani
Felice Fontana
Luigi Galvani
Alessandro Volta
Amedeo Avogadro
Ottaviano Fabrizio Mossotti
Raffaele Piria
Angelo Secchi
Stanislao Cannizzaro
Giovanni Virgilio Schiaparelli
Camillo Golgi
Galileo Ferraris
Augusto Righi
Giuseppe Mercalli
Giacomo Ciamician
Giuseppe Peano
Vito Volterra
Guido Castelnuovo
Federico Enriques
Tullio Levi-Civita
Guglielmo Marconi
Orso Mario Corbino
Enrico Persico
Enrico Fermi
Giulio Natta
Bruno De Finetti
Ludovico Geymonat
Edoardo Amaldi
Adriano Buzzati-Traverso
Felice Ippolito
Lucio Lombardo-Radice
Il volume è di pagine 1304









Il Teatro dal Medioevo all'Illuminismo

 
Il curatore
Maurizio Scaparro, regista teatrale, è stato direttore artistico dei teatri di Bologna, Bolzano e Roma, per i quali ha firmato numerose regie, accolte con favore dal pubblico e dalla critica. Ha inoltre curato importanti edizioni di teatro antico e moderno. E’ stato critico teatrale dell’“Avanti!” e direttore della rivista “Teatro Nuovo”. Condirettore a Parigi, con G. Strehler, del Teatro d’Europa, è attualmente Presidente dell’E.T.I.
Gli apparati biobliografici e l’antologia della critica sono di Laura Novelli.

L’opera
Il testo rappresenta una novità editoriale: attraverso un’ampia scelta di testi dalle Origini al Settecento, “diversi” tra di loro per cronologia e prospettive di poetica, riunifica il panorama della produzione teatrale di cinque secoli della nostra letteratura intorno alla ricerca di una specifica “identità teatrale” italiana.
Questo è il filo conduttore che ha guidato Scaparro, uno degli esperti di teatro più noti e apprezzati in Italia e all’estero, a raccogliere, in un unico volume, venti tra i più rappresentativi esempi della storia della drammaturgia: a partire dalle rappresentazioni sacre medievali come “La Natività del Signore” e “La Discesa di Gesù nell’Inferno” per arrivare alla nota “Fabula di Orfeo” di Poliziano del Quattrocento; dalla commedia cinquecentesca (“La Calandria” del Dovizi, “La Mandragola” di Machiavelli, “La Lena” di Ariosto, “La Cortigiana” di Aretino) fino al “Torrismondo” di Tasso e alla “Iudith” di Della Valle. E ancora, come testimonianza del dramma per musica, il “Pastor Fido” di Guarini, e poi “Il Convitato di Pietà” (testo inedito del XVII secolo, tratto dalla raccolta degli scenari anonimi custoditi alla biblioteca Casanatense di Roma che porta in scena il grande mito di Don Giovanni) fino alle soglie della “Commedia dell’Arte” e del teatro di Carlo Goldoni (a cui sono dedicati singoli volumi della Collana). Apparati biobibliografici aggiornati e note accuratissime fanno di questo libro un’opera insostituibile, che non può mancare nella biblioteca di chi ama il teatro e la cultura in generale.

Indice
Introduzione di Maurizio Scaparro
Bibliografia
La critica
La Natività del Signore di Anonimo
La Discesa di Gesù all’Inferno di Anonimo
Fabula di Orpheo di Angelo Poliziano
Calandria di Bernardo Dovizi
La Mandragola di Niccolò Machiavelli
La Lena di Ludovico Ariosto
La Cortigiana di Pietro Aretino
La Moschea di Ruzante
L’Anconitana di Ruzante
Gl’ingannati Accademici Intronati
La Veneziana di Anonimo del Cinquecento
Gli Straccioni di Annibal Caro
Sofonisba di Gian Giorgio Trissino
Torrismondo di Torquato Tasso
Pastor Fido di Gian Battista Guarini
Il convitato di pietra di Anonimo L’impresario di Gian Lorenzo Bernini
Iudith di Federico Della Valle
Il teatro Comico di Carlo Goldoni
Il volume è di pagine 1258







Giambattista Vico

 
Il curatore
Fulvio Tessitore è il più grande studioso contemporaneo di Vico. Professore ordinario di Storia della filosofia e Storia della storiografia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Napoli “Federico II”, è stato Preside di Facoltà e Rettore. Accademico dei Lincei, ha diretto il Centro di Studi Vichiani del CNR dal 1969 al 1995. E’ direttore dal 1971 del Bollettino del Centro di studi vichiani, e dal 1988 dell’Archivio di storia della cultura.
Manuela Sanna , anche lei nota come studiosa di Vico, ha curato la cronologia della vita e delle opere, la vita, la bibliografia, e una vastissima (300 cartelle) antologia della critica, ispirata al criterio di presentare capitoli completi dei libri o dei saggi antologizzati. Sue anche le premesse ai singoli testi e le note.

L’opera
Il volume si apre con un’introduzione di Fulvio Tessitore. Attenta al superamento dall’annosa dicotomia tra devoti e iconoclasti , nel solco della più moderna lettura storicistica, l’analisi si concentra sull’impegno di “capire Vico con Vico nel mondo di Vico”. L’esame diacronico del pensiero vichiano insiste su alcuni punti fondanti , come l’appassionata difesa, tutta anticartesiana, dei limiti della ragione o la fondazione della più grande scoperta gnoseologica, il nesso verum factum.
La vastissima antologia (1309 pagine di testo ) percorre l’intera opera di Giambattista Vico, nel dichiarato intento di fornire la scansione delle principali fasi di quella riflessione che fu per il filosofo “continova ed aspra meditazione”. Si parte dall’autobiografia (Vita di Giambattista Vico scritta da se medesimo), completa di due appendici: il Catalogo che accompagna una supplica dell’anno 1734, e Gli ultimi anni del Vico. Aggiunta del Marchese di Villarosa. Seguono il Liber Metaphysicus del De Antiquissima Italorum Sapientia, corredato da due risposte del Vico, una “a tre opposizioni fatte da dotto signore contro il primo libro”, l’altra all’ “articolo X del tomo VIII del Giornale de’ letterati d’Italia”; la Sinopsi del Diritto Universale. Vengono presentate per la prima volta insieme le tre redazioni complete dell’opera maggiore, la “Scienza Nuova”. Profonde le novità rispetto alle canoniche edizioni novecentesche di Fausto Nicolini (da cui dipendono tutte, o quasi, le edizioni posteriori) secondo cui Vico non avrebbe fatto altro che pensare e scrivere una sola opera. Qui si è inteso invece restituire autonomia alle singole edizioni: viene data la “Scienza Nuova prima” (1725) nel testo nicoliniano ecdoticamente rivisto da Andrea Battistini; la “Scienza Nuova seconda” (1730), nel testo stabilito da Paolo Cristofolini e Manuela Sanna per la nuova edizione critica del Centro di Studi Vichiani; e la “Scienza nuova terza” (1744), anch’essa nella nuova edizione critica degli stessi autori.

Indice
Introduzione di Fulvio Tessitore
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Vita di Giambattista Vico scritta da se medesimo
Appendici:
Catalogo che accompagna una supplica del 1734
Gli ultimi anni del Vico. Aggiunta del Marchese di Villarosa
De antiquissima italorum sapientia
Risposta del Sig. Giambattista Vico nella quale si sciogliono tre opposizioni fatte da dotto signore contro il primo libro “De antiquissima italorum sapientia”
Risposta di Giambattista Vico all’articolo X del tomo VIII del “Giornale de’ letterati d’Italia”
Sinopsi del diritto universale
Principi di una scienza nuova intorno alla natura delle nazioni per la quale si ritrovano i principi di altro sistema del diritto naturale delle genti (1725)
Cinque libri di Giambattista Vico de’ principj d’una scienza nuova d’intorno alla comune naìtura delle nazioni (1730)
Principj di scienza nuova di Giambattista Vico d’intorno alla comune natura delle nazioni(1744)
Il volume è di pagine 1339










Pietro Metastasio

 
I curatori
L’introduzione è di Franca Angelini, docente di Letteratura teatrale italiana nell’Università “La Sapienza” di Roma, è autrice di volumi fondamentali per la storia del teatro, tra cui: Petrolini. La maschera e la storia (1984), Teatro e spettacolo del primo Novecento (1988), Serafino e la tigre. Pirandello tra scrittura, teatro e cinema (1990); e di contributi saggistici inseriti in importanti storie letterarie, dedicati a: Il teatro barocco (1975), Il teatro del Novecento da Pirandello a Fo (1980), Teatri moderni (1986). La scelta antologica è di Daniele Del Giudice. Romanziere, ha collaborato a periodici e quotidiani, è autore di quattro romanzi: Lo stadio di Wimbledon (1983), L’atlante occidentale (1985), Nel Museo di Reims (1988), Staccando l’ombra della terra (1998). Gli apparati (schede introduttive alle opere, note ai testi, bibliografia, antologia della critica) sono di Silvia Tatti.

L’opera
Il volume, che è uscito nell’anno del tricentenario della morte del poeta, intende proporre ai lettori l’opera di uno dei maggiori librettisti del Settecento, sia ponendo l’accento sul problema filologico (ancora aperto, in attesa dell’auspicata edizione critica), sia ampliando la conoscenza dell’autore ai suoi scritti meno noti. Il libro raccoglie infatti quasi integralmente le opere di Metastasio: sono presenti tutti gli scritti in versi del poeta, ma anche molti testi in prosa e, tra questi, interessanti documenti di carattere teorico; nonché un’ampia scelta dall’epistolario.
Fatta eccezione per le lettere, importante testimonianza dei costumi dell’epoca, riprodotte dal volume a cura di Bruno Brunelli, si è scelto di pubblicare i testi metastasiani di una importante edizione settecentesca, quella parigina a cura di Giuseppe Pezzana pubblicata dalla Veuve Hérissant a Parigi tra il 1780 e il 1783, la quale riporta fedelmente il testo rivisto dall’autore. Un’operazione di grande rigore scientifico, che si avvale di apparati critici e bibliografici di notevole impegno e che, attraverso la collaborazione di un narratore di talento come Daniele Del Giudice e di Franca Angelini, uno dei massimi esperti italiani di teatro, fornisce senza dubbio un contributo fondamentale alla conoscenza e all’approfondimento di un autore che, con il sogno di educare il pubblico dilettando, ha inventato, non solo una drammaturgia, ma una lingua per la musica, aristocratica e popolare, colta e facilmente memorabile, insomma un modello di scrittura che mantiene intatta la forza d’urto emotiva.

Indice
Introduzione di Daniele Del Giudice
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
MELODRAMMI
Didone abbandonata
Catone in Utica
Olimpiade
Demofonte
La Clemenza di Tito
Attilio Regolo
Il trionfo di Clelia
AZIONI E FESTE TEATRALI
Endimione
Il sogno di Scipione
Parnaso accusato,e difeso
L’isola disabitata
Le Cinesi
AZIONI TEATRALI SACRE
Betulia liberata
CANTATE
La pesca
Il nome
[D’amore e il primo dardo]
Il sogno
[Tirsi chiamare a nome]
[Queste che miri,oNice]
[Veggo la selva e il monte]
[Or che una nube ingrata]
[Destatevi, o pastori, ecco il mattino]
[Oh se fosse il mio core]
[Oh dio, che non è vero…]
[Dal povero mio cor…]
La gelosia
La tempesta
L’inciampo
Il trionfo della gloria
Pel nome glorioso di Maria Teresa imperatrice regina
Pel giorno natalizio di Maria Teresa imperatrice regina
Pel giorno natalizio di Francesco I imperatrice de’ romani
Il nido degli amori
Primo omaggio di canto
L’aurora
L’estate
L’inverno o vero la provida pastorella
L’armonica
La scusa
Il consiglio
La primavera
Il ritorno
Il primo amore
Amor timido
La cioccolata
Il tabacco
La cacciatrice
Irene
La virtuosa
emulazione
Complimento
RIME
Terzine
Canzonette
Epitalami
Idilli
Componimenti sacri
Stanze
Ode
Sonetti
Versi sparsi
Estratto dell’arte poetica di Aristotile
Osservazioni sul teatro greco
Annotazioni di soggetti
Metodo per lo studio dell’italiano
LETTERE
Il volume è di pagine 1307









Carlo Goldoni

 
Il curatore
Renzo Rosso è scrittore famoso di racconti, romanzi (Il segno del Toro, 1980; Le Donne Divine, 1988; L’adolescenza del Tempo, 1991. Soprattutto è noto il suo amore per il teatro. Ha scritto numerose opere teatrali: tra queste, Gli Illusionisti ha vinto nel 1983 il Premio Pirandello. Le sue opere sono state tradotte in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Spagna. Ha collaborato al volume Andrea Cedola, che ha curato gli apparati biobibliografici e l’ampia (70 cartelle) storia e antologia della critica.

L’opera
Nella vasta introduzione ( circa 70 cartelle) intitolata La semplice verità, Renzo Rosso rivisita i chiaroscuri del percorso goldoniano, teso a farne emergere, insieme con l’inevitabile tributo alla sua storia di comédien, la grande modernità: come la novità del “carattere”, chiave di volta tra le innovazioni del sistema teatrale goldoniano; la comprensibile necessità delle iperboliche dediche adulatorie, indirizzate a nobili e clero; il debito innegabile con la Commedia dell’Arte; il talento intuitivo circa la realtà umana e sociale e l’attitudine naturale al teatro; l’istintiva capacità di rappresentazione del vizio piuttosto che della monocorde virtù; la modernità dell’uso della lingua italiana; l’importanza autobiografica e storico-antropologica dei Mémoires.
L’antologia, di 1128 pagine di testo, è connotata dall’offerta ampia e originale dei materiali. Riporta infatti, oltre ai testi integrali delle grandi commedie, una ricchissima silloge di frammenti e scene di commedie minori, autentici gioielli drammaturgici per leggerezza, vivacità, sapidità, spregiudicatezza e dinamismo dialogico.

Indice
La semplice verità, di Renzo Rosso
Cronologia della vita e delle opere
Bibliografia
La critica
FRAMMENTI E SCENE DI COMMEDIE DI CARLO GOLDONI
La putta onorata
L’avvocato veneziano
Il cavaliere di buon gusto
La moglie saggia
Le donne gelose
La cameriera brillante
La madre amorosa
Le massere
Le donne di casa soa
La villeggiatura
Gl’innamorati
La donna di maneggio
La buona madre
Il frappatore
Il servitore di due padroni
Il vero amico
L’avaro
Le massere
La madre amorosa
La vedova spiritosa
La scuola di ballo
La guerra
LE GRANDI COMMEDIE
La bottega del caffè
La locandiera
I malcontenti
Il campiello
Lo spirito di contraddizione
Le morbinose
L’impresario di Smirne
I rusteghi
La casa nova
La trilogia della villeggiatura
Una delle ultime sere di carnevale.
Il testo è di pagine 1165








Vittorio Alfieri

 
Il curatore
Franco Ferrucci è docente di Letteratura italiana presso la Rutgers University negli Stati Uniti. E’ uno dei nomi più illustri tra gli studiosi della poesia romantica. E’ autore di numerosi volumi di saggistica , tra cui Il poema del desiderio (1990), Il formidabile deserto.Lettura di Giacomo Leopardi (1998), e di narrativa, tra cui Il mondo creato (1986), e Fuochi (1993).
A Luigi Sedita si devono cronologia, vita e opere, una ricca bibliografia, una vasta (120 cartelle) antologia della critica, nonché le schede introduttive e le puntuali note ai testi.

L’opera
L’introduzione di Franco Ferrucci si caratterizza per la disamina decisa dell’Alfieri tragico, il cui teatro a tesi, imprigionato in gabbie stilistiche, metriche, strutturali, si riduce a “una mortale.. uniformità espressiva…parodia del linguaggio drammatico”. Ferrucci indica invece i suoi capolavori nella Vita, dove ogni evento si muta in azione teatrale e la vita stessa è la messa in scena della vita, e nelle Rime, cocente diario di un presente che è incubo, non riscattato da nessun passato. Menzione speciale è tributata anche ai saggi politico-sociali, forti della calma austera della prosa filosofica. Alfieri è un capostipite, sostiene Ferrucci: al suo credo “ che lo scrittore grande sia maggiore d’ogni altro grand’uomo” va la paternità della tensione al sublime tipica di tutta la letteratura dell’Ottocento: da Foscolo a Leopardi, Manzoni, Carducci fino a Pascoli e D’Annunzio. Sarà Montale, con la sua etica/estetica del “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, a segnare secondo Ferrucci la fine dell’era alfieriana.
Ne consegue il grande rilievo che la fisionomia letteraria alfieriana assume nella ricchissima antologia. Troviamo il testo integrale della “Vita”, edita postuma dalla contessa D’Albany con l’appendice di una lettera di Tommaso Valperga Caluso, che è un resoconto della morte del poeta; i “Giornali” e gli “Annali”; il “Prospetto cronologico della vita”; i testi integrali dei trattati “Della tirannide” e “Del principe e delle Lettere”; il dialogo “La virtù sconosciuta”; una significativa scelta delle “Satire”; 50 sonetti della prima parte delle “Rime”, seguiti da alcuni “Epigrammi”, e 14 della seconda parte, anch’essi seguiti da “Epigrammi”. Le dimensioni eccezionali dell’opera consentono di spaziare a tutto campo sulla vastissima produzione alfieriana, accogliendo i testi integrali delle grandi tragedie, “Filippo”, “Antigone”, “Virginia”, “Agamennone”, “Oreste”, “Saul” e il relativo “Parere sulle tragedie”, nonché il testo integrale di una delle commedie, “La finestrina”. Tutti i testi sono stati riprodotti secondo l’edizione critica curata dal Centro Nazionale di Studi Alfieriani di Asti.

Indice
Introduzione di Francesco Ferrucci
Vita e opere
Bibliografia
La critica.
Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso
Giornali e Annali
Filippo
Antigone
Virginia
Agamennone
Oreste
Saul
Parere sulle tragedie
La finestrina
Della tirannide
Del principe e delle lettere
La virtù sconosciuta
Satire
Rime
Il volume è di pagine 1287








Illuministi e Riformisti

 
Il curatore
Lucio Villari, studioso tra i maggiori dell’Illuminismo, insegna Storia Contemporanea nell’Università “La Sapienza” di Roma. E’ autore di saggi sulla storia culturale e sociale europea dal Settecento al Novecento. Collabora alla pagina culturale del quotidiano “La Repubblica”. E’ anche autore di testi teatrali.
La bibliografia e la cronologia dell’Illuminismo italiano sono di Andrea Cedola.

L’opera
Gli scritti scelti individuano il valore e i molteplici significati dell’opera di studiosi e intellettuali che nel Settecento hanno dato un contributo alla riforma culturale e civile dell’Italia. Centrali i temi dell’economia, della giustizia, della laicità dello Stato e dell’indipendenza della Chiesa nel quadro di un processo culturale di dimensioni europee, in cui s’inserisce l’esperienza di intellettuali italiani che hanno lasciato il segno della loro passione civile e della loro volontà di incidere sulla realtà. Pietro Giannone, Antonio Genovesi, Carlo Antonio Pilati, Gaetano Filangeri, Cesare Beccaria, Pietro Verri (i cui scritti sono in parte o integralmente antologizzati) sono alcune delle personalità politiche che hanno, con il loro impegno, gettato le fondamenta di una “cultura nazionale” incisiva e fortemente rappresentativa di idee e sentimenti, comuni non solo agli italiani di quel tempo.
Un’antologia inedita sul fenomeno culturale che è all’origine della modernità più attuale, corredata da apparati bibliografici aggiornatissimi, per approfondire la conoscenza di una delle fasi più ricche di fermenti ideologici della storia del nostro paese.

Indice
Introduzione di Lucio Villari
Bibliografia
Cronologia
Autobiografia di Pietro Giannone
Dei delitti e delle pene di Cesare Beccarla
Delle lezioni di commercio o sia d’economia civile di Antonio Genovesi
Di una riforma D’Italia di Carlo Antonio Pilati
La scienza della legislazione di Gaetano Filangeri
Osservazioni sulla tortura di Pietro Verri
Il volume è di pagine 999









La Poesia Dialettale

 
Il curatore
Maurizio Cucchi è poeta fra i più significativi degli ultimi trenta anni. Redattore presso Mondadori, è consulente dei programmi culturali della Rai. Collabora a “Il Giorno”, ”L’Unità”, ”Panorama”, ”Nuovi argomenti”, ”Belfagor”. Tra le sue recenti raccolte di poesie: Le meraviglie dell’acqua (1980, Premio Viareggio), Donna del Gioco (1987).

L’opera
L’antologia si muove all’interno di un panorama molto vasto che abbraccia tre secoli, nel corso dei quali, il senso e il concetto stesso di poesia dialettale sono inevitabilmente e sensibilmente mutati. Un libro unico nel suo genere, davvero poco frequentato dalla nostra editoria. La novità. Di fronte alla difficoltà di dare conto delle svariate esperienze locali, in un arco di tempo così ampio e rispetto ad una produzione ricchissima, l’operazione di scelta risulta l’aspetto più significativo, soprattutto laddove essa risulti “firmata” da chi, come Maurizio Cucchi, è a sua volta poeta. Il criterio fondamentale adottato è stato di scegliere gli autori più rappresentativi in base alla personale fortuna critica maturata nel corso dei secoli e anche rispetto alla sensibilità contemporanea evidenziata nelle apparizioni editoriali recenti di singoli autori, non dimenticando però anche figure trascurate o rimosse dalla critica e dall’editoria.
Nel complesso il libro disegna quindi un ritratto a tutto tondo della produzione poetica dialettale: a partire dal Settecento, sono presenti l’intera produzione dialettale di due sommi autori in lingua, Vittorio Alfieri e Giuseppe Parini e testimonianze di autori non molto conosciuti ma significativi, come per esempio la lirica religiosa di Sant’Alfonso (A. M. de’ Liguori); le tematiche d’avanguardia di M. Strassoldo; il romanesco precedente il Belli, di B. Micheli; il mondo rurale sardo, lontano dai toni dell’Arcadia ufficiale, di P. Pisturzi. Dell’ Ottocento, il romano Giuseppe Gioacchino Belli e il milanese Carlo Porta, ai quali rispettivamente sono dedicati due volumi di questa collana, non sono presenti, ma del secolo è data una visione d’insieme che consente di apprezzare una notevole varietà d’intenti e di realtà geografiche: dai poeti che vivono a cavallo tra Sette e Ottocento, come il piemontese E. I. Calvo, o il veneto P. Buratti, ammirato da Stendhal, o il friulano P. Zorutti, severamente giudicato da P. P. Pasolini, alle “Canzoni piemontesi” scritte in carcere dall’anticlericale e anticavouriano A. Brofferio, e allo spirito risorgimentale del veneto F. Dall’Ongaro e del calabrese V. Padula. Un elemento di grande interesse e curiosità del volume è costituito dalle versioni in italiano inedite dei testi dialettali di Sette e Ottocento, fornite da poeti d’oggi, neo-dialettali a loro volta o in lingua, come G. M. Villalta, M. Stellato, N. De Vita, G. Genna, M. Morasso, G. Bellosi, M. Benedetti. Sono stati inseriti in una sezione a sé, autori come C. Pascarella, Trilussa, S. Di Giacomo, che vissuti e attivi a cavallo tra Otto e Novecento, appartengono piuttosto al XIX secolo che al XX, sia per modi espressivi che per intenzioni poetiche. Una campionatura rigorosa e attendibile è stata effettuata per la produzione poetica dialettale novecentesca: sono stati infatti scelti gli autori più rappresentativi delle diverse “generazioni” da B. Marin a G. Noventa, da I. Buttitta a A. Pierro, da T. Guerra e P.P.Pasolini a A. Zanzotto, a R. Baldini, e altri.

Indice
Introduzione di Maurizio Cucchi
SETTECENTO
Nicolò Capasso
Giorgio Baffo
Alfonso Maria de’ Liguori
Benedetto Micheli
Ignazio Isler
Carl’Antonio Tanzi
Domenico Balestrieri
Gavino Pes
Pietro Pisurzi
Anzolo Maria Barbaro
Giuseppe Parini
Marzio di Strassoldo
Stefano de Franchi
Vittorio Alfieri
Francesco Gritti
Giovanni Meli
Giovan Pietro Cubeddu
Domenico Tempio
Anton Maria Lamberti
OTTOCENTO
Pietro Buratti
Edoardo Ignazio Calvo
Martin Piaggio
Francesco Antonio D’Amelio
Tommaso Grossi
Pietro Zorutti
Angelo Bofferio
Melchiorre Murenu
Vincenzo Padula
Vincenzo Ammirà
Francesco dell’Ongaro
Niccolò Bacicalupo
Olindo Guerrini
Emilio De Marchi
OTTO-NOVECENTO
Cesare Pascarella
Salvatore diGiacomo
Ferdinando Russo
Giuseppe De Dominicis
Nino Martoglio
Trilussa
Alessio Di Giovanni
NOVECENTO
Virgilio Giotti
Delio Tessa
Edoardo Firpo
Biagio Marin
Vittorio Clemente
Giacomo Noventa
Ignazio Buttitta
Cesare Zavattini
Albino Pierro
Tonino Guerra
Andrea Zanzotto
Pier Paolo Pasolini
Raffaello Baldini
Franco Loi
Franco Scataglini
Amedeo Giacomini
Il volume è di pagine 985










Dai Giacobini a Cuoco


Il curatore
Alberto Merola, storico tra i più importanti in Italia, e professore nell’Università “La Sapienza” di Roma, si è occupato di storia delle idee politiche e religiose in Europa tra Cinque e Seicento e ha dedicato alcuni saggi allo studio della formazione della cultura politica italiana contemporanea, curando, tra l’altro, un’edizione degli scritti di Gaetano Salvemini (Lettere dell’America). Collabora con vari periodici e riviste scientifiche. Tra le sue pubblicazioni recenti di maggiore rilievo ricordiamo il contributo pubblicato da Einaudi sul Saggio storico sulla rivoluzione napoletana di Vincenzo Cuoco.

L’opera
Il volume raccoglie scritti politici di autori repubblicani tra i più rappresentativi del giacobinismo italiano del triennio rivoluzionario 1796-99. Quegli anni, in cui furono travolti gran parte degli stati italiani di antico regime per l’espansione europea della rivoluzione francese, suscitarono un fervido dibattito politico che è all’origine del pensiero e dei programmi risorgimentali e delinearono una fase esaltante di prospettive di libertà, uguaglianza e democrazia, di cui i documenti raccolti nell’antologia sono una testimonianza fondamentale. Alla folta scelta di testi politici del “triennio” segue un gruppo di memorie di Filippo Buonarroti, il rivoluzionario precursore e spesso ispiratore dei giacobini italiani più radicali, nonché dei cospiratori dei decenni successivi. Il volume si chiude con il Saggio sulla rivoluzione napoletana di Cuoco, un testo fondativo per la coscienza politica delle classi dirigenti e dei partiti dell’ Otto e poi anche del Novecento.
Un criterio metodologico molto rigoroso guida la selezione, che illustra, da Nord a Sud, l’intera gamma delle vicende politiche di uno dei momenti di svolta della nostra storia: quattro autori provengono dal Regno di Napoli (Gualdi, Russo, Pagano e Cuoco). Due sono originari del Granducato di Toscana: Buonarroti è pisano, Bocalosi fiorentino. Dagli Stati del Papa, L’Aurora, Compagnoni e Nicio Eritreo. Gioia da Piacenza e Ranza da Vercelli. In un libro di mille pagine, la testimonianza di undici significative voci della rivoluzione in Italia, le quali, pure nella diversità delle esperienze, presentano ispirazioni ideali unitarie: la repubblica e la democrazia, prima di tutto.

Indice
Introduzione di Alberto Merola
Bibliografia
La critica
All’Italia nelle tenebre l’Aurora porta la luce di Enrico Michele L’Aurora
Necessità di stabilire una Repubblica in Italia di Matteo Galdi
Dei rapporti politico-economici fra le nazioni libere
Saggio d’istruzione pubblica rivoluzionaria
Epicarmo ossia lo Spartano di Giuseppe Compagnoni
Elementi di diritto costituzionale democratico di Giuseppe Compagnoni
Grammatica repubblicana di Nicio Eritreo
Della vera chiesa instituita da Gesù Cristo di Giovanni Antonio Ranza
Dell’educazione democratica da darsi al popolo italiano di Girolamo Bocalosi
Pensieri politici di Vincenzio Russo
Sulla relazione dell’agricoltura, delle arti e del commercio allo spirito pubblico di Mario Pagano
Quadro politico di Milano di Melchiorre Gioia
Apologia al Quadro politico di Milano” di Melchiorre Gioia
Cos’è patriottismo-Appendice al Quadro Politico di Milano di Melchiorre Gioia
Memoire prèsentè par Philippe Buonarroti concernant l’ìle de la liberté di Filippo Buonarroti
Discours prononcé par Philippe Buonarroti au peuple d’Oneille di Filippo Buonarroti
La paix perpetuelle avec les rois di Filippo Buonarroti
Notes sur l’Italie di Filippo Buonarroti
Forma di governo repubblicano provvisorio per il Piemonte di Filippo Buonarroti
Progetto buonarrotiano di costituzione italiana di Filippo Buonarroti
Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799 di Vincenzo Cuoco
Frammenti di lettere dirette a Vincenzo Russo di Vincenzo Cuoco
Il volume è di pagine 978










Ugo Foscolo

 
Il curatore
Nanni Balestrini, uno tra i più famosi poeti d’avanguardia, narratore, organizzatore di cultura, è tra i fondatori del gruppo ’63. Ha collaborato alle più importanti riviste culturali degli anni ’60. E’ uno dei cinque poeti presenti nell’antologia dei Novissimi. Oltre a numerose raccolte poetiche, ha pubblicato nel 1971 Vogliamo tutto, una celebre storia-documento delle lotte operaie del ’69. Temi politici e impianto sperimentale caratterizzano anche i suoi ultimi romanzi L’editore (1989) e I furiosi (1994). Siriana Sgavicchia ha curato gli apparati biobibliografici, la storia della critica, le schede introduttive alle opere.

L’opera
L’ampissima (120 cartelle) introduzione di Nanni Balestrini restituisce un originale ritratto del personaggio, scavato nelle vicende storiche del suo tempo. In linea con le sue scelte sperimentali e con la fisionomia interattiva della personalità foscoliana, Balestrini organizza un’esclusiva operazione di collage, che intercala materiali per il racconto biografico con documenti storici: discorsi di Napoleone, lettere del poeta, scritti di Cesarotti, Monti, Pindemonte, Pellico, della contessa d’Albany e di Isabella Teotochi Albrizzi,. Il procedimento, che getta nuova luce sui rapporti di Foscolo con le situazioni e i personaggi affrontati, vale a mettere in scena un’epoca.
Straordinaria la fisionomia del libro che, con oltre 1000 pagine di testo, consente per la prima volta la restituzione integrale del Foscolo scrittore. Le opere riportate testimoniano nella sua interezza il poeta, il prosatore, ma soprattutto il meno noto critico letterario, del cui monumentale lavoro è offerta l’occasione di apprezzare il carattere originale e anticipatorio. L’antologia, scelta e annotata da Nanni Balestrini, offre perciò una vastissima rassegna delle opere: la prima parte va dall’ode a “Bonaparte liberatore” fino ai “Sepolcri”, passando per le “Ultime lettere di Jacopo Ortis”, il “Sesto tomo dell’io”, “Odi e Sonetti”, “Orazione a Bonaparte”, “Viaggio sentimentale di Yorik lungo la Francia e l’Italia” (completo di “Notizia intorno a Didimo Chierico”). Seguono i testi pavesi: la prolusione “Dell’origine e dell’ufficio della letteratura” e le cinque lezioni, le prime due raggruppate in “Lezioni sulla letteratura e la lingua”, le ultime tre in “Della morale letteraria”. Troviamo poi gli articoli di critica e di polemica. La premessa alle “Grazie” per la prima volta chiarisce e ripercorre l’iter elaborativo dell’opera, secondo l’Edizione Nazionale e l’ultimo definitivo apporto di Mario Scotti. Concludono il volume gli scritti letterari e politici: “Ipercalisse”, “Vestigi della storia del sonetto italiano”, “Discorso agli Italiani di ogni setta”, l’edizione delle “Lettere dall’Inghilterra”, romanzo-saggio epistolare incompiuto, dove le lettere risultano originalmente accorpate per tema, non in ordine cronologico, e si articolano sul confronto tra i costumi inglesi e quelli italiani, con curiosa centralità del tema della moda. Corposa la testimonianza dei contributi propriamente critici offerti dal “Discorso storico sul testo della ‘Divina Commedia’ “ e dal “Discorso storico sul testo del ‘Decamerone’ ”. In finale, il vibrante bilancio autobiografico della “Lettera apologetica”.

Indice
Introduzione di Nanni Balestrini
Cronologia della vita e delle opere
Bibliografia
La critica
IL POETA E IL NARRATORE DA BONAPARTE LIBERATORE AI SEPOLCRI
Bonaparte liberatore
Ultime lettere di Jacopo Ortis
Sesto tomo dell’Io
Odi e Sonetti
Orazione a Bonaparte
Viaggio sentimentale di Yorik lungo la Francia e l’Italia
Dei Sepolcri
LEZIONI PAVESI
Dell’origine e dell’ufficio della letteratura
Lezioni su la letteratura e la lingua
Della morale letteraria
ARTICOLI DI CRITICA E DI POLEMICA
Ultimato di Ugo Foscolo contro i ciarlatani, gl’impostori letterari e i pedanti
Frammenti sul Machiavelli
Della poesia lirica
DALLE GRAZIE
Redazione del carme secondo la lezione del Quadernone
Dissertazione di un antico inno alle Grazie
SCRITTI LETTERARI E POLITICI
Ipercalisse
Vestigi della storia del sonetto italiano
Discorso agli Italiani di ogni setta
Lettere scritte dall’Inghilterra
Discorso sul testo della Divina Commedia
Discorso storico sul testo del Decamerone
Lettera apologetica
Il volume è di pagine 1209










Alessandro Manzoni

 
Il curatore
Luca Canali ha insegnato Letteratura latina fino al 1981 nelle Università di Roma e di Pisa. E’ grande appassionato di storia ed esperto di letteratura latina. E’ autore di raccolte di poesie (tra le ultime Zapping, 1994), ma soprattutto è narratore acuto d’ inquietudini esistenziali: numerosi i suoi libri di narrativa, tra i quali gli ultimi - Diario segreto di Giulio Cesare, 1994, e Nei pleniluni sereni, 1995 – s’impegnano nell’accattivante gioco dell’autobiografia immaginaria.
Maria Clelia Cardona ha curato gli apparati biobibliografici e le note ai testi. Nei quali ricorrono anche le originali note manzoniane, contrassegnate con lettere dell’alfabeto.

L’opera
La novità dell’introduzione di Luca Canali sta nel gioco letterario di parallelismi e antinomie condotto tra Manzoni e Gadda, “romanzieri di morte” - più lugubre ma animato da fede il primo, più disperato ma più grottesco il secondo - e di pastiche; genere che nel Manzoni è meno appariscente ma altrettanto sapiente che in Gadda. Analoga anche la distanza letteraria, forse nevroticamente umana, dal tema dell’amore. Non a caso Gadda morente trovò conforto nell’ascolto della lettura dei Promessi sposi. L’analisi si restringe in un secondo momento al solo Manzoni, per sottolinearne la fascinazione aristocratica nei confronti dei personaggi titanici, la scarsa capacità di adesione dall’interno al quotidiano, anche linguistico, dei popolani, la sostanziale misoginia, le grandi qualità di regista e pittore di storie.
Le dimensioni dell’opera consentono un’antologia ricchissima, quasi l’intera produzione manzoniana. Si parte dagli “Inni sacri” – anche i due inediti “Il Natale del 1833” e “Ognissant”i – e dalle due odi “Marzo 1821” e “Il cinque maggio”. Segue poi il testo integrale del “Conte di Carmagnola” con la celebre “Prefazione”, in cui Manzoni identifica il principio del teatro romantico moderno nell’abbandono delle unità aristoteliche (per l’ “Adelchi” si rinvia al volume “Il teatro moderno”, curato per la stessa collana da Franco Cordelli).
Nuova è la scelta dal “Fermo e Lucia”, dove Canali sottolinea come ”il negativo della Storia è esorcizzato con una forte presenza di digressioni morali, storiche e letterarie”. A esemplificazione, ha scelto i testi della prima “Introduzione”, ossia la giustificazione del romanzo, e della seconda “Introduzione”, con la discussione sulla lingua; nonché la “Digressione” sull’amore nell’opera letteraria, che introduce il cap.VIII del secondo tomo (la storia di Gertrude), riportato integralmente. Troviamo poi il testo integrale dei “Promessi sposi”, il testo integrale della “Storia della Colonna infame”, gli scritti letterari e linguistici, il testo integrale delle due parti della “Morale cattolica”. Conclude il volume un’ampia scelta dall’ “Epistolario”, che restituisce un Manzoni inusuale, amico vivace e affettuoso con Claude Fauriel, ma anche padre ricattatorio e intrattabile con il dissestato figlio Filippo.

Indice
Introduzione di Luca Canali
Cronologia della vita e delle opere
Vita e opere
Bibliografia
La critica
INNI SACRI
IL Natale
La Passione
La Risurrezione
La Pentecoste
Il Nome di Maria
Il Natale 1833
Ognissanti
ODI
Il Cinque Maggio
Marzo 1821
IL CONTE DI CARMAGNOLA
FERMO E LUCIA
I PROMESSI SPOSI
STORIA DELLA COLONNA INFAME
SCRITTI LETTERARI E LINGUISTICI
Sul Romanticismo
Del romanzo storico
Lettera sulla lingua italiana
LA MORALE CATTOLICA
Osservazioni sulla morale cattolica
Abbozzo di un capitolo sull'utilitarismo
Sulla morale cattolica
EPISTOLARIO
Il volume è di pagine 1215








Il pensiero Democratico e Socialista dell'Ottocento

 
I curatori
L’introduzione è di Aldo Rosselli: narratore e saggista, ha collaborato con la Casa editrice Lerici (di cui è stato condirettore) e con la Rai. Ha scritto sui più importanti quotidiani e periodici culturali ed è autore di racconti e romanzi premiati e apprezzati dalla critica, tra cui: Il Megalomane (1964), La trasformazione (1977), Episodi di guerriglia urbana (1972), La famiglia Rosselli. Una tragedia italiana (1983).
L’ampia scelta di scritti raccolti nel volume e gli apparati critici e biobibliografici sono di Zeffiro Ciuffoletti, noto studioso della storia italiana dell’Ottocento e docente presso l’Università di Firenze.

L’opera
L’antologia di scritti raccolti nel volume presenta le opere dei democratici italiani - dai giacobini dell’ultimo Settecento fino ai radicali della fine dell’Ottocento – e offre una testimonianza esauriente degli interventi che essi effettuarono per la modernizzazione civile e politica del paese, in anni cruciali della storia italiana, grazie ad azioni e battaglie, oltre che teorie e discorsi. Il pensiero di Giuseppe Mazzini, attraverso le sue più note opere politiche, campeggia al centro del volume come punto di riferimento del dibattito che divise gli uomini del Risorgimento nei diversi filoni nei quali si articolò il movimento democratico, con la nascita dei partiti, radicale (1890), socialista (1892) e repubblicano (1895). Il libro offre l’occasione di riflettere sulla storia del nostro passato e di comprenderne i risvolti nell’attualità, ripercorrendo nello spazio di un solo volume le fondamentali articolazioni di un complesso e eterogeneo sistema di ideali e valori che si scoprono in stretto rapporto tra di loro.
L’introduzione al volume, firmata da un importante narratore, figlio di uno dei protagonisti della storia della democrazia italiana, porta all’argomento una inedita testimonianza e fa rivivere, con grande tensione emotiva e impegno intellettuale, le vicende che avviarono i grandi capovolgimenti dell’Italia del XIX secolo.

Indice
Introduzione di Aldo Rosselli
Bibliografia
I GIACOBINI ITALIANI E LE ORIGINI DEL PENSIERO DEMOCRATICO
Melchiorre Gioia
Giovanni Antonio Ranza
Giuseppe Compagnoni
Vincenzio Russo
Giovanni Gambini
MAZZINI E I DILEMMI DELLA DEMOCRAZIA RISORGIMENTALE
Filippo Buonarroti
Giuseppe Mazzini
Carlo Cattaneo
Giuseppe Ferrari
Carlo Pisacane
Giuseppe Montanelli
I DEMOCRATICI DOPO L’ UNITA’
Piero Cironi
Giuseppe Ricciardi
Aurelio Saffi
Anna Maria Mozzoni
Gabriele Rosa
Alberto Mario
RADICALI
Agostino Bertani
Giovanni Bovio
Felice Cavallotti
REPUBBLICANI, RADICALI, ANARCHICI E SOCIALISTI NELLA CRISI DI FINE SECOLO
Arcangelo Ghisleri
Antonio Labriola
Filippo Turati
Francesco Saverio Merlino
Napoleone Colajanni
Il volume è di pagine 1092










Giacomo Leopardi

 
Il curatore
Alfredo Giuliani è ordinario di Storia della letteratura moderna e contemporanea presso l’Università di Chieti. E’ tra i fondatori del Gruppo ‘63 ed è l’autore dell’antologia I Novissimi.
Nome di spicco nella storia della critica leopardiana, è egli stesso poeta tra i più innovativi e “calcolati” , oltre che combattivo animatore del dibattito poetico contemporaneo e della ricerca sperimentale. Ha pubblicato nel 1986 Versi e non versi, che raccoglie tutte le sue poesie dal 1950 al 1984. E’ autore anche di Amore e natura (1989) e di Perle dell’Appennino abruzzese (1990); di un romanzo sperimentale, Il giovane Max, edito nel 1972 ; di numerosi saggi critici. E’ critico letterario del quotidiano La Repubblica. Ha curato un’antologia della poesia italiana dalle origini al Trecento.
Gli apparati biobibliografici, le schede introduttive e le note ai testi sono di Ugo Perolino, mentre la ricca storia antologica della critica è curata da Alfredo Giuliani e Ugo Perolino.

L’opera
Nella introduzione Alfredo Giuliani indaga i motivi della grandezza poetica leopardiana, individuandone la formula in quell’ ”accostare con soave sicurezza l’arcano e il ridicolo, il banale e il sublime. Non è forse gratificante e profondamente ameno che il balcone di casa…si affacci sul cosmo?” . Il critico insiste sull’audace anticipazione, sulla modernità delle tematiche leopardiane:
“per chiaroveggenza metafisica e per intrepido realismo, non certo per inclinazioni retrive, lui, il più moderno dei nostri antichi, dileggiò le illusioni della modernità appena emergente”. Anzi, “oggi si può affermare che fu il primo dei postmoderni”.
Sicuramente è stato “colui che ha più profondamente riflettuto, prima di Freud, sugli scontri micidiali tra il principio di piacere e il principio di realtà”, e anche colui che ha indagato come nessuno la “fisiopsicologia della depressione, dell’atonia malinconica”, le cui origini sono indicate nel rapporto ossessivo col Tempo suscitatore, ingannatore, disgregatore.
Notevolissima la ricchezza dell’antologia, quasi un’opera omnia. La poesia è rappresentata da 36 “Canti” e 5 frammenti lirici; dagli argomenti e abbozzi di poesie; dai “Paralipomeni della Batracomiomachia”; dalle traduzioni poetiche del Libro secondo dell’ “Eneide”, e della “Guerra dei topi e delle rane”. Segue la prosa, anch’essa riccamente rappresentata: si va dalle “Operette morali” (completate dall’ Appendice” con i due brani “Dialogo di un lettore di umanità e Sallustio” e “Frammento sul suicidio”), ai “Pensieri”, agli “Scritti e frammenti autobiografici”, costituiti da “Memorie del primo amore”, “Vita abbozzata di Silvio Sarno”, “Supplemento alla vita abbozzata di Silvio Sarno”, “Supplemento alla vita del Poggio”, “Storia di un’anima scritta da Giulio Rivalta”. Un’ampia (140 pagine) scelta dall’ “Epistolario” ci consegna la fitta trama di relazioni tra il poeta e il mondo esterno a Recanati, oltre che i complessi rapporti con il padre Monaldo. Pur nell’assoluta autenticità dei contenuti, le lettere rivelano la tensione di un “un rigoroso cerimoniale”, capace di rendere un capolavoro di stile e di finzione anche l’ultima lettera al padre, scritta il 27 maggio 1837, a soli 14 giorni dalla morte. Il volume si chiude con una vastissima (circa 340 pagine) scelta dallo “Zibaldone”, originalmente costruita da Alfredo Giuliani, accorpando frammenti diversi inerenti alla stessa tematica.

Indice
Introduzione di Alfredo Giuliani
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
POESIE
CANTI
All'Italia
Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze
Ad Angelo Aai
Nelle nozze della sorella paolina
A un vincitore nel pallone
Bruto minore
Alla primavera o delle favole antiche
Inno ai patriarchi
Ultimo canto di saffo
Il primo amore
Il passero solitario
L'infinito
Sogno
La vita solitaria
Consalvo
Alla sua donna
Al conte Carlo Pepoli
Il risorgimento
A Silvia
Le ricordanze
Canto notturno di un pastore errante dell'Asia
La quiete dopo la tempesta
Il sabato del villaggio
Il pensiero dominante
Amore e morte
A se stesso
Aspasia
Sopra un basso rilievo antico sepolcrale, dove una giovane morta è rappresentata in atto di partire accomiatandosi dai suoi
Sopra il ritratto di una bella donna scolpito nel monumento sepolcrale della medesima
Palinodia al marchese gino capponi
Il tramonto della luna
La ginestra o il fiore del deserto
Imitazione
Scherzo
FRAMMENTI
«Odi Melisso io vo' contarti un sogno»
«lo qui vagando al limitar intorno»
«Spento il diurno raggio in occidente»
Dal greco di Simonide
Dello stesso
ARGOMENTI E ABBOZZI DI POESIE
Nella morte di una donna fatta trucidare col suo portato dal corruttore
Argomenti di idilli Ad Arimane
Paralipomeni della batracomiomachia
TRADUZIONI POETICHE
Traduzione del libro secondo dell'Eneide Guerra dei topi e delle rane
PROSE
Operette morali
Appendice alle Operette morali
Dialogo di un lettore di umanità e Sallustio
Comparazione delle sentenze di Bruto minore e Teofrasto vicini a morte
Frammento sul suicidio
Pensieri
Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani
Scritti e frammenti autobiografici
Dall' Epistolario
Dallo Zibaldone di pensieri.
Il volume è di pagine 1105









Giuseppe Gioacchino Belli

 
Il curatore
Introduce il volume Giovanni Giudici, poeta tra i maggiori, autore di numerosissime raccolte di poesie, con una delle quali, Autobiologia, ha vinto il Premio Viareggio (1969). Marcello Teodonio, scrittore romano, è bellista tra i più accreditati del Novecento. E’ autore di numerosi saggi e studi sul Belli.

L’opera
L’ introduzione di Giovanni Giudici – un poeta che legge un poeta - va al cuore del paradosso belliano del “monumento” all’ “odiosamata” plebe: un fenomeno di “autocarnevalizzazione” linguistica e psicologia, liberatoria, capace di rendere il dialetto romanesco un “dato corporale, creaturale, sociale e finalmente politico”. Nel suo saggio, intitolato 996, Marcello Teodonio, mentre dà ragione dell’immensa produzione di Belli - in dialetto 2279 sonetti, qualche rima e qualche ottava, alcune lettere e moltissimi appunti; in lingua, più di 45.000 versi di ogni tipo, più scritti vari - indica in una fonte belliana la motivazione di quel numero-titolo, 996, che egli assume a criterio quantitativo della silloge: “nella lettera (del 7 gennaio 1832) Belli scriveva che quando l’esercito dei versi avrebbe raggiunto la cifra di 154.000 sillabe, allora sarebbe andato a battersi col futuro…pare proprio di capire che sua intenzione fosse quella di arrivare a 1000 sonetti per poi procedere alla pubblicazione del libro”. E conclude con la suggestiva ipotesi che Belli avrebbe scelto proprio 996 sonetti per la pubblicazione di quel libro che, lui vivente, non vide mai la luce. Di rilievo i ricchi apparati biobibliografici: più di 70 cartelle dedicate al ricco e minuzioso racconto della vita e delle opere, circa 130 dedicate alla aggiornata antologia della critica.
La ponderosa mole del volume consente non solo la rassegna di 996 sonetti con l’ “Introduzione” del Belli (per i quali il curatore, rispetto alle soluzioni proposte dall’Edizione nazionale e presenti nello stesso autografo belliano, ha uniformato e semplificato i criteri grafici dei discorsi diretti utilizzando i caporali in apertura e chiusura di discorso). Consente anche, nell’ultima parte, una rara soddisfazione: l’ampia rilettura del Belli italiano. Troviamo due “Giornali di viaggio”; una vasta e interessante campionatura delle “Lettere”, scelte tra le mille e più che costituiscono il prezioso epistolario, documento di vita privata che non deroga mai da un severo magistero formale; scritti vari; alcuni passi dello “Zibaldone”, nonché alcune poesie scelte tra i 45.000 versi in italiano di questo fecondissimo scrittore, di cui mai come in questo testo è stata data così ampia testimonianza.

Indice
Introduzione di Giovanni Giudici
996 di Marcello Teodonio
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
POESIE ROMANESCHE
BELLI ITALIANO
Giornali di viaggio
Journal du voyage de 1828
Journal du voyage de 1829
LETTERE
SCRITTI VARI
[Cronache di teatro]
[Giudizi di censura]
Zibaldone
POESIE ITALIANE
Il volume è di pagine 1304








Ippolito Nievo


Il curatore
Giampaolo Rugarli è una delle rivelazioni della narrativa degli ultimi vent’anni. Ha pubblicato tra gli altri il romanzo Superlativo assoluto (1987), che ha vinto il Premio Bagutta Opera prima, e La troga (1988).
E’ anche scrittore di teatro e saggista (Diario di un uomo a disagio). La cronologia, la biografia, la bibliografia e le note ai testi sono di Elisabetta Stefanelli e Andrea Cedola.

L’opera
Nell’introduzione Rugarli sottolinea il carattere innovativo della Pisana, protagonista femminile delle Confessioni: un misto di Madame Bovary, Manon Lescaut e un lontano presagio di Moll Flanders; e indica in Pisana di Prampero la più probabile tra le figure ispiratrici dello scrittore. Resta, più importante ancora, il significato problematico della morte precoce di Nievo, naufrago ventinovenne, consapevole della intensità della sua vocazione di scrittore cui è interdetta, per ragioni di tempo, la vita dei sentimenti: si accampa tra le righe il disegno metaforico del suicidio. Così la tragica vita di Nievo ripropone il mito romantico, caro a Emily Brönte, dell’amore infelice che si consacra nella morte. Risulta comunque leggendaria la figura di uno scrittore capace di lasciare, prima ancora dei trent’anni, una produzione oltremodo corposa e varia.
Nella bibliografia è sottolineata l’importanza dell’ultima edizione critica delle Confessioni qui adottata, quella di Sergio Romagnoli: si contesta la diffusa opinione, dovuta alla scarsità di correzioni nel manoscritto, che Nievo scrivesse di getto, ricordando come egli fosse solito fare di ogni lavoro una ricopiatura finale.
L’ampia struttura del volume permette di restituire, in oltre 1000 pagine di testo, la molteplice fisionomia letteraria di Ippolito Nievo.
L’antologia è ricchissima: riporta la riproduzione del testo integrale delle "Confessioni di un italiano", “uno dei tentativi più alti del nostro Ottocento letterario di uscire dagli impacci del romanzo storico”, nonché il testo integrale del “Varmo”, novella paesana.
La vastissima testimonianza dell’ “Epistolario” (157 lettere, di cui 80 dedicate al suo primo amore Matilde Ferrari), costituisce luogo deputato del plurilinguismo neviano, e precede il breve romanzo in 23 capitoli “Antiafrodisiaco per l’amor platonico”, storia ironica e sottile, crudelmente raffinata, dell’ amore per Matilde Ferrari. Sono riportati poi alcuni articoli, frutto della sua intensa attività di giornalista, la cui cifra s’identifica in un polifonico, straniante umorismo; infine saggi politici e scritti garibaldini.

Indice
Introduzione di Giampaolo Rugarli
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
Nievo e la critica
Le confessioni di un italiano
Il Varmo (novella paesana)
LETTERE
Antiafrodisiaco per l’amor platonico
ARTICOLI, SAGGI POLITICI, SCRITTI GARIBALDINI
Grande scoperta politico-morale-industriale con privilegio di anni 500
Mestieri milanesi
La grippe
Ciance letterarie
Dell’amore considerato nei suoi rapporti col credito pubblico e privato
Un veglione A Roma
Diario della spedizione dal 5 al 28 maggio
Resoconto amministrativo della prima spedizione in Sicilia
Frammento sulla rivoluzione nazionale
Il volume è di pagine 1054













Carlo Cattaneo e il Federalismo

 
Il curatore
Luigi Ambrosoli, professore ordinario di Storia delle Istituzioni Scolastiche ed Educative e di Storia Moderna a Padova e a Verona e, in quest’ultima sede successivamente preside della Facoltà, ha dedicato la sua attività di studioso prevalentemente al Risorgimento italiano ed allo sviluppo dell’organizzazione educativa in Italia dopo l’Unità. E’ uno degli esperti italiani dell’opera di Carlo Cattaneo e della storia dei partiti politici dopo l’unità. Ha pubblicato La formazione di Carlo Cattaneo (1960), Giuseppe Mazzini. Una vita per l’unità d’Italia (1993), ed è membro del Comitato italo-svizzero per la pubblicazione delle opere di Cattaneo. Numerosi studi ha poi dedicato alla storia delle istituzioni scolastiche, tra i quali: La scuola in Italia dal Dopoguerra ad oggi (1982), La scuola alla Costituente(1987), Educazione e società tra rivoluzione e restaurazione (1987).

L’opera
Le opere di Cattaneo che vengono presentate nel volume spaziano dalle riflessioni sulle condizioni d’inferiorità in cui si trovavano gli israeliti, all’individuazione dello svolgimento civile di paesi come l’India, il Messico e la Cina; dalla storia della Lombardia, alla ricostruzione degli avvenimenti riguardanti l’insurrezione milanese del 1848 contro la dominazione austriaca; dalla denuncia degli errori politici commessi da Carlo Alberto e dal suo governo, promuovendo l’annessione al regno di Sardegna degli altri stati italiani senza rispettarne i caratteri originari, all’affermazione della validità, quale garanzia di libertà della proposta federalistica. Attraverso questi testi si apprezza l’ampiezza degli interessi, la ricchezza e l’originalità della cultura di una delle figure più rappresentative del nostro Risorgimento. Per fornire un quadro completo ed esaustivo del fenomeno federalista, è stato inoltre incluso, accanto alle opere di Cattaneo, un testo fondamentale di Giuseppe Ferrari, La federazione repubblicana.
Uno dei maggiori studiosi della storia del pensiero politico dell’Ottocento affronta, con acume critico e scrupolo filologico, attraverso la testimonianza di due autori molto significativi per la formazione della coscienza civile e politica moderna, un ventaglio di problematiche molto ampio, che non soltanto testimoniano di una fase fondativa della storia del passato, ma contribuiscono alla comprensione del presente.

Indice
Introduzione di Luigi Ambrosoli
CARLO CATTANEO
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Ricerche economiche sulle interdizioni imposte dalla legge civile agli israeliti
ALCUNI SCRITTI
Della beneficenza pubblica
Della Sardegna antica e moderna, sul principio istorico delle lingue europee
Di alcuni stati moderni
Il “don Carlo”di Schiller e il “Filippo” d’Alfieri
Dell’ economia nazionale di Federico List
Notizie naturali e civili sulla Lombardia
Gli antichi Messicani
Dell’India antica e moderna
Dell’insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra
Archivio triennale
La città considerata come principio ideale delle istorie italiane
Prefazione a “Memorie di Economia publica”
Prefazione alla seconda serie de “Il Politecnico”
Ugo Foscolo e l’Italia
La China antica e moderna
Un invito alli amatori della filosofia
Psicologia delle menti associate
Sulla legge comunale e provinciale
GIUSEPPE FERRARI
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
La federazione repubblicana
Il volume è di pagine 1023










Francesco De Sanctis

 
Il curatore
Carlo Muscetta è il decano dei critici letterari italiani e il maggior esperto dell’opera desanctisiana, di cui ha cura l’edizione nazionale. Docente di letteratura italiana presso l’ Università « La Sapienza » di Roma e la francese « Sorbonne nouvelle » a Parigi, ha diretto collane letterarie prestigiose, come l’Universale Einaudi e la Biblioteca dei classici italiani Feltrinelli, riviste letterarie, opere collettive. E’ autore di monografie e numerose raccolte di saggi.
Gli apparati biobibliografici e le note ai testi sono di Vincenzo Frustaci.

L’opera
Francesco De Sanctis è il più grande e geniale critico letterario italiano di tutti i tempi, un mito anche per gli stranieri: è ciò che sostiene Carlo Muscetta, colui che ha più contribuito al consolidarsi della sua fama nel Novecento, e il volume a lui dedicato tende a dimostrarlo.
Mai nessun testo ha accolto una rilettura così vasta e una ricerca così sfaccettata ed esaustiva dell’opera desanctisiana. Ciò è stato reso possibile dalle dimensioni veramente notevoli del volume, che ha offerto lo spazio necessario a un ritratto d’insieme dei più suggestivi.
Nell’introduzione Carlo Muscetta rende ragione della vastissima (1164 pagine) scelta antologica, che illumina sia sulle ragioni della lettura, sia sulle necessità di un percorso desanctisiano di crescita intellettuale e morale. Così, negli scritti giovanili - che riportano umanissime pagine intorno alla morte della madre, del maestro Basilio Puoti e del suo migliore allievo, Luigi La Vista – si troveranno il suo “Discorso a’ giovani” in occasione del 1848, la documentazione del suo curriculum ideale di grammatico e di linguista e le lezioni sui vari generi letterari, preannuncio delle tematiche più propriamente desanctisiane: come il “doppio registro” teorico e sociologico, nocciolo del successivo sviluppo del registro storico, o l’attenzione ai generi letterari, affrontati da accorto linguista come diverse e rigorose formalizzazioni. Le lezioni concernono la lirica, dagli antichi fino a Leopardi e Manzoni, e Shakespeare. Seguono i primi saggi critici, intorno a Schiller, a Hugo, alla Storia di Beatrice Cenci del Guerrazzi e all’Ebreo di Verona di Padre Bresciani; il “Giornale di un viaggio nella Svizzera…”; il saggio sul Petrarca, completo di “Postilla”, premessa teorica della Storia della letteratura. Premesse metodologiche sono anche gli scritti successivi: “Il punto di partenza per una storia della letteratura italiana”, “’Cours familier de litérature’ pour M. de Lamartine, Settembrini e i suoi critici”. Segue la “Storia”. Dichiara Muscetta: “Mentre ci siamo giovati (per l’inquadratura dei capitoli) dei sommari di Benedetto Croce, abbiamo incluso per intero le pagine sulle Origini, Dante, Boccaccio, Ariosto, Machiavelli, e quelle sulla nuova “società” che abbracciano le prove di pensiero da Bruno e Vico agli illuministi”.
Dell’ultimo capitolo – “La nuova letteratura” - è riportata solo la conclusione : l’editore non volle dare a De Sanctis l’occasione di un urgentissimo terzo volume. E’ perciò che al secolo XIX è riservata un’amplissima scelta tratta dalle lezioni e dalle opere della seconda scuola napoletana: si trovano da una parte le pagine sul Manzoni e la scuola cattolico-liberale, dall’altra quelle su Mazzini e la scuola democratica, e il saggio su Leopardi.
Vera sorpresa per i lettori sono tutti i brani successivi: dall’Autobiografia, rimasta in tronco, alle lettere del Viaggio elettorale: che fanno da cerniera all’ultima sezione, in cui è presentato un oratore e scrittore affatto inedito, il De Sanctis politico, attento alla Questione meridionale, ai risvolti del positivismo e naturalismo, agli obiettivi della nuova Italia.


Indice
Introduzione di Carlo Muscetta
Cronologia della vita e delle opere
Vita e opere
Bibliografia
La critica
SCRITTI GIOVANILI
Alla scuola del Puoti
Il primo discorso
Il secondo discorso
Mia madre
Per la morte del Puoti
Discorso a’ giovani
L’ultima ora
Il primo incontro con Leopardi
Quadernetto di grammatica
Lezioni sulla lingua
La lirica
Manzoni e Shakespeare
Dal “Cinque maggio” del Manzoni
Introduzione a Shakespeare
PRIMI SAGGI CRITICI
Delle “Opere drammatiche” di Federico Schiller
Le “Contemplazioni” di Victor Hugo
“Beatrice Cenci”. Storia del sec.XVI di F.D.Guerrazzi
“L’Ebreo di Verona “ del Padre Bresciani
Il “Giornale di viaggio nella Svizzera durante l’agosto del 1854”
SAGGI SUL PETRARCA
Postilla
La critica del Petrarca
Petrarca
VERSO IL REALISMO
Il punto di partenza per una storia della letteratura italiana
“Cours familier de littérature” par M. De Lamartine
Una « Storia della letteratura » di Cesare Cantù
Settembrini e i suoi critici
STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA
Dalle origini a Dante
I toscani
I siciliani
La lirica di Dante
La prosa
I misteri e le visioni
Il Trecento
La “Commedia”
Boccaccio
Il “Decamerone”
Dal Quattrocento al Settecento. (Ariosto, Machiavelli, Vico)
L‘ “Orlando Furioso”
Machiavelli
La nuova scienza
La nuova letteratura
MANZONI E IL ROMANTICISMO
Dal classicismo al romanticismo
Gli “Inni sacri” e l’”Adelchi”
Ermengarda
La poetica del Manzoni
La “Morale cattolica” e i “Promessi Sposi”
Il mondo intenzionale e la concezione dei “Promessi Sposi”
A forma dei “Promessi Sposi”
L’arte del Manzoni:l’ironia e la comicità
Conferenza su don Abbondio
LE DUE SCUOLE
La scuola cattolico-liberale
Alessandro Manzoni e la sua scuola
Pietro Paolo Parzanese
Chiesa, Stato e Nazione secondo la riforma di Rosmini
Massimo D’Azeglio artista
La scuola democratica
La scuola liberale
La scuola democratica
La vita di Mazzini
Mazzini agitatore e le sue formule democratiche
Mazzini scrittore e oratore
Giovanni Berchet romantico
Berchet poeta dell’esilio
Berchet poeta militante
L’arte del Berchet
LEOPARDI
Introduzione
La personalità di Leopardi
Filosofia di Leopardi
La morale di Leopardi
Pensieri e detti di Leopardi
I dialoghi di Leopardi
Epistolario di Giacomo Leopardi
“Alla sua donna”. Poesia di Giacomo Leopardi
La prima canzone di Giacomo Leopardi
La Nerina di Giacomo Leopardi
LA GIOVINEZZA
Mia nonna
La scuola al Vico Bisi
Reminiscenze: Agnese
UN VIAGGIO ELETTORALE
Ai miei vecchi e nuovi elettori
Un viaggio elettorale
Sansevero
LA QUESTIONE MERIDIONALE
Proclama al popolo irpino
Prima redazione del Proclama al popolo irpino
L’istruzione tecnica e il ministero della pubblica istruzione
La liquidazione dell’asse ecclesiastico ed i partiti politici del Parlamento
Programma dell’ ”Italia”
La politica inglese
POSITIVISMO E NATURALISMO
La scienza e la vita
Zola e l’Assomoir
Un’appendice
LA NUOVA ITALIA
L’educazione politica
La coltura politica
Fatalismo politico
La gente onesta
L’ideale
Il realismo moderno
La misura dell’ideale
La libertà del pensiero
Il discorso di Trani
Il volume è di pagine 1181
 
 





Memorialisti del XIX Secolo

 
Il curatore
Luciana Martinelli insegna Letteratura Italiana nell’Università di Cassino. Si è occupata di vari argomenti di letteratura italiana, pubblicando volumi (Storia della critica dantesca, 1966; I segni e il vuoto, 1986; Lo specchio magico, 1992), saggi su Leopardi, De Roberto, Verga, Svevo, Tozzi, Savinio e curando una raccolta degli scritti di Alessandro Verri (1969) e gli Scritti critici di Lucini(1971). Si è occupata di scrittura femminile e di teoria della critica e collabora a varie riviste culturali.
Gli apparati biobilbiografici e critici, le note ai testi sono di Andrea Cedola.

L’opera
Un’antologia di scritti che documentano la storia del nostro paese negli anni che vanno dall’età Napoleonica all’Unità, “dalla parte” delle vicende private dei suoi protagonisti. Queste pagine di memoria e di diario testimoniano dei grandi ideali che hanno mosso gli italiani, divisi da secoli, a maturare una concezione nazionale di Stato superando le resistenze particolaristiche e gli orizzonti provinciali.
La selezione presentata in questo volume, che mette in primo piano un genere di scrittura solitamente considerato minore, è il risultato di una puntuale documentazione e di rigorosi criteri metodologici. Come è ben chiarito nell’introduzione, si è cercato di evidenziare la natura e la forma “delle immagini della memoria” e la funzione che esse assumono nel sistema letterario e nello scenario collettivo, e ciò, adottando una struttura molto articolata. Nelle diverse sezioni trovano posto, infatti, gli scritti di personaggi più e meno noti, relativi a differenti ambiti tematici e cronologici: la politica (l’Italia napoleonica, la Restaurazione, le vicende indipendentistiche, ecc.), l’economia (lo sviluppo industriale e il lavoro) la società, il costume, la vita quotidiana, per fornire una lettura di “contrasto” attraverso la modulazione di scritture eterogenee.

Indice
Introduzione di Luciana Martinelli
Bibliografia
LA VICENDA STORICA: STRATEGIE E PROTAGONISTI (1798-1898). L’ETA’ NAPOLEONICA
Monaldo Leopardi
Giuseppe Pecchio
Bartolomeo Bertolini
LA COSPIRAZIONE, I MOTI INSURREZIONALI E LE GUERRE D’INDIPENDENZA
Silvio Pellico
Carlo Bini
Giuseppe Mazzini
Carlo Cattaneo
Ferdinando Petruccelli
Giuseppe Cesare Abba
Giuseppe Garibaldi
Giannina Milli
Anton Giulio Barrili
RISORGIMENTO IN CONTROLUCE
Ippolito Nievo
Liborio Romano
IL REGNO D’ITALIA E LA SUA POLITICA
Margherita Provana
Ettore Socci
Francesco Crispi
Giovanni Giolitti
Carolippo Giarelli
LO SVILUPPO INDUSTRIALE , IL LAVORO E LA PROTESTA
Fedele Lapertico
Fasci siciliani :cronache degli scontri di Anonimo
I “Carusi” di Anonimo
Paolo Valera
Arturo Labriola
Napoleone Colajanni
L’OTTOCENTO ALLO SPECCHIO: IL PAESE ATTRAVERSO LO SGUARDO DEI TESTIMONI, ISTITUZIONI, GOVERNO, CONFLITTI IDEOLOGICO POLITICI NELLA PENISOLA PRIMADELL’UNIFICAZIONE.
Giuseppe Giusti
Francesco Domenico Guerrazzi
Leopoldo II
Gino Capponi
Luigi Settembrini
Leopoldo Pilla
Luigi Carlo Farini
Marco Minghetti
Giovanni Visconti Venosta
Massimo D’Azeglio
L’EREDITA’ DEL NUOVO STATO:ECONOMIA, AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, CONDIZIONI DI VITA NELLE DIVERSE REGIONI
Antonio Bresciani
Vincenzo Padula
CULTURA VITA SOCIALE E COSTUMI
Carlo Tenca
Antonio Ghislanzoni
Raffaello Barbiera
Ugo Pesci
Giovanni Faldella
Enrichetta Caracciolo
Cristina di Belgiojoso
Gaspero Barbèra
Michele Lessona
Paolo Gorini
Adelaide Ristori
Lorenzo Da Ponte
Giacomo Leopardi
Antonio Ranieri
Francesco De Sanctis
Annie Vivanti
Edmondo De Amicis
Giovanni Pascoli
Carlo Dossi
Francesco Hayez
Giovanni Fattori
Ferdinando Fontana
Il volume è di pagine 1125









Federico De Roberto

 
Il curatore
Dacia Maraini, narratrice, poetessa e autrice di pièce teatrali e di saggi. Ha vinto giovanissima, nel ’63, il premio Formentor con il romanzo L’età del malessere (1963). Tra le altre sue opere narrative, animate dai motivi della polemica femminile e femminista: Memorie di una ladra (1972), Storia di Piera (1980), La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990, Premio Campiello). Dai suoi libri sono stati tratti vari film di successo. Ha collaborato a “Paese Sera”, ”Nuovi argomenti”, ”Paragone”, “Il Mondo”. La bibliografia, la biografia, l’antologia della critica, le premesse alle opere, le note ai testi sono di Anna Matos.

L’opera
Dalle novelle di La sorte a quelle di Processi verbali; dal romanzo I vicerè a L’Imperio; dal racconto La paura alla monografia dedicata a Leopardi, in un unico volume di più di mille pagine, si dà conto dei differenti aspetti della produzione letteraria di Federico De Roberto, un autore che è ormai unanimemente riconosciuto come un classico. Gran parte dei testi inseriti nell’antologia sono noti in quanto appartengono al cosiddetto Verismo, ma sono anche capolavori assoluti della narrativa fra i due secoli.
Nell’introduzione, firmata da una famosa scrittrice italiana, che ha in comune con De Roberto le proprie radici, si tratteggia il ritratto dello scrittore secondo una inedita e suggestiva ipotesi interpretativa, documentata con la selezione dei testi che compaiono nell’antologia. Ci sono due De Roberto: uno crudele, freddo, acuto, disperato, pessimista e uno floreale, intimista, romantico, psicologistico e mondano. Dal primo nascono le figure narrative più incisive come quelle dei “Vicerè”, un romanzo che ancora oggi si può leggere senza mai pensare, neanche per un momento, che sia datato. Questo volume su De Roberto non soltanto permette di conoscere un autore fondamentale della nostra letteratura, ma testimonia, anche attraverso i materiali che compaiono nella biografia e nell’antologia della critica, di uno dei più significativi momenti di passaggio nella storia della narrativa italiana tra il XIX e il XX secolo.

Indice
Introduzione di Dacia Maraini
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
La Sorte
Processi verbali
I Vicerè
L’imperio
La paura
Leopardi
Il volume è di pagine 1027











Carlo Dossi

 
Il curatore
Alberto Arbasino, narratore saggista, poeta, critico teatrale, autore di reportages (Trans-Pacific Epress, 1981), collaboratore di “Tempo presente”, ”Il Mondo”, ”il Verri”, ”L’Espresso”, ”Il Giorno”, ”La Repubblica”, ha partecipato alla fondazione del Gruppo ‘63. Fra i suoi numerosi racconti e romanzi: Le piccole vacanze (1957), L’anonimo lombardo (1959), Fratelli d’Italia (1963), Specchio delle mie brame (1974). Tra le opere di saggistica: Parigi, o cara (1960), Certi romanzi (1964), Sessanta posizioni (1971). Le premesse alle opere e l’antologia della critica sono di Gabriele Pedullà.

L’opera
Il volume è una vera novità: raccoglie quasi l’intera opera dello scrittore milanese, che pur essendo una delle figure più significative della narrativa tra Otto e Novecento, di solito non viene inserito tra i “classici” della letteratura italiana. Una coraggiosa operazione di “recupero” dà quindi il giusto rilievo a un autore che sa anche divertire con i suoi toni ironici e parodistici nella polemica contro la società milanese del suo tempo e con bizzarri accostamenti di immagini e gustosi divertissements linguistici, in cui elementi del dialetto lombardo, forme arcaiche o di derivazione latina, neoformazioni e onomatopee, accostati nella pagina, sortiscono effetti di deformazione e di comicità.
Le dimensioni dell’opera hanno consentito di raccogliere nello stesso volume, cosa mai avvenuta prima, oltre alla produzione narrativa di Dossi, anche l’immenso materiale di appunti (osservazioni letterarie, di poetica, d’arte, polemiche di costume e di politica) che egli andò raccogliendo durante la sua vita in uno ‘zibaldone’ a cui diede il titolo di “Note azzurre”. Oltre alla brillante introduzione di Arbasino, che gioca a reinventare la scrittura critica con i modi e i toni di quella creativa, il libro comprende: un’antologia della critica, che è una sorta di “libro nel libro”, e ampie premesse alle singole opere di Dossi, che non soltanto forniscono ricchezza di documentazione, ma, con acume critico, individuano i nodi profondi della scrittura e della poetica di Dossi, disegnando contemporaneamente anche un ritratto dell’autore.

Indice
Introduzione di Alberto Arbasino
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
L’Altieri
Vita di Alberto Pisani
La colonia felice
La Desinenza in A
I Mattoidi
Fricassea
Critica D’Arte
Storia e letteratura
Note Azzurre
Il volume è di pagine 1371








Giosuè Carducci

 
Il curatore
Sebastiano Vassalli è un narratore cui vanno le simpatie dei critici e dei lettori. Ha vinto i maggiori premi letterari. Al suo esordio ha aderito al Gruppo ’63 e alla Neoavanguardia, da cui in seguito si è distaccato. Notissimi, tra i suoi molti romanzi, Abitare il vento (1980), La notte della cometa (1984) - sulla vita e le opere di Dino Campana, di cui ha pubblicato insieme con C. Fini un’edizione delle Opere - Marco e Mattio (1990), 3012 (1995), Cuore di pietra (1996). Ha pubblicato anche Il Neoitaliano, dizionario dell’italiano che cambia (1989). Al volume ha collaborato Siriana Sgavicchia, autrice della documentata antologia della critica e delle schede introduttive.

L’opera
Vassalli introduce la figura di Carducci: massone, non voltagabbana, uomo politico anzi graniticamente fedele allo sviluppo della sua corrente – la sinistra storica - che negli ultimi decenni dell’Ottocento si converte agli ideali monarchici e nazionalisti. Grande sperimentatore non teorico, non concettuale, eclettico e dotato di buon orecchio. Sebastiano Vassalli osserva anche che, se il profilo del poeta è tuttora discusso, invece il destino del prosatore gode oggi di buona fortuna critica. Sottolinea l’originale dimensione di pastiche della prosa carducciana , riconoscendole qualità “a suo dispetto postumo” superiori alla poesia. Il merito maggiore, pur non trascurando l’epistolario, gli scritti memorialistici, le polemiche letterarie e le infinite prefazioni, va all’ opera del critico letterario: Carducci “inventò istintivamente la critica stilistica molti anni prima di Spitzer”.
Ne discende il particolare taglio dell’antologia (860 pagine di testo), i cui testi sono annotati da Sebastiano Vassalli. La rassegna è connotata da una presenza forte della prosa. Sono riportati infatti 25 testi storici e critici, autobiografici, di polemica letteraria e politica e – fatto nuovo - il ricchissimo epistolario, un centinaio di lettere circa, indirizzate ad amici, politici, scrittori, al re, alle amate Lidia e Annie Vivanti: un originale contributo alla conoscenza di un Carducci inedito, non cattedratico, aperto a colloquiale e vivace affabilità. A fronte, una ricca e significativa silloge di poesie, scelte da “Juvenilia”, “Levia Gravia”, “Giambi ed Epodi”, “Rime nuove”, “Rime e Ritmi”, e l’ “Inno a Satana”.

Indice
Introduzione di Sebastiano Vassalli
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
POESIE
Juvenilia
Qui, dove irato a gli anni tuoi novelli
A Diana Trivia
Alla Beata Diana Giuntini
Pietro Metastasio
La selva primitiva
Al Beato Giovanni della Pace
Alla Croce di Savoia
Brindisi
Levia Gravia
Poeti di parte bianca
Curtatone e Montanara
A Satana
Giambi ed epodi
Prologo
Agli amici della valle Tiberina
Meminisse horret
Per Eduardo Corazzino
Le nozze del mare
La consulta araldica
In morte di Giovanni Cairoli
Canto per l’Italia
Per il quinto anniversario della battaglia di Mentana
La sacra di Enrico V
Rime Nuove
Alla rima
Il sonetto
Il bove
Virgilio
Funere mersit acerbo
Fiesole
Santa Maria degli Angeli
Sole e amore
Mattutino e notturno
Momento epico
Traversando la maremma toscana
Rosa e fanciulla
Primavera classica
Autunno romantico
Pianto antico
Vignetta
Panteismo
Ballata dolorosa
Brindisi funebre
San Martino
Visione
Primavere elleniche
Rimembranze di scuola
Idillio maremmano
Vendette della luna
Era un giorno di festa, e luglio ardea
Davanti San Guido
Notte di maggio
All’autore del Mago La leggenda di Teodorico
Il comune rustico
Sui campi di Marengo
Faida di comune
Ça ira
La tomba nel Busento
Odi barbare
Preludio
All’aurora
Dinanzi alle terme di Caracolla
Alle fonti del Clitumno
Nella piazza di S. Petronio
Fuori alla Certosa di Bologna
Su l’Adda
Per la morte di Napoleone Eugenio
Miramar
Courmayeur
Cérilo
Fantasia
Ruit hora
Alla stazione in una mattina d’autunno
Una sera di S.Pietro
Sole d’inverno
Egle
Primo vere
Vere novo
Canto di marzo
Su Monte Mario
La madre
Sogno d’estate
Colli toscani
Presso l’urna di Percy Bysshe Shelley
Ave
Nevicata
Rime e ritmi
Alla signorina Maria A.
Nel chiostro del Santo
Jaufré Rudel
Piemonte
Ad Annie
Alla figlia di Francesco Crispi
Mezzogiorno alpino
L’ostessa di Gaby
Esequie della guida E.R.
La moglie del gigante
La chiesa di Polenta
In riva al Lys
Elegia del monte Spluga
Sant’Abbondio
Presso una certosa
PROSE
Ricordi di Versilia
Giuseppe Giusti
Salvator Rosa
Difesa mandata al Consiglio superiore
Sul testo e sui commentatori del Canzoniere
Musica e poesia nel mondo elegante italiano del sec.XIV
Il secondo centenario di Ludovico Antonio Muratori
Dello svolgimento della letteratura nazionale
Le Odi barbare
Moderatucoli
Su l’Orlando Furioso
Rapisardiana
Eterno femminino regale
Primo passo
In aspettazione d’una recita di Sara Bernhardt
Giambi ed Epodi
Le risorse di S.Miniato al Tedesco
Ça ira
Ricordo d’infanzia
Vittore Hugo
Tasse
Per la Croce Rossa
Mosche cocchiere
Dello svolgimento dell’ode in Italia
Primi crepuscoli della lirica moderna in Italia
LETTERE
Il volume è di pagine 879











Le scrittrici del'Ottocento da Eleonora De Fonseca Pimentel a Matilde Serao

 
Il curatore
Francesca Sanvitale è largamente nota come eccezionale narratrice e come acuta studiosa di letteratura femminile. Ha pubblicato i romanzi Il cuore borghese (1972), Madre e figlia (1980), L’uomo del parco (1984), Il figlio dell’impero (1993); le raccolte di racconti La realtà è un dono (1987) e Separazioni (1997); saggi e articoli di critica letteraria. Il corredo biobibliografico e le note ai testi sono di Maria Vittoria Vittori, che, in qualità di critico militante, si è spesso occupata della scrittura femminile.

L’opera
Nell’ampia (140 cartelle) introduzione Francesca Sanvitale sottolinea la novità e insieme la difficoltà di una ricerca che intende ridare legittimità culturale a una produzione sommersa, quella femminile dell’Ottocento. La memoria storica e letteraria del Novecento l’ha cancellata, con ingiusta sopraffazione. Il testo documenta come le donne scrittrici abbiano partecipato, con coraggio e originalità, alla cultura politica e civile nonché letteraria dell’Ottocento, non diversamente dai loro colleghi, e se il valore letterario e linguistico della scrittura femminile non risulta di primo piano, rimane intatto il fascino di un patrimonio che testimonia passioni e storie, nonché la insospettata capacità di queste donne di confrontarsi autonomamente con il proprio tempo.
Non esiste nulla di simile nell’editoria italiana: la vastissima antologia, grazie all’ampiezza dell’opera che conta 1057 pagine di testo, accoglie per la prima volta insieme le opere di venti scrittrici esemplari.
Si parte non a caso da Eleonora de Fonseca Pimentel, martire della Repubblica napoletana, impiccata a Napoli nel 1799. La scelta è motivata dall’intelligente modernità e dall’audace personalità della scrittrice, cui si deve la fondazione di uno dei primi giornali repubblicani e moderni, il Monitore napoletano.A testimonianza della transizione tra i due secoli, seguono Isabella Teotochi Albrizzi, Giustina Renier Michiel e Diodata Saluzzo Roero. Attraverso le testimonianze di passione politica e civile di Giuseppina Guacci Nobile, Cristina Di Belgiojoso, Enrichetta Caracciolo Forino e la viva attenzione realista di Caterina Percoto, Luigia Codemo – Gerstenbrad e Luisa Amalia Paladini, si arriva alle tematiche dell’Italia postunitaria, ossia alle denunce sociali della Marchesa Colombi (pseudonimo di Maria Antonietta Torrioni), di Emma (pseudonimo di Emilia Viola), di Bruno Sperani (pseudonimo di Beatrice Speraz) e ai codici borghesi di Neera (pseudonimo di Anna Zuccari), della Contessa Lara (pseudonimo di Evelina Cattermole Mancini), di Vittoria Aganoor Pompilj, della Regina Di Luanto (pseudonimo nonché anagramma di Guendalina Roti). La cancellazione ufficiale che investe le donne dell’Ottocento si arresta davanti a Matilde Serao: figura di rilievo internazionale, giornalista e fondatrice di giornali, narratrice di romanzi veristi e di romanzi d’appendice, saggista di qualità, polemista implacabile. La rassegna delle scrittrici si chiude con due figure emblematiche: quella di Carolina Invernizio, antesignana di ogni soap-opera contemporanea, e quella di Anna Maria Mozzoni, socialista, precorritrice delle battaglie politiche e civili delle donne del Novecento.

Indice
Introduzione di Francesca Sanvitale
ILLUMINISMO E SENTIMENTO DELLA PATRIA
Eleonora De Fonseca
Da "Il Monitore repubblicano" del 1799
La proclamazione della Repubblica Napoletana
Educazione della plebe
Le insurrezioni e le loro cause
L’albero della libertà e i Lazzari
Agli insorti
La scoperta della congiura dei Baccher e Luisa Sanfelice
Il Miracolo di S.Gennaro del Maggio 1799
Combattimento del Caracciolo contro gli inglesi
Il bruciamento delle bandiere prese agli insorti
Isabella Teotochi Albrizzi
Da Ritratti
Ippolito Pindemonte
Anonimo
Anonimo
Vivant Denon
Giuseppe Albrizzi
Antonio Canova
Ugo Foscolo
Pierre François d’Hancarville
Aurelio De’ Giorni Bertola
Melchiorre Cesarotti
Benedetto Châteneuf
Vittorio Alfieri
Antonio Teotochi
Gorge Byron
Stefano Arteaga
Giustina Renier Michiel
Da Feste veneziane
Volume I
Festa per la translazione del corpo di S.Marco a Venezia
Festa del giorno dell’Ascensione
Volume IV
Festa per la vittoria navale alle Curzolari
Festa del Redentore
Festa del Corpus Domini
Volume V
Festa per la Madonna della Salute
Volume VI
Festa marittima chiamata Regata
Diodata Saluzzo Roero
Da Novelle
Gaspara Stampa
Da Poesie
Il desiderio moderato
La bellezza
L'eternità
All'’Italia
Da Versi
Le rovine
Da Poesie Postume
Ad Alessandro Manzoni
Il Castello di Sant'Andrea
LA COSCIENZA CIVILE E POLITICA
Giuseppina Guacci Nobile
Da Storia del cholera a Napoli
Libro primo
Libro secondo
Da Rime
Alle donne napoletane
Le donne italiane
La Primavera
Gennaio 1833
Gennaio 1838
Cristina Di Belgiojoso
Da Il 1848 a Milano e a Venezia
La Guerra di Lombardia, l'assedio e la capitolazione Di Milano
Da Ricordi dell’esilio
Due abati: Gioberti e Liszt
Il principe Luigi Napoleone
Da Vita intima e nomade in oriente
Le montagne del Giaur, L'harem di Mustuk Bey.
Le donne turche
Della presente condizione delle donne e del loro avvenire
Enrichetta Caracciolo Forino
Da I Misteri del chiostro napoletano
Il Campanello
Le Pazze
Chiarina
L'arresto
La libertà
SOLDATI E CONTADINI
Caterina Percoto
Da Racconti (1856)
Prete poco
Un episodio dell'anno della fame
La donna di Osopo
Il contrabbando
Da Scritti friulani
San Marc
Lis strìis di Gerrnanie
La rosade di San Zuan
Luigia Codemo-Gerstenbrad
Da La rivoluzione in cas
La politica in campo
Gl'inganni del cuore
Il nembo scoppia
Le ultime Scene del I° atto
La battaglia di Novara
Le conseguenze domestiche d'un lutto pubblico
Conclusione
Luisa Amalia Paladini
Da La famiglia del soldato
La Russia, la fuga
LA NUOVA ITALIA
La Marchesa Colombi
In risaia
Emma
Una fra tante
Bruno Sperani
Da La fabbrica
Al "ponte"
La carità
Il 29 settembre
Il messaggio della Sora Rosa
Il capomastro
I muratori
Forza d'amore
Dai Martinelli
Gioie e spasimi
La catastrofe
Nelle rovine
Dopo i funerali
I CODICI BORGHESI
Neera
Da Teresa
Da Conchiglie
Un giorno di nozze
Contessa Lara
Da L'innamorata
Da Intimità
Pensiero fisso
Di notte
Lutto d'un vivo
Cimitero
Incubo
Da Parvula
Baby
Da Disegni
La naufraga
Mezzanotte
Treno diretto
Tramonto
Saffo
Effetti di sole
Crepuscolo sul mare
Di qua dalla riva
Le nevicate
Vittoria Aganoor Pompilj
Da Leggenda eterna
Finalmente
Aprile
Diario
Schizzo
Dicembre
Vespero
Val di Sella (Tirolo)
Pagina Di Diario
E’nel mio sogno
DA Nuove lirichev La suggestione del veleno
Ospizio
Ai fratelli Bandiera e Dornenico Moro
Momenti
Regina Di Luanto
Un martirio
Matilde Serao
La virtù di Checchina
Il ventre di Napoli
Dalla rubrica I mosconi
19-20 aprile 1892, Scarfoglio
5-6 luglio, Il ventaglio
7-8 luglio, Il costume da bagno
15-16 gennaio 1893, Il turno bizzarro
16-17 gennaio 1893, A San Carlo
17-18 gennaio 1894, La voce degli strilloni
19-20 gennaio 1896, Il municipio della morte
1-12 agosto 1896, Una riunione ridicola
11-12 ottobre 1896, Il corredo della principessa Elena
8-9 gennaio 1899, Una notizia amena
24-25 gennaio 1899, Et ultra
9-10 agosto 1899, La sublime idea
15-16 settembre 1899, Il gran perdono
10-11 ottobre 1899, La camorra dei postieri
Da Nel Paese di Gesù
LA VISIONARIA DEL ROMANZO D’APPENDICE
Carolina Invernizio
Da Il bacio di una morta
Da Satanella
Da La Bastarda
FEMMINISMO E SOCIALISMO
Anna Maria Mozzoni
La donna nella famiglia nella città e nello stato
I socialisti e l'emancipazione della donna
Il volume è di pagine 1106










Favola, Fiaba, Fantastico

 
Il curatore
Giuseppe Bonaviri, siciliano, è narratore e poeta molto noto in Italia e all’estero. Autore di fiabe tradotte o riscritte, ha pubblicato raccolte di poesie e, tra i romanzi, Il sarto della stradalunga (1954), Il fiume di pietra ( 1964), Il dottor Bilob (1995), Silvinia (1997). Autrice dei consistenti apparati biobibliografici e critici (circa 100 cartelle di antologia della critica) è Siriana Sgavicchia, redattrice della collana.

L’opera
Il libro è in sé una novità editoriale senza precedenti. Interamente nuova è la proposta di un itinerario letterario attraverso l’affabulazione, trasversale e diacronico, dalle origini della letteratura fino agli esempi più recenti. Il ricco e documentato percorso è consentito dalla straordinaria mole dell’opera, che conta 1161 pagine di testo. L’articolata (70 cartelle) introduzione del curatore rintraccia nella letteratura medioevale l’emergere del meraviglioso, sia di tipo didattico-allegorico (L’Acerba di Cecco D’Ascoli, bestiari e lapidari), sia di tipo avventuroso (Il Novellino, Il Milione, La Tavola Ritonda) e religioso (I Fioretti di S.Francesco). Il gusto fiabesco percorre l’opera dei giullari, ma anche il Decameron, o le saghe di Carlo Magno e dei paladini, da cui nasce la magia dei pupi. Nel Rinascimento, favole e fiabe sono argomento di Leonardo da Vinci (Bestiario e favole), Niccolò Machiavelli (L’Asino) Giova Battista Celli (La Circe), Agnolo Fiorenzuola (La prima veste dei discorsi degli animali), Giovan Francesco Straparola (Le piacevoli notti): di cui l’antologia raccoglie i testi. Segue un’accurata analisi della fiaba moderna attraverso il percorso di Propp, il cui studio l’antologia della critica riporta insieme con quelli di Thompson, Lüthi, Benjamin, Todorov, Calvino, Bettelheim, Agamben. Singolare l’attenzione dedicata da Bonaviri al tempo delle fiabe - congelato, “a margherita” - e alla memoria cromatica. Egli raccoglie testi dal barocco all’illuminismo: da La lucerna di Francesco Pona, da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, L’Amore delle tre melarance di Carlo Gozzi, da Gli animali parlanti di Giambattista Casti, da Favuli murali di Giovanni Meli. Nel romanticismo vengono considerati tre filoni: la letteratura dell’infanzia, con Collodi, di cui è riportato il testo integrale di Le avventure di Pinocchio e, da Storie allegre, Pipì; il recupero della tradizione popolare, con brani da Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani, di Giuseppe Pitré, da La novellaja fiorentina di Vittorio Imbriani, da Le fiabe di Luigi Capuana, da Le novelle della nonna di Emma Perodi; le traduzioni, da Perrault (Collodi), da La Fontaine (De Marchi), dai favolisti greci e latini (Pascoli).
Nuova e affascinante l’idea della origine unicentrica delle fiabe: forse nei giochi biochimici delle cellule della corteccia cerebrale di tutti gli uomini del mondo sono inscritte, ipotizza Bonaviri, le origini di un processo di “ninnanannanza”. Originale anche la teoria sul fantastico: “un sistema dinamico di emotività, che oscilla senza confondervisi tra due punti di forza, il meraviglioso e lo strano”, e genera un terzo punto di forza, lo “stupore”. A questa categoria appartiene il fiabesco contemporaneo, per il quale sono stati sono scelti testi dalle opere di Palazzeschi, Bontempelli, Landolfi, Savinio, Stefano D’Arrigo. Favole della modernità sono invece le “Fiabe e novelline” di Guido Gozzano, “ Il primo libro delle favole” di Gadda, “Le favole della dittatura” di Sciascia. La silloge si chiude con testi da “Le fiabe italiane” di Calvino, e da “Giufà e altre storie di Sicilia” di Giuseppe Bonaviri.

Indice
Introduzione di Giuseppe Bonaviri
Bibliografia
La critica
MEDIOEVO
BESTIARI E LAPIDARI
Da L’Acerba di Cecco D’ascoli
Da Il libro della natura degli animali
Da L’Intelligenza
Da Lapidario estense
AVVENTURE E MERAVIGLIOSO
Da Il Novellino
Da Il Milione di Marco Polo
Da La Tavola Rotonda
Da Fioretti di San Francesco
IL MITO
Da Genealogia deorum gentilium di Giovanni Boccaccio
RINASCIMENTO
FAVOLE
Da Bestiario e favole di Leonardo da Vinci
METAMORFOSI
L’asino di Niccolò Machiavelli
La Circe di Giovan Battista Celli
NOVELLE
La prima veste dei discorsi degli animali di Agnolo Firenzuola
Da Le piacevoli notti di Giovan Francesco Straparola
DAL BAROCCO ALL’ILLUMINISMO
Da La lucerna di Francesco Pona
Da Lo cunto deli cunti di Giambattista Basile
L’amore delle tre melarance di Carlo Gozzi
Da Gli animali parlanti di Giambattista Casti
Da Favuli murali di Giovanni Meli
IL ROMANTICISMO
LETTERATURA PER L’INFANZIA
Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi
Da Storie allegre di Carlo Collodi
IL RECUPERO DELLA TRADIZIONE POPOLARE
Da Fiabe,novelle e racconti popolari siciliani di Giuseppe Pitré
Da La novellaja fiorentina di Vittorio Imbriani
Da Le fiabe di Luigi Capuana
Da Le novelle della nonna di Emma Perodi
TRADUZIONI
Da Perrault (Carlo Collodi)
Da La Fontane (Emilio De Marchi)
Da Menandro, Esopo e Fedro (Giovanni Pascoli)
I CONTEMPORANEI
IL FANTASTICO
Il codice di perelà di Aldo Palazzeschi
La scacchiera davanti allo specchio di Massimo Bontempelli
Il racconto del lupo mannaro di Tommaso Landolfi
Casa “La vita” di Alberto Savinio
La leggenda dei delfini da Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo
FAVOLE DELLA MODERNITA’
Da Fiabe e novelline di Guido Gozzano
Da Il primo libro delle favole di Carlo Emilio Gadda
Da Le favole della dittatura di Leonardo Sciascia
FIABE E FAVOLE TRADOTTE E RISCRITTE
Da Le fiabe italiane di Italo Calvino
Da Giufà e altre storie di Sicilia di Giuseppe Bonaviri
Il volume è di pagine 1197










Il Teatro Moderno


Il curatore
Franco Cordelli, narratore, poeta, saggista, e traduttore. Collaboratore dell’ “Europeo”, poi del “Paese sera” è ora critico teatrale del “Corriere della sera”. Fra le sue pubblicazioni: Procida (1973), I puri spiriti (1982), Pinkerton (1986), Guerre lontane (1990), Inchino a terra (1999). Gli apparati biobibliografici e critici e le premesse alle opere sono di Luca Archibugi.

L’opera
I testi raccolti nel volume sono opere teatrali di autori italiani che, oltre ad essere drammaturghi sono stati prosatori e poeti. Ma se spesso il teatro italiano è stato ritenuto proprietà della letteratura o a volte ridotto al rango di commedia dell’arte, questa antologia vuole testimoniare come il teatro italiano viva con una sua specifica autonomia. L’antologia prende avvio con Vittorio Alfieri (La Mirra) e si spinge fino a Luigi Pirandello (Enrico IV), passando per Alessandro Manzoni (L’Adelchi), Giovanni Verga (La Lupa), Federico De Roberto (Il rosario), Gabriele D’Annunzio (La figlia di Iorio), Italo Svevo (La rigenerazione), ma vi occupano uno spazio considerevole anche: Giraud, Ferrari, Giacometti, Torelli, Scarpetta, Praga, Bertolazzi, Giacosa, Rovetta, Simoni, Di Giacomo, Tozzi, Petrolini.
La brillante introduzione si articola sotto forma di dialogo: le figure del drammaturgo, del critico, del regista e dell’attore mettono in discussione i propri ruoli, definendo nello stesso tempo per linee essenziali una storia del teatro. Da rito e gesto “romantico” dell’arte, il teatro, man mano che ci si avvicina all’epoca contemporanea, sembra sempre più orientato a muoversi verso la frantumazione di ogni prestabilito ordine formale e linguistico. La metamorfosi del mito teatrale inizia con “Mirra” di Alfieri, per poi passare ad “Adelchi” di Manzoni. Con “La rigenerazione” di Svevo tornano gli ottimismi della letteratura e del teatro, mentre il classicismo trionfalistico della tragedia anima “La figlia di Iorio” di D’Annunzio, e poi vita, teatro e follia nell’ “Enrico IV” di Pirandello. Petrolini chiude la carrelata dei testi e degli autori antologizzati con “Chicchignola”, in cui si mette in scena un artista fallito che sa di esserlo e non si concede di avere rimpianti. Il “Critico”, nel dialogo dell’Introduzione, sostiene che proprio con Petrolini si entra nell’avanguardia perché il linguaggio del corpo prende il sopravvento sul linguaggio della mente.

Indice
Introduzione di Franco Cordelli
Bibliografia
Mirra di Vittorio Alfieri
L’ajo dell’ imbarazzo di Giovanni Giraud
Adelchi di Alessandro Manzoni
Goldoni e le sedici commedie nuove di Paolo Ferrari
La morte civile di Paolo Giacometti
I mariti di Achille Torelli
Miseria e nobiltà di Edoardo Scarpetta
La moglie ideale di Marco Praga
El most Milan: la povera gent di Carlo Bertolazzi
La lupa di Giovanni Verga
Il rosario di Federico De Roberto
Come le foglie di Giuseppe Giocosa
Romanticismo di Gerolamo Rovetta
La figlia di Iorio di Gabriele D’ Annunzio
Tramonto di Renato Simoni
Assunta Spina di Salvatore Di Giacomo
L’ incalco di Federigo Tozzi
Enrico IV di Luigi Pirandello
La rigenerazione di Italo Svevo
Chicchignola di Ettore Petrolini
Il volume è di pagine 1337










Giovanni Pascoli

 
Il curatore
Elio Pagliarani è uno tra i maggiori poeti del secondo Novecento. E’ stato tra i fondatori del Gruppo ’63 , e ha fondato, con Eco, Manganelli, Balestrini, Pedullà, la Cooperativa Nazionale Scrittori. Suoi poemi compaiono nell’antologia dei Novissimi. I volumi di poesia degli anni Sessanta (La ragazza Carla, 1962, Lezione di fisica, 1964, Lezione di fisica e fecaloro, 1968) testimoniano la sua innovativa vena di poeta d’avanguardia Con il vasto poema La ballata di Rudi, 1995, ha vinto il Premio Viareggio. Elio Pagliarani è anche autore di pièces, cronache teatrali, antologie. Al volume ha collaborato Siriana Sgavicchia, autrice della cronologia, della bibliografia, delle premesse alle opere, e dell’ ampia (240 cartelle circa) e aggiornatissima antologia della critica.

L’opera
Il volume si contraddistingue per la singolare, accurata e ricca (80 cartelle)
Biografia da biografie, dove la vita del poeta Pascoli è raccontata dal poeta Pagliarani con congeniale affettuosa familiarità, ed è ricostruita con curiosità rigorosa attraverso svariati documenti, la cui fonte principale sono le memorie di Mariù ( Lungo la vita di Giovanni Pascoli, curato e integrato da Augusto Vicinelli, Mondatori, 1961). Molte altre le fonti minori, sparse, di cui Pagliarani si serve per tracciare del poeta un ritratto vivacissimo e originale. Già nell’introduzione il curatore aveva evidenziato la rivoluzione apportata dal linguaggio poetico pascoliano: capace di “disintegrare” le forme poetiche tradizionali, di creare il vuoto in cui si situa la moderna ricerca del verso libero. Da cui la dichiarazione di intenti relativa alla scelta dei testi, dove Pagliarani afferma di aver privilegiato la poesia, testimonianza più significativa dell’opera di Pascoli, i cui originali risultano inoltre più leggibili.
Ne consegue la presenza di un robusto corpus poetico ( oltre 700 pagine), che offre alla lettura i testi integrali di “Myricae”, “Primi poemetti”, “Canti di Castelvecchio”, “Poemi conviviali”. Della poesia di Pascoli aedo civile sono riportate alcune opere relative ai grandi fatti della storia contemporanea. Seguono i “Carmina” in latino: “Catullocalvos”, “Thallusa”, “Myrmedon”.
Presente anche una significativa (400pagine) scelta delle prose pascoliane: la novellina “Pin”, un frammento del dramma musicale “Nell’anno Mille”,le interessanti pagine di critica dantesca, preziose per gli specialisti . Sono dati inoltre per intero il saggio di poetica “Il fanciullino” e il noto e discusso discorso “La grande proletaria si è mossa”.
Segue, in appendice ai testi, un prezioso aiuto alla comprensione della miscela linguistica pascoliana: il “Vocabolario pascoliano” di G.L. Passerini, mai ripubblicato dal 1916.

Indice
Introduzione di Elio Pagliarani
Biografia da biografie di Elio Pagliarani
Cronologia
Bibliografia
La critica
POESIE
Myricae
Primi Poemetti
Da Nuovi Poemetti
Canti di Castelvecchio
Da Odi e Inni
Poemi conviviali
Da Poemi italici
Da Le canzoni di re Enzo
Da Poesie varie
Da Traduzioni e riduzioni
Da Carmina
PROSE
Prose letterarie
Da Limpido rivo
Nell’anno Mille
Prose saggistiche
Da Minerva oscura, Intorno alla Minerva oscura, Sotto il velame, La mirabile visione, Conferenze e studi danteschi, Pensieri e discorsi, Patria e umanità
Dizionario pascoliano di G.L.Passerini
Il volume è di pagine 1182










Romanzieri tra Realismo e Decandenza

 
Il curatore
Silvio Ramat è professore di Letteratura Moderna e Contemporanea a Padova. Tra i suoi volumi di saggi dedicati alle figure e alle correnti poetiche più significative del Novecento: L’ ermetismo (1969), Storia della poesia italiana del Novecento (1976), L’acacia ferita e altri saggi su Montale (1986), La poesia italiana 1903-1943, quarantuno titoli esemplari (1997). Come poeta ha pubblicato una quindicina di raccolte, tra cui: Numeri primi (1996) e Il gioco della candela (1997).
Le bibliografie sono di Giovanni Accardo.

L’opera
I sei romanzi raccolti nel volume sono rappresentativi di un’ampia gamma di sperimentazioni letterarie che fanno grande la narrativa italiana dell’ultimo scorcio del XIX secolo, e attraversano le varie modalità con cui essa si esprime dal realismo romantico fino alla Scapigliatura.
Le problematiche spirituali e politiche di Antonio Fogazzaro, il verismo di Luigi Capuana, la vitalità linguistica di Remigio Zena, il dramma della “decadenza” morale e psicologica in Luigi Gualdo, la fragilità dei principi filosofici in Emilio De Marchi, la ricerca linguistica tra espressionismo e simbolismo di Gian Pietro Lucini, sono le diverse angolazioni dalle quali si ha l’opportunità di valutare la storia del romanzo alla fine dell’Ottocento, guidati dalle riflessioni e dai giudizi di un importante studioso della letteratura contemporanea come Silvio Ramat. Secondo sua esplicita dichiarazione, non c’è un determinato elemento che accomuni i testi scelti, ma l’intenzione è quella di dare ampiezza al ventaglio di esempi, permettendo di valutare quali energie animarono il genere-romanzo. In un unico libro sei romanzi differenti per tematiche e stili, sei autori che non si possono non leggere.

Indice
Introduzione di Silvio Ramat
La critica
Daniele Cortis di Antonio Fogazzaro
La bocca del lupo di Remigio Zena
Decadenza Luigi Gualdo
Gian Pietro da Core di GianPietro Lucini
Giacomo l’idealista di Emilio De Marchi
Il marchese di Roccaverdina di Luigi Capuana
Il volume è di pagine 1477










Luigi Pirandello

 
Il curatore
Renato Barilli è uno dei più acuti interpreti dell’arte moderna. Alla figura di Pirandello ha dedicato il saggio Pirandello, una rivoluzione culturale (1986). Critico d’arte dell’Espresso, insegna fenomenologia degli stili al DAMS dell’Università di Bologna. La sua ricerca parte dall’estetica per poi applicarsi alla critica letteraria e alla critica d’arte. Ha avuto parte attiva nel Gruppo ’63: esperienza di cui ha pubblicato un’attenta cronaca, La neoavanguardia italiana. Dalla nascita del “Verri” alla fine di “Quindici” (1995).

L’opera
Il volume si apre con un’ampia (70 cartelle) introduzione di Barilli, significativamente intitolata Pirandello e la rivoluzione culturale dei nostri tempi : una premessa programmatica in cui, assumendo Pirandello a testimonianza, Barilli definisce il ruolo del poeta quale “operatore culturale”, collaboratore autonomo - nel suo specifico di artista – alla “visione del mondo”, cui, in questo caso, contribuiscono con diverse discipline gli altri geni dell’epoca, Einstein, Freud, Bergson. Barilli difende vivacemente la posizione di Pirandello contro la teoria di Croce e il “suo criterio infausto della divisione dei compiti”, per cui prima si è poeti e poi filosofi: “il poeta… ha la sua parte di responsabilità nel determinare il sapere della cultura in cui vive, e a ciò contribuisce esercitando il suo...” Individuata la formula del pirandellismo nell’opposizione dialettica tra la vita e le forme, Barilli indica nello sfondo chiusissimo della “similitudine” la spiegazione di Pirandello, “uomo delle forme”. L’indagine critica sottolinea nelle poesie giovanili, poco accreditate quanto a espressione letteraria e perciò finora trascurate, il nucleo originario dei contenuti pirandelliani. Indica poi nelle faconda produzione di novelle il territorio d’incrocio tra il dibattito e la narrazione, nonché la ginnastica di base che per tutta la vita accompagnerà l’opera dello scrittore. La successiva distinzione dei romanzi in “comici” – i primi – e “umoristici”, è fondata sul differente grado di consapevolezza dei protagonisti nonché dello scrittore. Quanto sia stato vincolante l’obbligo delle forme lo dimostra la tardiva – perché per Pirandello fortemente trasgressiva – adesione al teatro, destino naturale del suo modo retorico- dialettico : in questa sede la sua attitudine si sviluppa con ardita leggerezza, conducendolo fino al metateatro.
L’antologia consta, compresi gli apparati biobibliografici, di 1020 pagine di testo: uno spazio che consente al curatore di fornire un ricca e articolata testimonianza della produzione pirandelliana. Apre la rassegna il testo integrale del saggio sull’ “Umorismo”, ossia la chiave per la decodifica del sistema pirandelliano. Seguono tre documenti della vasta e di solito trascurata produzione poetica (“Mal giocondo”, “Pasqua di Gea”, “Elegie renane”); 20 novelle; i testi integrali dei romanzi “Il fu Mattia Pascal”; “Quaderni di Serafino Gubbio Operatore”; “Uno, nessuno centomila”. Del teatro, sono qui raccolti i testi integrali di “Sei personaggi in cerca d’autore”, “Questa sera si recita a soggetto”, “Il berretto a sonagli”, “La favola del figlio cambiato”, “Non si sa come”, “All’uscita” mentre la commedia “Enrico IV” è riportata nel volume “Il teatro moderno”, curato per questa collana da Franco Cordelli.

Indice
Pirandello e la rivoluzione culturale dei nostri tempi di Renato Barilli
Cronologia della vita e delle opere
Bibliografia
L’Umorismo
Parte prima
Parte seconda
POESIA
Mal giocondo
Pasqua di gea
Elegie renane
NOVELLE
Il pipistrello
Canta l’epistola
Il treno ha fischiato
I nostri ricordi
Notizie del mondo
Ciàula scopre la luna
Quando si comprende
Al valor civile
Il vitalizio
La morta e la viva
Due letti a due
La mano del malato povero
Leviamoci questo pensiero
La carriola
Nell’albergo è morto un tale
I piedi sull’erba
Di sera un geranio
Il chiodo
La signora Frola e il signor Ponza suo genero
La cattura
I ROMANZI
Il fu Mattia Pascal
Quaderni di Serafino Gubbio operatore
Uno, nessuno centomila
IL TEATRO
Sei personaggi in cerca d’autore
Questa sera si recita a soggetto
Il berretto a sonagli
La favola del figlio cambiato
Non si sa come
All’uscita
Il volume è di pagine 1057








Italo Svevo

 
Il curatore
Walter Pedullà è professore ordinario di Storia della letteratura italiana e contemporanea presso l’Università di Roma “La Sapienza”.
Critico letterario di quotidiani e settimanali dal 1959, ha diretto case editrici e riviste letterarie. Con Nino Borsellino ha diretto la Storia Generale della Letteratura italiana,in dodici volumi (Motta ed.) e La Letteratura italiana del Novecento (Rizzoli).E’ stato Presidente della Rai nel 1992-93, e, dal 1995, è Presidente del Teatro Stabile di Roma. E’ autore di numerosi e importanti saggi di critica letteraria, principalmente su Gadda, Savinio, Svevo, sull’avanguardia, su Debenedetti, sullo sperimentalismo degli anni Sessanta. E’ il direttore della collana Cento libri per Mille anni.
Al volume ha collaborato, con ricchi apparati biobibliografici e note essenziali ai testi, Ida Fontana.

L’opera
Il volume si apre con un ampio (80 cartelle) saggio di Walter Pedullà, in cui la rilettura di Svevo evidenzia in primo piano la prepotenza del motivo dell’originalità: ossia la necessità di cercare “il nuovo con cui si contrasta il nulla”. Sul tema del nulla – destino dell’inetto nella società moderna – viene denunciato il peso, nella formazione di Svevo , dell’influenza di Schopenauer e della cultura tedesca, attraverso Nietzsche e Wagner. Sono evidenziate l’attenzione dello scrittore alla cultura moderna, alla lezione di Freud, alle pagine di Joyce e Kafka, nonché la consonanza con Kafka, cui lo apparenta la struttura mentale,che gli impone di decostruire tutto, e la sua cosmica vanità di gnostico moderno: perseguire l ’interiorità della morale è l’essenza dell’ebraismo.
All’intellettuale, che non ha spazio nell’ordito delle convenzioni sociali, tocca l’indifferenza per la vita: l’unica felicità possibile, lontana dai riti e dalle certezze borghesi, sta nello smantellamento e nella ricerca delle idee. Se questa acquisizione porta Alfonso Nitti al suicidio (ossia alla tragedia), ed Emilio Brentani alla sconfitta, per Zeno Cosini matura un processo differente, l’opzione per la comicità : Zeno ha domato la vita, negandole ogni valore. Perciò può riderne, ora che è vuota, e può anche prenderla alla leggera.Il critico sottolinea il passaggio finale dalla tragedia alla commedia: ironia e umorismo demistificano la serietà pretestuosa della religione borghese.
La rara monumentalità dello studio offre, in più di mille pagine di testo, quasi tutta la produzione narrativa di Italo Svevo: i tre romanzi, “Una vita”, “Senilità”, “La coscienza di Zeno”, romanzi brevi e racconti, favole e pagine sparse, “Profilo autobiografico”, “Diario della fidanzata”, “Soggiorno londinese”, “Frammenti di Teoria della Letteratura”, saggi e articoli.

Indice
Introduzione di Walter Pedullà
Cronologia della vita e delle opere
Vita e opere. bibliografia
Svevo e la critica
I ROMANZI
Una vita
Senilità
La coscienza di Zeno
ROMANZI BREVI E RACCONTI
L’assassinio di via Belpoggio
La tribù
Vino generoso
Lo specifico del dottor Menghi
Proditoriamente
Il malocchio
Argo e il suo padrone
Una burla riuscita
La novella del buon vecchio e della fanciulla Un contratto
Umbertino
Le confessioni del vegliardo
Il mio ozio
Il vecchione
FAVOLE E PAGINE SPARSE
Tre favole
Un artista
L’uccellino e lo sparviero
La porticina della gabbia
IL TEATRO
Un marito
PROFILO AUTOBIOGRAFICO
Diario per la fidanzata
Soggiorno londinese
Frammenti di teoria della letteratura
SAGGI
L’uomo e la teoria darwiniana
La corruzione dell’anima
Ottimismo e pessimismo
Del sentimento in arte
Sulla critica italiana
Scritti su Joyce
ARTICOLI
Shylock
Il pubblico
Poesie in prosa di Ivan Turgenjeff
“La joie de vivre” di Emilio Zola
Il dilettantismo
Giordano Bruno
Echi mondani
Mezzo secolo di letteratura Italiana
Il volume è di pagine 1151








Federico Tozzi


Il curatore
Giuliano Gramigna, poeta, romanziere e critico letterario, ha collaborato con vari periodici (“Il Verri”, ”Paragone”, ”Aut-Aut”, ”Botteghe Oscure”, ”Settimo Giorno”, ”La Fiera Letteraria”) e quotidiani, e scrive per il “Corriere della Sera”. Fra i suoi romanzi: Un destino inutile (1958), Marcel ritrovato (1969, Premio Selezione Campiello), Il gran trucco (1978). Fra le raccolte di poesia: Taccuino (1948), Esercizi di decomposizione (1971), Es-o-Es (1980). Tra i volumi di critica: La menzogna del romanzo (1980) e Le forme del desiderio (1989). Le premesse alle opere sono di Angela Pette e Gianfranco Tomei. L’antologia della critica è di Siriana Sgavicchia

L’opera
Tozzi è un “classico sui generis” a cui certo non si addicono i concetti di equilibrio, simmetria, esemplarità razionale come a un classico in senso proprio. E’ invece un autore che ha un rapporto con l’imperfezione, cioè con l’asimmetria, costruttiva e stilistica, eppure non può mancare in una collana che comprende i grandi protagonisti della letteratura italiana. La sua originalità è anche ciò che lo rende uno scrittore di grande durata e cioè l’aver avviato il processo di cambiamento del romanzo italiano del Novecento svincolandosi dai modi del naturalismo ottocentesco.
La scelta delle opere del narratore senese è in questo volume molto ampia, e comprende tutti i romanzi: “Ricordi di un impiegato”, “Con gli occhi chiusi”, “Tre croci”, “Il podere”, “Gli egoisti”, “Adele”, le prose “Bestie” e “Barche capovolte”, “Cose”, “Persone” e una selezione significativa delle novelle. In un unico libro quasi tutta la sua produzione, accompagnata da una ampia antologia della critica, che dà conto dei contributi fondamentali della ricerca e della saggistica tozziana fino ad anni recenti; da una biografia che racconta l’uomo oltre che lo scrittore; da una aggiornata bibliografia; e da premesse alle opere che illustrano il percorso creativo dello scrittore a partire dalle prove giovanili fino agli scritti più maturi.Un libro inedito in cui uno dei maggiori critici letterari italiani racconta un momento essenziale della storia del romanzo.

Indice
Introduzione di Giuliano Gramigna
Cronologia
Vita e opere
Bibliografia
La critica
Ricordi di un impiegato
Con gli occhi chiusi
Tre croci
Il podere
Gli egoisti
Adele (Frammenti di romanzo)
NOVELLE
Un ragazzo
Il primo Amore
Il musicomane
Lettera
Storia semplice
La madre
In campagna
Ozio
Al padre
Un fattore
Dopo la trebbiatura
La fame
La scuola d’ anatomia
La paura degli altri
Pietro e isola
Un’ osteria
Una visita
Una famiglia
I picioni
Leggenda
Contrasti
La vera morte
Parole di un morto
Il porco di Natale
Il temporale
Colleghi
Una gobba
La vinaia
Contadini
Un’ allucinazione
Gli amanti
Il poeta
In treno
Piglionali
La casa venduta
Una figliola
Mia madre
Il morto in forno
Il cieco
Gli orologi
Un pezzo di lettera
Il miracolo
Il marito
Una stroncatura
Elìa e Vannina
La stessa donna
La sementa
Una recita cinematografica
Marito e moglie
La mia amicizia
Un’amante
Nevrastenia
Roberto e Natalia
Campagna romana
PROSA
Bestie
Barche capovolte
Cose
Persone
Glossario essenziale di termini rari usati da FederigoTozzi
Il volume è di pagine 1013








I Moralisti del Novecento. Prosa, Narrativa e Frammenti della "Voce"

 
Il curatore
Renato Minore, giornalista, critico, saggista, narratore e poeta, insegna Teorie e Tecniche della Comunicazione presso la Luiss. Critico letterario del “Messaggero”, ha realizzato molti programmi radiofonici e televisivi di divulgazione culturale Ha pubblicato come saggista: Giovanni Boine (1975), Il gioco delle ombre (1985) Dopo Montale (1992) e alcuni volumi dedicati ai mass-media. Come poeta ha scritto varie raccolte di versi e di racconti, tra cui: Non so se più di prima (1984), L’esercizio dei patimenti (1990), Le bugie dei poeti (1993); come narratore: Leopardi: l’infanzia, le città, gli amori (1987), Rimabud (1991), Il dominio del cuore (1996).
Arrigo Stara è l’autore dei profili biobiliografici sugli autori, delle premesse, delle note ai testi.

L’opera
Il volume è un’antologia originale di scritti di sette noti autori che si sono imposti attraverso “La Voce”, forse la più celebre rivista del Novecento: Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Scipio Slataper, Carlo Michelstaedter, Giovanni Boine, Piero Jahier, Renato Serra. Una generazione di grandi intellettuali che vive una frenetica giovinezza, ricchissima di polemiche e di testi in cui molte di quelle tensioni e di quelle polemiche trovano loro durevole rappresentazione. Una generazione che, in forme diverse, si trova a fare i conti con una idea della letteratura come campo sterminato di possibilità e come luogo di nascita di una diversa “moralità” nazionale. Nessuno di questi scrittori (tranne Boine con Il peccato) ha deliberatamente scritto un romanzo, anche se quasi tutti ne hanno anticipato in qualche modo i futuri scenari.
L’antologia intende restituire i testi di questi pensatori, poeti e prosatori, tra i più importanti del XX secolo, ad una lettura complessiva, ricostruendo anche attraverso i rapporti interpersonali (documentati da una significativa scelta di corrispondenze epistolari, “Dall’altra parte della vita. Una scelta di lettere dagli epistolari del primo Novecento”), quella trama storica ed affettiva che fa da sfondo alla loro opera. Un libro di letteratura, ma anche sulla letteratura, ricco di curiosità e di aneddoti, che accosta il lettore all’atmosfera di fermenti creativi che anima l’Italia degli inizi del Novecento.

Indice
Introduzione di Renato Minore
Ignoto toscano di Ardengo Soffici
Un uomo finito di Giovanni Papini
Il mio Carso di Scipio Slataper
Ibsen di Scipio Slataper
La persuasione e la rettorica di Carlo Michelstaedter
Il dialogo della salute di Carlo Michelstaedter
Il peccato di Giovanni Boine
Frantumi di Giovanni Boine
Plausi e botte di Giovanni Boine
Resultanze in merito alla vita e al caratteredi Gino Bianchi di Piero Jahier
Esame di coscienza di un letterato di Renato Serra
Dall’altra parte della vita. Una scelta di lettere dagli epistolari del primo Novecento.





La Politica Civile e Politica

 
Il curatore
Mario Lunetta, poeta, narratore, saggista e traduttore, ha collaborato ai programmi culturali della Rai e a riviste e quotidiani come “Rinascita”, ”Il Messaggero”, ”L’Unità”, ”Paese Sera”, ”Liberazione”. Ha pubblicato numerose raccolte di versi e romanzi. E’ autore di saggi di critica letteraria e critica d’arte e ha curato alcune antologie di letteratura contemporanea dedicate al tema dell’”impegno” civile e politico dello scrittore.

L’opera
L’antologia, seguendo un’idea originale di poesia “politica” e “civile” marca l’ambito categoriale entro cui si è andata definendo la vicenda poetica italiana negli otto secoli della nostra letteratura, partendo dall’ esperienza della Commedia dantesca per arrivare ai giorni nostri.
Il volume costituisce una novità editoriale di tutto rilievo per la scelta di testi rari particolarmente significativi e per l’impostazione del discorso storico-critico che li accompagna, nel quale si mira a definire il concetto di poesia “civile” e “politica” in termini antidealistici. Al di fuori dei sospetti con cui è sempre stata considerata, e non di rado dei rifiuti da parte dei fautori della nota formula crociana di poesia come “intuizione lirica”, l’espressione letteraria per così dire “impegnata” e militante acquista qui un posto di rilievo all’interno della storia della cultura e della letteratura italiana. L’autore di un testo poetico, in quanto individuo sociale che si rapporta alla civiltà nella quale opera, è in questo senso restituito ad una “responsabilità totale” di solito messa tra parentesi dalle estetiche irrazionalistico-intuitive. L’ampio excursus che nel libro è dedicato al Novecento e che è esemplificato con brani di autori come Marinetti, D’Annunzio, Saba, Tessa, Campana, Jahier, Rebora, Montale, Quasimodo, Pasolini, Levi., costituisce una sezione a sé di grande significato critico e di forte attualità, in un epoca in cui la poesia è stata attraversata in tutte le culture da una elevata tensione politica.

Indice
Introduzione di Mario Lunetta
LE ORIGINI E IL DUECENTO
Paolino D’Aquileia
Carmina Burana
Wippone di Borgogna
Peire De La Cavarana
Anonimo bolognese
Sordello da Goito
Anonimo siciliano
Rustico Filippi
Guittone d’Arezzo
Anonimo Genovese
Chiaro Davanzati
Brunetto Latini
Iacopone da Todi
Cino da Pistoia
Guido Cavalcanti
Folgòre da San Gimignano
ILTRECENTO
Niccolò Quirini
Matteo Frescobaldi
Dante Alighieri
Pietro Dei Faitinelli
Sennuccio Del Bene
Pietro Alighieri
Bindo di Cione del Frate
Fazio degli Uberti
Antonio da Ferrara
Francesco di Vannozzo
Buccio di Ranallo
Giovanni Dondi dall’Orologio
Antonio degli Alberti
Simone Serdini
Francesco Petrarca
Franco Sacchetti
Dino Compagni
IL QUATTROCENTO
Anonimo Abruzzese
Gerolamo Savonarola
Gaspare Visconti
Niccolò da Correggio
Antonio Alamanni
Panfilo Sasso
Serafino de’ Ciminelli detto l’Aquilano
Antonio Cammelli detto il Pistoia
Anonimo lombardo
Iacopo Sannazaro
Burchiello
Luigi Pulci
IL CINQUECENTO
Pasquinate
Pietro Aretino
Niccolò Franco
Ludovico Ariosto
Niccolò Machiavelli
Francesco Berni
Annibal Caro
Angelo Costanzo
Torquato Tasso
IL SEICENTO
Galileo Galilei
Ciro di Pers
Gabriello Chiabrera
Virginio Cesarini
Fulvio Testi
Salvator Rosa
Vincenzo da Filicaia
Alessandro Guidi
Tommaso Campanella
Claudio Achillini
Alessandro Tassoni
Carlo Maria Maggi
Benedetto Menzini
IL SETTECENTO
Giambattista Casti
Giuseppe Parini
Melchiorre Cesarotti
Aurelio de’ Giorgi Bertola
Luigi Cerretti
Giovanni Fantoni
Ignazio Ciaia
Luigi Lamberti
Vittorio Alfieri
Edoardo Calvo
Diodata Saluzzo Roero
L’ OTTOCENTO
Vincenzo Monti
Ugo Foscolo
Gabriele Rossetti
Giovanni Berchet
Giacomo Leopardi
Alessandro Manzoni
Carlo Porta
Tommaso Grossi
Giovita Scalvini
Niccolò Tommaseo
Giuseppe Giusti
Goffredo Mameli
Aleardo Aleardi
Francesco Dell’ Ongaro
Giovanni Prati
Arnaldo Fusinato
Luigi Mercantini
Ippolito Nievo
Giuseppe Gioacchino Belli
DALL’ OTTOCENTO AL NOVECENTO
Mario Rapisardi
Emilio Praga
Olindo Guerrini
Pompeo Bettini
Felice Cavallotti
Giovanni Camerana
Carlo Dossi
Arrigo Boito
Giosuè Carducci
Domenico Milelli
Giovanni Pascoli
Severino Ferrari
Antonio Ghislanzoni
Ferdinando Fontana
Filippo Turati
Pietro Gori
Sebastiano Satta
Arturo Graf
Giovanni Cena
Edmondo De Amicis
Ada Negri
IL NOVECENTO
Il volume è di pagine 1053













Giocosi Umoristi e Satirici


Il curatore
Giuseppe Cassieri, scrittore, giornalista, autore radiotelevisivo, ha pubblicato saggi, romanzi, testi teatrali tradotti in varie lingue. Tra i suoi libri: Aria cupa (1952), I delfini sulle tombe (1958), Notturno d’albergo (1961), Le caste pareti (1973), L’uomo in cuffia (1982). Collabora a “La stampa”, ”La gazzetta del Mezzogiorno”, ”Il Mattino”, ”Il Gazzettino di Venezia”. Ha vinto molti premi letterari. L’antologia della critica è di Andrea Cedola e Siriana Sgavicchia.

L’opera
Comprende una scelta molto ampia di testi dalle Origini della letteratura italiana fino al Novecento, che, con differenti connotazioni, rientrano nell’orizzonte della comicità. Cassieri, narratore italiano tra i più originali, sceglie, e commenta nell’introduzione, con grande acume critico e giocosa partecipazione, testi di ironia, satira, parodia, umorismo.
Alcuni testi sono stati qui pubblicati integralmente, come “La secchia rapita” di Tassoni, “La Scoperta dell’America” di Pascarella, mentre di altri sono dati degli stralci significativi, anche perché molti autori inclusi in quest’antologia hanno dedicato un intero volume della collana. Nella sezione “La critica” uno spazio considerevole è dedicato all’approfondimento dei problemi di ordine teorico sollevati dagli studiosi italiani e stranieri dell’argomento, e un capitolo altrettanto ampio presenta le testimonianze di eminenti critici intorno alla storia del comico in Italia, in cui spiccano, tra gli altri, i saggi su autori del Novecento. Un libro che permette di considerare la produzione letteraria italiana da un’angolazione inedita e che, proprio in virtù della sua specifica caratterizzazione tematica, diverte e sorprende.

Indice
Introduzione di Giuseppe Cassieri
Bibliografia
La critica
LE ORIGINI E IL DUECENTO:
Rustico Filippi
Cecco Angiolieri
Folgore di San Gimignano
Cenne de la chitarra
IL TRECENTO
Pietro dei Faitinelli
Pieraccio Tedaldi
Antonio Pucci
Giovanni Sercambi
Giovanni Fiorentino
Francesco da Barberino
Cecco D’Ascoli
Giovanni Boccaccia
Bindo Bonichi
Sennuccio del Bene
Franco Sacchetti
IL QUATTROCENTO
Poggio Bracciolini
Burchiello
Masuccio salernitano
Luigi Pulci
Antonio Cammelli
Leonardo Giustinian
Giovanni Sabatino degli Arienti
Lorenzo de’Medici
Leonardo da Vinci
IL CINQUECENTO
Antonio Francesco Grazzini
Tommaso Costo
Teofilo Folengo
Pietro Aretino
Francesco Berni
Matteo Bandello
Girolamo Parabosco
Giovanni Brevio
Giovanni Francesco Straparola
Giovan Battista Pino
Niccolò Granucci
Ludovico Ariosto
Agnolo Firenzuola
Niccolò Macchiavelli
Anton Francesco Doni
Benvenuto Cellini
Antonio Vignali
IL SEICENTO
Traiano Boccalini
Giuseppe Berberi
Giulio Cesare Cortese
Giovan Battista Basile
Giovan Battista Lalli
Francesco Redi
Alessandro Tassoni
IL SETTECENTO
Ferdinando Galliani
Clemente Bondi
Gian Carlo Passeroni
Giuseppe Parini
Domenico Balestrieri
Giovan Battista Casti
Carlo Gozzi
Gasparo Gozzi
Saverio Bettinelli
Giuseppe Barretti
L’OTTOCENTO
Filippo Pananti
Carlo Bini
Antonio Guadagnali
Giacomo Leopardi
Giuseppe Giusi
Carlo Porta
Giuseppe Gioacchino Belli
Edoardo Scarfoglio
Cesare Pascarella
Vittorio Imbriani
Carlo Dossi
IL NOVECENTO
Delio Tessa
Alfredo Panzini
Massimo Bontempelli
Aldo Palazzeschi
Alberto Savinio
Carlo Emilio Gadda
Achille Campanile
Vitaliano Brancati
Tommaso Landolfi
Augusto Frassineti
Luciano Bianciardi
Ennio Flaiano
Cesare Zavattini
Giorgio Manganelli
Italo Calvino
Antonio Pizzuto
Repertorio di autori e opere
Il volume è di pagine 1210











Gli Innovatori

 
Il curatore
Francesco Leonetti, scrittore, teorico, docente di Estetica nell’Accademia di Brera di Milano, ha pubblicato libri di poesia, di narrativa e di critica: La cantica (1959), Conoscenza per errore (1969), Campo di battaglia (1981), Le scritte sconfinate (1994), Il leone e la volpe (con P. Volponi, 1994), Piedi in cerca di cibo (1995). Ha organizzato e diretto alcune riviste: con P. P. Pasolini e R. Roversi “Officina”; con E. Vittorini e I. Calvino il “Menabò n° 7-Gulliver”, con R. Di Marco e G. Scalìa “Che fare”; con N. Balestrini, O Calabrese, M. Corti, U. Eco, A. Porta, P. A. Rovatti, M. Spinella, P. Volponi “Alfabeta”.
Ha collaborato al volume Eleonora Fiorani, docente di Filosofia e Storia nel Conservatorio di Musica di Milano, membro del comitato scientifico della fondazione Geymonat e docente presso l’Istituto Europeo di Design, ha pubblicato libri di epistemologia, ecologia e antropologia.

L’opera
Un libro che indaga il concetto di innovazione in maniera originale e metodologicamente fondata a partire dalle due sezioni introduttive che affrontano l’argomento dal punto di vista filosofico, storico-letterario e artistico e attraverso la singolare antologia di testi, il cui carattere straordinario consiste nell’accostamento di scrittori e filosofi, scienziati, teorici delle arti, matematici, tecnici e storici dell’Italia e della sua letteratura secondo una impostazione interdisciplinare. Esempi o luoghi testuali sono assunti quali campioni dell’avvio di uno stile espressivo o critico, a prescindere da una distinzione tra le discipline intellettuali, e costituiscono sempre una testimonianza linguistica fondamentale rispetto al percorso storico della comunicazione. Si fornisce allora una sorta di “catalogo degli innovatori”, tanto più significativi se urtanti o perseguiti per le idee e le forme: Machiavelli, Vico, Leopardi, De Sanctis, Dossi, Pirandello, Tozzi, Gadda; mentre per la poesia Jacopone e Dante, Ariosto, Belli, Porta, Foscolo, Leopardi, Palazzeschi, per fare solo qualche esempio. E’ evidentemente ampia, poi, la scelta relativa agli innovatori del Novecento, perché si ritiene basilare questo secolo nell’autoriflessione sugli stili e sulla civiltà occidentale, pensiamo a D’Annunzio, Palazzeschi, Marinetti, Montale, Gramsci, Savinio, Croce, De Martino, Pasolini, Della Volpe, Nono.
Una assoluta novità che vede impegnato uno scrittore di grande acume e intelligenza, nonché esperienza nell’ambito della “militanza” letteraria, come Francesco Leonetti, a rileggere la storia della cultura italiana dalla parte del nuovo. Un occasione unica per accostarsi agli scritti letterari, ma anche a quelli artistici in genere e scientifici, per individuarne l’attitudine sperimentativa e l’intenzione innovativa.

Indice
Introduzione I Saggio sul moderno e l’innovazione di Eleonora Fiorani
II Lavoro e base Sociale nell’Italia Rinascimentale e Moderna. Il “nuovo” nella ricerca artistica di Francesco Leonetti
Leonardo Fibonacci
Francesco D’ Assisi
Cielo D’Alcamo
Sordello Accursio
Brunetto Latini
Jacopone Da Todi
Guittone D’Arezzo
Guido Guinizzelli
Guido Cavalcanti
La compiuta donzella
Bonvensin Da La Riva
Marco Polo
Cecco Angiolieri
Dino Compagni
Dante Alighieri
Marsilio Da Padova
Francesco Petrarca
Giovanni Boccaccio
Cola Di Rienzo
Caterina Da Siena
Domenico Di Giovanni Burchiello
Lorenzo Valla
Leon Battista Alberti
Angelo Ambrogini Poliziano
Marsilio Ficino
Luigi Pulci
Matteo Maria Boiardo
Giovanni Pico Della Mirandola
Cristoforo Colombo
Girolamo Savoranola
Leonardo Da Vinci
Michelangelo Buonarroti
Niccolò Machiavelli
Pietro Pamponazzi
Ludovico Ariosto
Teofilo Folengo
Angelo Beolco (Ruzante)
Girolamo Fracastoro
Pietro Aretino
Francesco Guicciardini
Francesco Berni
Giorgio Vasari
Anton Francesco Doni
Benvenuto Cellini
GiovanBattista Della Porta
Andrea Palladio
Veronica Franco
Girolamo Cardano
Torquato Tasso
Giordano Bruno
Bernardino Telesio
Gioseffo Zarlino
Tommaso Campanella
Federigo della Valle Giulio Cesare Croce
Galileo Galilei
Giovan Battista Marino
Giulio Cesare Vanini
Giambattista Basile
Bonanventura Cavalieri
Evangelisti Torricelli
Marcello Malpighi
Francesco Redi
Francesco Fulvio Frugoni
Pietro Metastasio
Giambattista Vico
Carlo Goldoni
Ferdinando Galiani
Cesare Beccaria
Giuseppe Baretti
Lazzaro Spallanzani
Giuseppe Baretti
AlessandroVerri
Alessandro Volta
Cagliostro
Giacomo Casanova
Vittorio Alfieri
Ugo Foscolo
Francesco Lomonaco
Vincenzo Cuoco
Lorenzo Da Ponte
Giuseppe Gioacchino Belli
Carlo Porta
Giacomo Leopardi
Filippo Buonarroti
Alessandro Manzoni
Niccolò Tommaseo
CarloCattaneo
Ippolito Nievo
Carlo Pisacane
Giuseppe Garibaldi
Vincenzo Padula
Carlo Dossi
Francesco De Sanctis
Giovanni Verga
Giovanni Faldella
Giosuè Carducci
Carlo Goldoni
Giovanni Pascoli
NOVECENTO
Gabriele D’Annunzio
Giampiero Lucini
Giovanni Vailati
Sibilla Aleramo
Aldo Palazzeschi
Guido Gozzano
FilippoTommaso Marinetti
Umberto Boccioni
Antonio Sant’ Elia
Clemente Rebora
Dino Campana
Giovanni Boine
Piero Jahier
Maria Montessori
Vilfredo Pareto
Luigi Pirandello
Giuseppe Ungaretti
Federico Tozzi
Giuseppe Peano
Eugenio Montale
Italo Svevo
Vito Volterra
AntonioGramsci
Elio Vittorino
Guglielmo Marconi
Federico Enriques
AlbertoSavinio
Carlo Emilia Gadda
Emilio Villa
Benedetto Croce
Ernesto De Martino
Franco Fortini
Amedeo Bordiga
Enrico Fermi
Gianfranco Fortini
Pier Paolo Pasolini
Antonio Delfini
Galvano Della Volpe
Luigi Nono
Luigi Malerba
Alberto Moravia
Francesco Orlando
Giorgio Manganelli
Ludovico Geymonat
Umberto Eco
Italo Calvino
Attilio Bertolucci
Andrea Zanzotto
Gillo Dorfles
Paolo Volponi
Giulio Carlo Argan
Alberto Arbasino
Maria Corti
“I NOVISSIMI”
Edoardo Sanguineti
Antonio Porta
Elio Pagliarani
Alfredo Giuliani
Nanni Balestrini
Il volume è di pagine 1286









Teoria della Letteratura

 
I curatori
La scelta e l’introduzione sono di Alfonso Berardinelli, critico letterario, poeta e professore di Storia della letteratura italiana contemporanea nell’Università di Venezia. Collabora a numerose riviste e ha pubblicato monografie, antologie, raccolte di saggi, tra cui: Franco Fortini (1973), Il critico senza mestiere. Scritti sulla letteratura d’oggi (1983), L’esteta e il politico. Sulla nuova piccola borghesia (1986).
La cura dei testi, gli apparati biobibliografici e critici del volume e il saggio L’estetica strutturalista, e dopo sono di Stefano Calabrese, professore di Teoria della Letteratura nell’Università di Udine. Ha pubblicato: Gli arabeschi della fiaba. Da Basile ai romantici (1984), Una giornata alferiana. Caricature della rivoluzione francese (1989), Intrecci italiani. Una teoria del romanzo.1750-1900 (1995), Fiaba (1997).

L’opera
La teoria della letteratura è nata da un orientamento metodologico-culturale diffusosi a partire dal dopoguerra con l’imporsi dello Strutturalismo. L’intento che la caratterizza è di oltrepassare i confini nazionali delle singole letterature, procedendo comparativamente a individuare elementi equivalenti con il desiderio di raggiungere una sistematicità scientifica evidenziando nelle opere letterarie il ruolo dominante del linguaggio come oggetto di conoscenza. Ma se la nascita di questo orizzonte di studi è relativamente recente, è però anche vero che in tutte le epoche, e a partire dalle Origini della letteratura italiana, l’attività di riflessione teorica ha sempre accompagnato negli scrittori quella più propriamente creativa. In questo volume si vuole dare conto proprio di questo, antologizzando testi celebri o poco noti di scrittori e critici da Dante a Calvino. La storia della produzione poetica e narrativa viene illuminata, quindi, dalle osservazioni intorno alle forme della costruzione di un testo e della definizione di un linguaggio dalle parole degli stessi autori.
Un libro nuovo che raccoglie in mille pagine i contributi di più di trenta autori e permette di confrontare prospettive di poetica appartenenti a differenti contesti storico-letterari, di comprendere in che modo l’attività artistica sia legata allo sviluppo della politica e della società e in che modo di volta in volta si ponga, per chi scrive, il problema della comunicazione con il pubblico. Da Dante, Petrarca e Boccaccio al Rinascimento; dalle riflessioni di poetica di Tasso fino a Muratori e Vico; dal Romanticismo fino al Verismo di Capuana; e ancora, dalle riflessioni sulla narrativa del Novecento di Pirandello fino a Serra, Debenedetti, Contini, Pasolini e Calvino, la scelta dei testi e degli autori, guidata da uno dei maggiori critici contemporanei, disegna un quadro completo e esaustivo delle correnti della letteratura italiana. Il saggio di Calabrese amplia la prospettiva critica sintetizzando con chiarezza e acume il percorso della critica letteraria italiana e straniera a partire dall’”estetica” dello Strutturalismo, fino ai giorni nostri.

Indice
Introduzione di Alfonso Berardinelli
L’ estetica strutturalista, e dopo di Stefano Calabrese
Bibliografia
Dante Alighieri: da Il Convivio
Francesco Petrarca: da Secretum
Giovanni Boccaccio: da Genealogia deorum gentilium
Cristoforo Landino De vita activa et contemplativa
Giovanni Pico della Mirandola: Ioannes Picus Mirandulanus Hermolao Barbaro suo s
Ermolao Barbaro: Hermolaus Barbarus Ioanni Pico Mirandulano
Angelo Poliziano: Oratio super Fabio et Statii “Sylvis”
Pietro Bembo: da Prose della volgar lingua
Torquato Tasso: da Discorsi del poema eroico
Francesco Patrizi: da Della poetica
Emanuele Tesauro: da Il cannocchiale aristotelico
Pietro Sforza Pallavicino: da Del bene
Gianvincenzo Gravina: da Della ragion poetica
Ludovico Antonio Muratori: da Della perfetta poesia italiana
Giambattista Vico: da Principi di scienza nuova
Cesare Beccarla: da Ricerche intorno alla natura dello stile
Vittorio Alfieri: da Del Principe e delle lettere
Ermes Visconti: da Idee elementari sulla poesia romantica
Giacomo Leopardi: da Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica
Alessandro Manzoni: da Materiali estetici
Carlo Tenca: da Delle condizioni dell’odierna letteratura in Italia
Francesco De Sanctis: La rettorica, La lirica, Il genere narrativo
Luigi Capuana: Idealismo e cosmopolitismo, La crisi del romanzo
Giovanni Pascoli: da Il Fanciullino
Benedetto Croce: Aesthetica in nuce
Luigi Pirandello: Arte e scienza, Soggettivismo e oggettivismo nell’arte narrativa, L’arte e coscienza d’oggi
Renato Serra: da Esame di coscienza di un letterato
Giacomo Debenedetti: Personaggi e destino, Commemorazione provvisoria del personaggio-uomo
Gianfranco Contini: Preliminari sulla lingua del Petrarca, Espressionismo letterario
Pier Paolo Pasolini: La confusione degli stili, La libertà stilistica
Italo Calvino: Leggerezza, L’esattezza
Il volume è di pagine 1108







Proverbi Italiani


Il curatore
Luigi Malerba, narratore, sceneggiatore, regista e autore di radiodrammi. Ha fatto parte del Gruppo ’63. Tra le sue opere narrative: i racconti La scoperta dell’alfabeto (1963), e i romanzi Il serpente (1966), Salto mortale (1968), Il pataffio (1978), Diario di un sognatore (1981), Il pianeta azzurro (1986). In Le parole abbandonate (1977) ha riunito saggi sul mondo contadino emiliano. E’ autore di narrativa per ragazzi e collabora alle riviste “Nuovi argomenti” e “Alfabeta”. Ha vinto numerosi premi letterari: Viareggio, Campiello, Mondello, Palmi.
Gli apparati del volume sono di Giovanna Bonardi.

L’opera
Un volume che raccoglie, attraverso i proverbi delle varie regioni italiane, i documenti della saggezza popolare dall’antichità fino ai giorni nostri.La novità. Tramandati per via orale, ma anche contenuti in almanacchi, oroscopi, calendari e in molti altri testi della cultura popolare, sempre rigorosamente anonimi, i proverbi italiani, riuniti in un unico grande volume, offrono ai lettori la possibilità di seguire un affascinante percorso nel tempo e nello spazio per scoprire in che modo i detti degli antichi si sono di volta in volta arricchiti e moltiplicati assumendo differenti sfumature in relazione ai diversi contesti storico-sociali e geografici e anche all’estro creativo dei singoli parlanti.
Oltre ai proverbi italiani di tutte le regioni, sono stati inseriti nell’antologia i “Proverbi figurati”, uno straordinario libro nel libro, e il “Dialugus Salomonis et Marcolphi”. Le accurate note ai testi chiariscono le difficoltà di lettura e riportano anche traduzioni dai vari dialetti. La vasta bibliografia, frutto di una recensio effettuata presso le grandi biblioteche italiane, ma anche presso piccoli e dimenticati archivi di paese, costituisce una sorta di repertorio delle fonti e fornisce un orientamento e una guida a chi abbia interesse alla conoscenza e alla conservazione di un settore prezioso della nostra cultura popolare. L’introduzione, firmata da uno dei più brillanti narratori italiani del dopoguerra, è il fiore all’occhiello del volume, perché oltre a fornire interessanti approfondimenti intorno al tema della letteratura popolare dei proverbi, indugia con sapienza di affabulazione su aneddoti e sorprendenti curiosità che riattivano l’interesse di chi legge nei confronti di materiali della nostra storia talvolta dimenticati.

Indice
Introduzione di Luigi Malerba
Bibliografia
Dialugus Salomonis et Marcolphi
Proverbi figurati
Proverbi abruzzesi e del Molise
Proverbi bolognesi
Proverbi calabresi
Proverbi friulani
Proverbi genovesi
Proverbi marchigiani
Proverbi milanesi
Proverbi napoletani
Proverbi piemontesi
Proverbi pugliesi
Proverbi romagnoli
Proverbi romaneschi
Proverbi sardi
Proverbi siciliani
Proverbi toscani
Proverbi trentini
Proverbi umbri.
Proverbi veneti
Il volume è di pagine 886










Il Novecento (Poesia, Prosa, Teatro)






La Narrativa del Novecento






La Critica Militante






Pensatori del Novecento






I Polemisti






I Viaggiatori dell'Otto e Novecento






Gli Storici dell’Ottocento






Niccolò Tommaseo






La Narrativa dell’Ottocento






Giovanni Verga






Dagli Scapigliati ai Crepuscolari






I Libretti d’Opera






Carlo Porta






Il Romanticismo






Poeti neoclassici dell’Ottocento






Il Risorgimento






L’Epica Classica Tradotta






Il Saggio






La Letteratura Proibita






Ferdinando Galiani






Carlo Gozzi






Dall’Arcadia al Parini






Il Cosmopolitismo del Settecento






La Letteratura Popolare






Manieristi e Irregolari






Prosatori e narratori Barocchi






La Controriforma






Il Futurismo e le altre Avanguardie






"Uno sguardo all’indietro verso quanto è stato scritto e pensato dagli italiani nel millennio che si è concluso, ci aiuta a comprendere meglio chi siamo stati e magari a gestire meglio il futuro"
Walter Pedullà
Il Direttore della Collana
Walter Pedullà
Walter Pedullà insegna dal 1958 Letteratura italiana Moderna e Contemporanea all’Università "La Sapienza" di Roma. Critico letterario del "Avanti!" dal 1959 al 1993, collabora attualmente a "Il Messaggero" di Roma. È stato direttore editoriale della Casa Editrice Lerici. Dirige due riviste "Il Caffè illustrato" e "L’Illuminista". Ha diretto (con Nino Borsellino) la Storia generale della Letteratura Italiana, in dodici volumi, edita da Federico Motta. È stato Presidente della Rai e del Teatro Stabile di Roma. Opere (monografie o raccolte di saggi e articoli edite da Bulzoni, Marsilio, Rusconi, Bompiani, Rizzoli e Mondadori): tra le altre, La letteratura del benessere, La rivoluzione della letteratura, Il morbo di Basedow ovvero dell’avanguardia, L’estrema funzione, alberto Savinio, Miti, funzioni e buone maniere di fine millennio, Il ritorno dell’uomo di fumo, Lo schiaffo di Svevo, Le caramelle di Musil, La letteratura italiana del Novecento, Carlo Emilio Gadda, La narrativa italiana contemporanea, Le armi del comico. È il direttore della Collana "Cento libri per mille anni", per la quale cura i volumi Svevo, Il Futurismo, La narrativa del ‘900 e (con Elio Pagliarani) Poesia, prosa e teatro del ‘900.

Il Comitato Scientifico
Attilio Bertolucci
Poeta, saggista
Nino Borsellino
Storico della Letteratura Italiana e Professore ordinario di Storia della Critica Letteraria all’Università "La Sapienza" di Roma
Giovanni Macchia
Saggista, storico della Letteratura Francese e Italiana, Accademico dei Lincei e Professore Emerito all’Università "La Sapienza" di Roma
Luigi Malerba
Narratore, saggista
Aurelio Roncaglia
Accademico dei Lincei e Professore Emerito di Filologia Romanza all’Università "La Sapienza" di Roma
Rosario Villari
Professore ordinario di Storia Moderna all’Università "La Sapienza" di Roma e Accademico dei Lincei

I Curatori
Luigi Ambrosoli
Annamaria Andreoli
Franca Angelini
Alberto Arbasino
Renato Barilli
Nicola Badaloni
Nanni Balestrini
Giorgio Bàrberi Squarotti
Gianluigi Beccaria
Alfonso Berardinelli
Carlo Bernardini
Attilio Bertolucci
Alberto Bevilacqua
Corrado Bologna
Giuseppe Bonaviri
Nino Borsellino
Gesualdo Bufalino
Luca Canali
Roberto Cardini
Giuseppe Cassieri
Valerio Castronovo
Ermanno Cavazzoni
Gianni Celati
Vincenzo Cerami
Michele Ciliberto
Furio Colombo
Vincenzo Consolo
Franco Cordelli
Raffaele Crovi
Maurizio Cucchi
Milo De Angelis
Daniele Del Giudice
Cesare De Michelis
Furio Diaz
Germana Ernst
Pino Fasano
Giulio Ferroni
Franco Ferrucci
Eleonora Fiorani
Giovanni Giudici
Alfredo Giuliani
Giuliano Gramigna
Marziano Guglielminetti
Mario Lavagetto
Francesco Leonetti
Mario Lunetta
Mario Luzi
Luigi Malerba
Giorgio Manacorda
Dacia Maraini
Michele Mari
Giacomo Marramao
Luciana Martinelli
Alberto Merola
Renato Minore
Cesare Molinari
Lorenzo Mondo
Mauro Moretti
Carlo Muscetta
Raffaele Nigro
Salvatore Silvano Nigro
Carlo Ossola
Elio Pagliarani
Gabriella Palli Baroni
Giorgio Patrizi
Walter Pedullà
Mario Perniola
Marzio Pieri
Michele Prisco
Giuseppe Pontiggia
Giuliano Procacci
Adriano Prosperi
Amedeo Quondam
Giovanni Raboni
Silvio Ramat
Jacqueline Risset
Aurelio Roncaglia
Aldo Rosselli
Renzo Rosso
Luigi Enrico Rossi
Paolo Rossi
Roberto Roversi
Giampaolo Rugarli
Edoardo Sanguineti
Giuseppe E. Sansone
Francesca Sanvitale
Maurizio Scaparro
Giorgio Straniero
Saverio Strati
Achille Tartaro
Franco Tateo
Ferdinando Taviani
Marcello Teodonio
Fulvio Tessitore
Ferruccio Ulivi
Gianni Vattimo
Sebastiano Vassalli
Lucio Villari
Rosario Villari
Corrado Vivanti





Sono usciti 95 volumi della collana di classici italiani Cento libri per Mille anni da me diretta per l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. L’iniziativa è stata avviata nel 1995 sulla base di un mio progetto volto a raccogliere, in cento volumi di grande formato, il meglio della letteratura italiana dalle Origini ai giorni nostri. Hanno attivamente collaborato a disegnare i connotati fondamentali della collana, in qualità di membri del suo Comitato Scientifico, alcuni studiosi che si sono meritati unanimemente con la loro prestigiosa attività scientifica il ruolo di protagonisti della cultura contemporanea: da Attilio Bertolucci a Luigi Malerba, da Giovanni Macchia a Rosario Villari, da Nino Borsellino ad Aurelio Roncaglia. Insieme a loro ho selezionato i cento temi cui intitolare i volumi. Oltre a circa quaranta scrittori (i cosiddetti maggiori) cui dedicare un intero volume, sono stati scelti i raggruppamenti entro i quali far convivere autori affini, senza sacrificare le loro peculiarità individuali. Una sessantina di volumi sono quindi antologie tematiche o costellazioni di scrittori che hanno operato dentro un genere letterario in un secolo determinato (per esempio, Prosatori e narratori barocchi) o magari nel millennio (per esempio, La prosa scientifica).Comunque, i volumi, che naturalmente funzionano benissimo isolatamente, non perdono mai il collegamento, magari latente ma robusto, con il resto della collana. Che è un organismo articolato ma unitario cui è stato dato il mandato di ricordare sempre il progetto culturale innovativo dal quale essa è nata. Dal suo complesso deve venir fuori un panorama della letteratura italiana sostanzialmente diverso da quello sinora disegnato dalle altre collezioni di classici.
Una collana "unica" (nessuna è uguale) piena di volumi "unici" (solo i titoli possono ricordare altri). Nessun altro libro in circolazione può essere infatti identificato con uno dei "Cento Libri". La cura dei singoli volumi è stata poi affidata a cento fra i migliori poeti, narratori, saggisti d’oggi (quasi sempre anche illustri docenti universitari), che sono stati incaricati di scegliere "il meglio" di un autore o di un tema.
La loro storia intellettuale è una garanzia da ogni punto di vista. I curatori, che compiono la selezione e la motivano in un lungo saggio introduttivo, sono spesso i massimi esperti di un argomento o di uno scrittore proposto con opere intere o con capitoli che illuminano in modo essenziale la loro fisionomia artistica. Altrettanti giovani studiosi assicurano ampie biografie, esaustive bibliografie, imponenti antologie della critica, dense premesse e puntuali note ai testi, di cui viene usata la più recente edizione critica, quando non è possibile per ragioni di tempo approntare una nuova edizione. Il titolo della collana è limitativo quando propone "cento libri". In realtà i libri che per intero sono in essa raccolti sono più di cinquecento. E sono più di mille gli autori e i testi presenti con componimenti brevi e con capitoli di un’opera. La collana è quindi sostanzialmente da sola una ricchissima biblioteca della letteratura italiana. Ci sono tutti i libri da cui non può prescindere chi vuole conoscere la poesia, la narrativa, il teatro, la saggistica, la storiografia, la filosofia, il pensiero politico degli italiani, nonché i cosiddetti generi minori: dalla memorialistica alla favola, dalla critica militante alla letteratura di viaggio, dalla prosa scientifica agli scrittori d’arte, dall’oratoria religiosa ai proverbi, dai libretti d’opera all’epistolografia.
Prof. Walter Pedullà








Le Caratteristiche dell’Opera
L’Opera Cento Libri per Mille Anni è composta da 100 volumi [più uno di indici] di grande formato: 21 x 29 cm.
La foliazione è di circa 1000 pagine a volume; le pagine sono stampate su speciale carta Navona delle Cartiere Miliani Fabriano che, per quanto riguarda la conservazione, è garantita inalterabile per 200 anni. La veste editoriale è di grande pregio: volumi con dorso tondo, segnalibro in seta e impressioni in oro zecchino e pastello sul piano e sul dorso.
Nell’intera Collana sono riunite più di 500 opere di titolo diverso. Il volume 101 contiene minuziosi indici, dettagliate istruzioni per una più facile consultazione dei volumi, nonché ritratti degli autori presenti nella collana.

L’impostazione dei volumi
Volumi dedicati ai singoli autori:
Introduzione del curatore
Cronologia della vita e delle opere dell’autore
Profilo biografico dell’autore
Bibliografia delle opere e della critica
Storia e/o antologia della critica
Schede introduttive alle singole opere antologizzate
Opere antologizzate con note

Volumi tematici o di genere:
Introduzione del curatore
Storia della critica
Bibliografia essenziale
Schede introduttive sui singoli autori e sui singoli
testi antologizzati
Opere antologizzate con note

Piano dell'opera