EDITALIA - Gruppo Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato

Sei in: Home > Catalogo > Grandi Opere

Grandi Opere

Storia del Mezzogiorno

indietro




Volume I
Volume I ( due Tomi): Il Mezzogiorno Antico


VOLUME I: IL MEZZOGIORNO ANTICO

Il primo volume dell’opera, in due tomi, tratta del Mezzogiorno Antico (non soltanto Greco e Romano) attraverso quindici importanti saggi monografici che, scandagliando la materia nei suoi diversi aspetti e illuminandola da differenti angolazioni, si rivelano essere profondamente accomunati da una stessa impostazione storiografica di fondo. Questa impostazione è animata da un’idea del Mezzogiorno inteso come “ pluralità di soggetti e di svolgimenti”, dato che, come scrive nella prefazione introduttiva all’opera il prof. G. Galasso, nel «Mezzogiorno – come, del resto accade in ogni mondo storico, quando se ne sa leggere e se ne sa sentire la vicenda con la necessaria densità intellettuale e tensione morale – sono sempre vissuti e convissuti molti Mezzogiorno: così nel senso etnico e culturale come nel senso sociale, economico, istituzionale, etc.».
Ad aprire il primo tomo è uno studio di S. Monti sulla genesi e sull’evoluzione storica del paesaggio geografico del Mezzogiorno che tiene conto delle occupazioni del territorio e dei fattori accidentali di carattere fisico (in particolare dei terremoti); e, a questo proposito, il lettore potrà trovare in nota una cronologia sismica dell’Italia Meridionale dall’anno 63 a.C. al 1980.
Il secondo saggio è curato da Claude Albore Livadie, e tratta della preistoria e della protostoria con una approfondita disamina delle culture e delle manifestazioni dell’arte del periodo che va dal Paleolitico all’Età dei Metalli, fino agli inizi dell’Età del Ferro e allo sviluppo delle comunità guerriere.
Il terzo saggio, uno dei cardini del volume, scritto da G. Vallet, contiene un’analisi degli aspetti storici e culturali della Magna Grecia; inizia con una approfondita introduzione storiografica e prosegue con riflessioni sulla vita politica e sociale delle poleis, e quindi la trattazione degli avvenimenti dalla fine del V secolo a.C. alla conquista romana.
A. Mele continua il racconto della Storia del Mezzogiorno, nel quarto saggio, con la descrizione delle popolazioni italiche (gli Japigi, i Messapi, i Lucani…) che prima si scontrarono e poi convissero con i colonizzatori Greci e Latini.
E. Greco si occupa poi, nel quinto saggio, degli albori della colonizzazione analizzati dal punto di vista urbanistico, topografico e architettonico con un’analisi delle profonde trasformazioni intercorse a partire dal V secolo. a.C.
Uno studio di A. Pontrandolfo è dedicato alle consuetudini della vita quotidiana, attraverso l’analisi della produzione artigianale artistica della Magna Grecia, delle tipologie dei manufatti in relazione ai luoghi della loro produzione.
A. Stazio e M. Taliercio Mensitieri trattano invece dell’esperienza monetaria nel Mezzogiorno d’Italia, soffermandosi sulle nuove dimensioni che la moneta antica acquista con il nascere e l’affermarsi dell’uso di nuovi materiali per il conio.
Ai culti delle colonie greche sono dedicati due saggi, rispettivamente, di G. Maddoli, e di G. Camassa. Il primo, sugli aspetti tradizionali e quelli originali della religione ellenica in Italia meridionale, ne esamina i culti nelle loro articolazioni; il secondo, analizza i culti all’interno dei contesti delle singole poleis italiote, da Cuma a Neapolis, da Locri a Crotone, da Metaponto a Taranto.
All’interno del secondo tomo troviamo, invece, studi dedicati alla storia del Mezzogiorno dall’età romana al Medioevo. Nel primo di questi studi, l’autore G. Camodeca si sofferma sulla colonizzazione romana dal II secolo a.C. all’Età Imperiale descrivendo le varie colonie di questo periodo e i rapporti con le città di origine.
Nel secondo saggio, A. Garzya affronta la storia della Letteratura e delle lingue del Mezzogiorno d’Italia. Delle espressioni letterarie in Età arcaica, in Età Classica e in Età ellenistica e romano-repubblicana, descrive le varie tipologie formali e le diverse destinazioni. Il terzo saggio, di G. Casertano, si occupa del pensiero e delle scuole filosofiche della Magna Grecia, con un’attenzione particolare alla politica e alla scienza anche medica e musicale nei primi pitagorici. A questo proposito, per ciò che concerne la riflessione matematica, sono mostrate al lettore le difficoltà del senso comune alla luce della logica matematica stessa.
Prosegue un’esauriente trattazione, a cura di F. Starace, sull’ambiente geografico e agricolo dai latini a Ruggero di Altavilla (1130- 1154), con uno sguardo alla società monastica di San Benedetto e Cassiodoro.
Tutto il quinto saggio è dedicato invece alle origini del Cristianesimo nell’Italia meridionale. L’autore, G. Otranto, si muove nella sua analisi dagli aspetti dell’epoca precostantiniana, e delle vicende successive, ai processi e ai fenomeni quali la riforma territoriale diocesana ed il Cristianesimo rurale.
Il volume termina con una trattazione di P. Corsi sulle relazioni tra Roma e Bisanzio, focalizzando, tra l’altro, la sua attenzione sulla riorganizzazione amministrativa dell’Italia meridionale e sulle invasioni barbariche. L’autore continua con un interessante excursus storico dalla caduta dell’impero d’Occidente al regno di Teodorico, fino alla crisi dello stesso.

Ciascun saggio è completato da un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative, efficace strumento per ulteriori approfondimenti sui singoli argomenti trattati nel volume.
Il volume, infine, è impreziosito da 130 illustrazioni a colori e in bianco e nero, di alta qualità artistica, distribuite in nove sezioni su singole tematiche, fuori testo. Per indicarne solo alcune: la Magna Grecia, il ritratto romano dipinto, le vie della transumanza, la monetazione.








Volume II
Volume II (due Tomi): Il Medioevo

VOLUME II: IL MEDIOEVO

Il secondo volume dell’opera è dedicato alla Storia del Mezzogiorno nel Medioevo e traccia la vicenda delle singole entità politiche che operarono tra la fine dell’Impero Romano d’occidente e l’instaurazione della monarchia normanna.
Geograficamente, dalle terre del confine settentrionale (Abruzzo e Molise) si giunge fino ai territori Bizantini e poi Longobardi.
È suddiviso in due tomi e la trattazione dell’argomento è articolata in 11 saggi. Il primo tomo si apre con uno studio introduttivo, curato da A.
Clementi, in cui è affrontato approfonditamente il tema delle terre del confine settentrionale.
La trattazione storica prosegue poi con uno studio di S. Gasparri sulla storia dello stato longobardo di Benevento, ducato prima e principato poi, che nella sua fase più antica si può dire rappresenti la storia dell’intera Longobardia Meridionale, o Longobardia Minor.
I.di Resta, nel saggio che segue, “racconta” le vicende del Principato di Capua longobarda nell’evoluzione che essa conobbe da Contea a Principato. Nel quarto studio, è il Ducato di Gaeta a costituire oggetto d’attenzione.
Con esso il lettore è introdotto alla conoscenza dei processi storici complessi che hanno portato alla trasformazione della città campana da Castrum a Civitas, e poi da Ducato a costellazione di Signorie. Al Principato di Salerno è dedicato il quinto saggio, a cura, come il precedente, di P. Delogu, interessante, tra l’altro, per conoscere in che modo si sia verificato l’emergere di Salerno nelle contese dell’aristocrazia beneventana. Mentre gli studi sul Ducato di Amalfi e sul Ducato di Sorrento, di cui si occupa G. Sangermano, portano il lettore a scoprire le vicende storiche che hanno avuto corso nella splendida cornice della costiera campana.
Un’esaustiva trattazione riceve, a conclusione del primo tomo, la storia del Ducato di Napoli, approfondita da C. Russo Mailler, dove il lettore può trovare temi e costanti per la lettura della storia di Napoli in epoca ducale, e non solo, giacché questo centro del Meridione verrà nel corso del tempo ad assumere una posizione sempre più influente per i destini del Mezzogiorno e nell’intero quadro della Penisola.
Il secondo tomo s’apre con un ampio studio di F. Burgarella dedicato agli avvenimenti storici delle terre restate fuori dalla trattazione precedente, appunto in quanto terre del Meridione d’Italia appartenenti al dominio bizantino: la Calabria, la Basilicata e la Puglia. In questo senso, esso segue attentamente le vicende di questa amministrazione territoriale, dalle origini all’apogeo, fino alla crisi e alla fine dovuta alla conquista normanna, soffermandosi sull’influenza dell’Oriente nella vita del Meridione in questa fase storica. Nel secondo saggio, G. Tabacco si cura di spiegare nitidamente la posizione assunta dal Mezzogiorno nel quadro politico europeo e mediterraneo (davanti ai Franchi e all’Islam), nei secoli VI-XII, giungendo ad affrontare la vicenda del Regno normanno nello sviluppo, discorde, della Cristianità.
A questo studio fa eco il testo successivo, di E. Cuozzo, totalmente incentrato sulle vicende del Regno normanno-svevo, che l’autore segue, in un articolato excursus storico, dall’insediamento dei normanni nelle terre del Mezzogiorno alla costituzione del regno, al Regnum Siciliae – dai Normanni agli Svevi –, alla straordinaria vicenda del regno di Federico II di cui segue tutto il complesso conformarsi, in una trattazione che, come in tutti i diversi saggi che formano il volume, trascolora in modo sempre piacevole dal racconto degli aspetti militareschi a quello degli aspetti giuridici, o socio-economici, il che costituisce uno dei pregi considerevoli della fattura del volume.

Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative completa ciascun saggio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera.
Utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è infine arricchito da 48 tavole a colori grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo.
Esse sono contenute in inserti a tema, fuori testo, e accompagnate da schede esplicative. Per indicare soltanto alcuni temi: il Codex Purpureus Rossanensis e la pavimentazione della Cattedrale d’Otranto.









Volume III
Volume III: Alto Medioevo

VOLUME III: ALTO MEDIOEVO

Il terzo volume dell’opera prosegue la tematica del precedente, vale a dire racconta la storia del Mezzogiorno in età medievale, ma non più nel quadro storico istituzionale, bensì nella frammentazione di singoli aspetti e problemi che vengono indagati nella molteplicità delle condizioni provinciali: è il volume in cui si affronta lo scontro e la coesistenza tra la società cristiana e il mondo islamico.
Il primo saggio di A. Bausani, sottolineando l’aspetto dell’unitarietà grandiosa della cultura medievale, nostra ed arabo-islamica, ha come suo argomento l’enorme influenza delle idee scientifiche cosiddette “arabe” sui territori dominati dall’Islam e sulla Sicilia in particolare, passando in rassegna le innovative idee filosofiche, mediche, matematiche ed astronomiche apportate dalla civiltà araba.
Nel secondo saggio S. Palmieri continua il discorso illustrando i contrasti e le fusioni tra le diverse componenti etniche conviventi o avvicendatesi nell’area, dato che, com’è noto, la storia meridionale è segnata da innumerevoli cesure costituite dalla continua invasione di nuovi gruppi razziali. Una particolare attenzione dello storico è dedicata al caso, paradigmatico all’interno dell’analisi delle vicende dell’integrazione tra i diversi popoli di quest’area, della comunità ebraica.
Il terzo studio, a cura di G. Vitolo, si addentra in un’analisi accurata delle strutture ecclesiastiche e delle vita religiosa, scrutate dall’interno con dovizia documentaria, tratteggiandone la vicenda dalla crisi dell’organizzazione di quelle tardo-antiche (seguendo la loro trasformazione in rapporto ai fenomeni della cristianizzazione delle campagne e della privatizzazione delle chiese), fino alla riorganizzazione ecclesiastica nell’età della Riforma cluniacense. Molto interessanti, all’interno di questo saggio, sono le pagine dedicate al ruolo dei monasteri e alla Riforma avvenuta a seguito dell’elaborazione di nuove forme di osservanza monastica.
M. T. Guerra Medici, nell’ambito di uno studio incentrato sul diritto e sulle strutture sociali, affronta in maniera ampia ed esaustiva le questioni del diritto di famiglia, finemente spiegando le ragioni per cui quest’ultima sia divenuta l’elemento portante e caratterizzante della società medievale, specialmente alto medievale. Dopodiché, si diffonde su alcune problematiche relative ai contratti agrari e all’organizzazione delle proprietà fondiarie.
Nel penultimo saggio del volume, L. Bussi tratta delle “terre comuni” e degli “usi civici”, ovvero del legittimo godimento dei beni di un territorio da parte di persone che sul medesimo territorio non possono vantare un diritto di proprietà individuale, così come tali istituti si sono andati via via trasformando dalle origini all’Alto Medioevo.
Nell’ultimo saggio, infine, J. M. Martin approfondisce il tema del rapporto tra città e insediamenti rurali, dal secolo VII al XIII. In esso, all’interno di una prospettiva generale di studio dei caratteri principali dell’evoluzione economica complessiva del Mezzogiorno, il lettore può trovare singole trattazioni dedicate al commercio, al ruolo economico della moneta, alla sua circolazione, all’evoluzione dei settori produttivi e alla storia della “città” meridionale.

Ciascun saggio è corredato da un apparato di note bibliografiche ed esplicative.
Infine, fuori testo, il volume presenta tre preziosi inserti iconografici su singole tematiche, con 43 illustrazioni a colori e in bianco e nero d’alta qualità artistica accompagnate da schede esplicative. Ricorderemo tra di esse le splendide inquadrature dei castelli di Puglia e Basilicata del tempo di Federico II.







Volume IV
Volume IV (due Tomi): Il Regno dagli Angioini ai Borboni

VOLUME IV: IL REGNO DAGLI ANGIOINI AI BORBONI

Il quarto volume, in due tomi, può dirsi uno dei cardini dell’intera opera, e quindi, non a caso, è stato stampato, a suo tempo, per primo. Tratta la Storia del Mezzogiorno da quando il territorio diventa Regno unitario, passa attraverso i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi, la Spagna e l’Austria, fino ad approdare alla monarchia autonoma di Carlo di Borbone. La trattazione si estende fino alla caduta del Regno, nel 1860, e all’unificazione Italiana.
Al regno Angioino è dedicata la prima delle ampie e articolate trattazioni contenute nel volume, uno studio di G. Vitolo che prende le mosse dalla vicenda di Carlo I e di Giovanna I, in un periodo in cui si maturano eventi ben noti come la parabola storica di Corradino di Svevia, nonché di grande importanza col loro riflesso sull’economia, come la guerra del Vespro; per passare poi a descrivere singoli aspetti della situazione politica e socio-culturale del tempo puntando lo sguardo sulle istituzioni principali, tra cui vogliamo ricordare una disamina delle universitas con la sottolineatura del processo che porta allo sviluppo delle autonomie cittadine. Per questa via l’autore giunge ad un punto centrale dell’opera, vale a dire alla descrizione di Napoli capitale del Regno, svolta tra l’altro, mediante lo studio del mercato e della produzione artistico-culturale che in tale città si sviluppò. Da qui prosegue parlando dell’organizzazione dello stato col suo efficiente apparato burocratico, ma anche dei rapporti complessi che intercorsero tra il Regno e il Papato. Giungendo a trattare del Mezzogiorno nel XIV secolo, prende a descrivere gli accadimenti più drammatici che interessarono l’area: l’epidemia, le rivolte contadine, il fenomeno del brigantaggio. Infine, dedica un approfondimento ai fattori che contribuirono a decretare la fine del mito del Regno.
M. Del Treppo, in un saggio non meno approfondito, si preoccupa di “raccontare” le vicende del Regno Aragonese, studiandone la posizione nel quadro politico e mercantile dell’area mediterranea, e soffermandosi in particolar modo su Napoli, e su diversi altri aspetti, quali il riformismo aragonese, la stessa struttura politico-finanziaria del Regno, e la vita economica che vi ebbe corso.
Nel terzo saggio monografico, A. Musi introduce il lettore alla conoscenza del Viceregno Spagnolo, con una approfondita disamina degli avvenimenti e dei processi che caratterizzarono questo periodo fino alla rivolta del 1647-48. A seguire, è il saggio, curato da A. Placanica, che ha per oggetto lo studio del Regno nella sua nuova fase storica: dalla posizione politica sullo scenario europeo contemporaneo ai fatti e aspetti della vita interna. Ai fatti del Regno nell’età che va dal 1734 al 1799 (cioè al ritorno nel Mezzogiorno degli Spagnoli) è dedicato un’accurato studio da parte di E. Chiosi, che tra i molteplici argomenti affronta il protrarsi e insieme mutarsi dei conflitti sociali, la fondazione di una nuova monarchia tra questioni di politica mercantilistica e di equilibri tra stato e Chiesa, e la cosiddetta “svolta patriottica”, per giungere all’età di Ferdinando ed al riformismo, fino alla sconfitta del riformismo stesso, e all’avvento della rivoluzione. Quanto storicamente segue è oggetto dello studio di A. M. Rao: la Repubblica Napoletana del 1799, attraverso l’analisi dell’attività anche legislativa del suo governo e le difficoltà da questo incontrate; l’analisi dei rapporti con la Francia, e, infine della vicenda complessiva (tra mito e realtà) del giacobinismo meridionale. La stessa autrice, nel saggio successivo, presenta i fatti relativi alla prima restaurazione borbonica.
Soffermandosi, tra l’altro, sui rapporti tra questa monarchia e l’istituzione ecclesiastica, l’autrice arriva fino al momento della nuova fuga dei Borboni cui farà seguito l’instaurazione nel Mezzogiorno dei francesi.
Su questo argomento storico, il “decennio francese”, si diffonde P. Villani, descrivendo del nuovo regime che si è instaurato l’impianto governativo, il nuovo assetto dell’amministrazione civile, finanziaria e giudiziaria, nonché la politica fiscale. Egli presenta poi, nei capitoli finali, la drammatica vicenda di G. Murat, dagli esordi della sua attività politica al complicarsi dei rapporti con Napoleone e al conseguente distacco da esso, fino alla sua conclusione tragica.
Il secondo tomo è completato dal saggio di A. Scirocco che, prendendo le mosse dalla seconda restaurazione, affronta la storia del Regno fino alla sua fine, poi i fatti accaduti nel Mezzogiorno dall’elezione di Pio IX all’inizio del ’48 (anno della prima guerra nazionale), quindi la repressione dei moti rivoluzionari nel periodo della reazione, e, infine, il breve regno di Francesco II.
Esaurienti apparati di note bibliografiche ed esplicative accompagnano le singole trattazioni, facilitando l’approfondimento personale sui singoli argomenti.
Con 99 illustrazioni a colori d’alta qualità artistica, distribuite in cinque inserti fuori testo su singole tematiche, tra i quali ricorderemo quelli dedicati agli Ex Voto, alle “vedute” pittoriche dei porti del Regno, ai Costumi tradizionali delle sue Province. Gli inserti sono accompagnati da altrettante schede esplicative.

In allegato al volume stesso, un pregevole inserto: le carte del Regno. Dodici riproduzioni a colori di altrettante cartine geografiche, una per ciascuna delle dodici Province del Regno di Napoli, provenienti da un volumetto conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. Un documento prezioso per la conoscenza geografica del Mezzogiorno alla fine del Cinquecento.






Volume V
Volume V: Napoli Capitale e le Province

VOLUME V: NAPOLI CAPITALE E LE PROVINCE

Il quinto volume dell’opera dedica monografie d’ampio respiro alla capitale del Regno, Napoli, e alla Provincia di Terra di Lavoro; quindi, al Principato Citeriore ed al Principato Ulteriore, ossia alle due parti in cui dai tempi di Carlo d’Angiò si trovava ripartita amministrativamente la più grande provincia, chiamata Principato tout court.
Appunto di Napoli ci parla G. D’Agostino nel primo saggio. La Napoli angioina e aragonese, dai difficili esordi al complesso sviluppo, tra il 1266 ed il 1522; la Napoli nel Viceregno tra cinque e seicento, dagli spagnoli agli austriaci; infine, la Napoli capitale borbonica, dal 1734 al fatidico 1860, illustrata nel suo perdurare tra miti e realtà, colta nei momenti e negli aspetti più significativi di questo periodo (tra cui gli avvenimenti della rivoluzione del 1799), raccontata seguendo i processi che investirono l’intera sua società: processi sia politico-economici che culturali (come lo svilupparsi del dibattito illuminista sulla città), i quali, nel loro insieme, contribuirono a determinare quel profilo di città-capitale borbonica che fu assolutamente “unico” particolarmente nella prima metà dell’ottocento.
Alla complessa realtà socio-economica di Terra di Lavoro, osservata fino all’epoca risorgimentale, è dedicato il saggio di A. Lepre. In esso, l’autore si diffonde in una descrizione e in un esame dei caratteri del territorio e degli insediamenti, dei rapporti tra proprietari terrieri e contadini, del ruolo della Chiesa, della realtà sociale, e delle istituzioni (le città e i villaggi, le università, i mercati). Ancora, un particolare sguardo egli dedica alla vita quotidiana e alle strutture demografiche della Provincia in questione. La crisi dovuta alla rivolta anti-spagnola ed il tragico evento della peste del 1656 sono tra i fatti di gran rilievo su cui l’autore ferma in seguito la sua attenzione, per esaminare poi gli aspetti dell’Annona e dei mercati, delle masserie e delle manifatture. Tra gli argomenti trattati nella parte conclusiva del saggio, dedicata alla situazione dell’economia e della società della provincia di Terra di lavoro nell’Ottocento, ricordiamo: i processi risorgimentali, l’eversione della feudalità, le strutture agrarie e i processi demografici e sociali nel corso dell’800.
Nei due studi che completano il volume, il primo a cura di A. Musi ed il secondo a cura di M. Benaiteau, sono presentate in trattazione separata, volta a coglierne i singoli aspetti caratterizzanti, le vicende storiche del Principato Citra (che comprendeva Salerno) e quelle del Principato Ultra (corrispondente all’incirca alle attuali province di Avellino e Benevento). In ambedue i casi la trattazione si snoda dall’età medievale e feudale all’età moderna, fino ad arrivare alle soglie della unificazione nazionale, nel 1860. Sono prese in esame: le strutture sociali ed economiche del sistema angioino (stato, feudalità, e città); la situazione della provincia nel sistema aragonese, e poi in quello spagnolo (in riferimento al Principato Citra, un’attenzione speciale è rivolta naturalmente alla situazione della città di Salerno); in riferimento al Settecento poi, sono presi in considerazione il rapporto tra la capitale e le province, le questioni legate all’evoluzione demografica e allo stato dell’economia (la situazione nel settore dell’agricoltura), nonché le questioni legate alla vita sociale e civile (i rapporti tra i feudatari e i contadini, e le città). Nei due saggi risultano quindi posti in particolare luce gli aspetti per i quali le due aree prese in considerazione si accomunano e si differenziano.

Ciascun saggio è accompagnato da un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative.
Oltre che esser favorita dall’alta qualità scientifica dei testi, la lettura dell’opera risulta allietata dalla visione di 39 splendide tavole a colori e in bianco e nero, che illustrano luoghi storici e opere d’arte e cultura. Dette tavole sono raccolte in inserti fuori testo e accompagnate da schede generali che presentano singoli argomenti.
Ciascun inserto si racconta una “particolare” storia del Mezzogiorno. Ricorderemo, a titolo d’esempio, quello dedicato a Napoli come metropoli europea, e quello dedicato ai Principati.






Volume VI
Volume VI: Le Province del Mezzogiorno

VOLUME VI: "LE PROVINCE DEL MEZZOGIORNO"

 

Anche il sesto volume, nella trattazione dell’argomento, segue il criterio delle monografie “per spaccato”. Il Sud d’Italia, nell’epoca presa in considerazione, è articolato in aree regionali, o “province” del Regno. Indagare e ricostruire attentamente le peculiarità storiche che ognuna presenta è stato il compito assolto dagli autori dei saggi contenuti nel presente e nel successivo settimo volume dell’Opera. Ogni provincia ha richiesto difatti una trattazione a sé in quanto ripartizione politico-amministrativa che è però anche, a sua volta, come scrive lo storico A. Musi, « un insieme composito di aree geo-economiche, che costituiscono soggetti storici relativamente omogenei ». Per la prima volta sono state portate a termine storie regionali, ma occorre tener presente che non sempre i confini delle province coincidevano con quelli attuali, a parte situazioni particolari come quella di Benevento che fino al secolo scorso è stata enclave sotto il dominio del Pontefice. Il primo saggio, che riguarda le Province d’Abruzzo e Molise, è articolato in tre parti: la prima dedicata all’Abruzzo citeriore, la seconda all’Abruzzo ulteriore e la terza al Molise. Nei nove capitoli che lo compongono, l’autore, R. Colapietra, traccia le vicende storiche delle due province dall’assestamento prodottosi nel periodo angioino, passando per gli sviluppi del Tre e Quattrocento, al nuovo ordine del sistema spagnolo. Due importanti capitoli sono dedicati agli effetti locali della Controriforma e al processo di rifeudalizzazione, e quindi alle vicende del periodo che va dalla rivolta antinobiliare di Masaniello all’insediamento degli austriaci. In una successiva sezione del lavoro è approfondito l’argomento della vita delle istituzioni nell’età delle riforme. Infine una ampia trattazione, che conclude degnamente lo studio, è dedicata alla esposizione delle questioni e dei fatti salienti dell’Abruzzo e del Molise sette-ottocenteschi (fino alla unificazione nazionale). Nel saggio seguente, A. Musi si occupa di descrivere la vicenda di Benevento e Pontecorvo, territori di proprietà della Chiesa nel Regno di Napoli. L’autore affronta con dovizia di documentazione i fatti e i processi, politici e non, che interessarono le due aree, seguendone la dinamica dall’età Angioina a quella Aragonese, di cui sono presentati rilevanti aspetti propri della vita economica e della realtà giuridica. Si passa quindi ad analizzare l’età spagnola, con particolare attenzione al fondamentale aspetto dell’amministrazione provinciale pontificia, per giungere al periodo che va dal ‘700 all’Unità, con ampio spazio dedicato alla parentesi borbonica, al decennio francese, alla occupazione napoletana seguita da quella degli austriaci, al ruolo della carboneria beneventana in occasione dei moti del 1820-21, per concludere con la fine del Governo pontificio sulle due terre. Il terzo saggio, di R. Giura-Longo, ha per argomento la storia della Provincia di Basilicata dal XIII al XVIII secolo. L’autrice, dopo essersi diffusa in una panoramica introduttiva sullo stato della popolazione in rapporto al territorio, prende a narrare le vicende storiche a partire dal tracollo del potere Svevo fino alla debole “ripresa” regionale che si ebbe in età moderna, con una particolare attenzione all’andamento demografico dal XVI al XVIII secolo (con annesse esaurienti tabelle dei fenomeni descritti che permettono, ad esempio, di seguire l’incremento della popolazione della Basilicata dal 1271 al 1981). Un capitolo è anche dedicato alla vita sociale, all’organizzazione del potere ecclesiastico e feudale, alla frantumazione dei grandi feudi e ai movimenti antifeudali, alle costituzioni dei comuni e alla politica fiscale (con l’uso di tabelle che illustrano la situazione dei bilanci di diversi comuni della provincia di Basilicata nel corso del ‘700). E, infine, l’ultimo capitolo di questo lungo saggio è dedicato all’esame del rapporto tra borghesi e contadini all’alba del 1800. A ciascuno studio si accompagna un ricco apparato di note bibliografiche ed esplicative di grande utilità per eseguire approfondimenti o ulteriori ricerche personali sui singoli argomenti. Una preziosa documentazione iconografica, costituita da 87 tavole a colori e in bianco e nero, illustra luoghi e aspetti della storia delle Province del Regno. Le riproduzioni sono distribuite per sezioni, cioè a dire, in quattro inserti fuori testo su soggetti diversi, accompagnate da schede esplicative generali. Per ricordare solo due tra i temi proposti: l’Abruzzo nelle incisioni ottocentesche del pittore viaggiatore E. Lear, e gli affreschi dell’episcopato di Matera.






Volume VII
Volume VII: Le Province

VOLUME VII: LE PROVINCE

Nel volume settimo dell’opera prosegue l’esposizione delle vicende storiche delle Province del Regno in un excursus che va dall’età medievale all’Unità d’Italia.
Si comincia con le vicende della provincia di Capitanata (l’area dello “sperone” d’Italia, comprendente la città di Foggia), in un saggio di R. Colapietra. Il testo successivo, a cura di M. V. Mafrici, è dedicato alla provincia di Calabria Ulteriore, di cui è studiata la situazione a livello politico ed economico per come essa si è evoluta nel corso della storia, a cominciare dall’età Angioina e poi da quella Aragonese. Relativamente a questo periodo, sono prese in esame le dinamiche delle lotte dinastiche, il tema dei rapporti complessi tra feudalità e Chiesa, il ruolo delle città demaniali, i rapporti sociali, nonché gli aspetti della produzione, dei commerci, del paesaggio agrario e dell’andamento demografico. Per quanto riguarda invece il periodo che va dal Viceregno all’Ottocento, la situazione della provincia è studiata prima nel quadro generale del Regno e, in un secondo tempo, dal punto di vista delle singole situazioni della feudalità, del tessuto demaniale e della Chiesa.
Una trattazione approfondita è dedicata, infine, ad illustrare quelli che possono essere detti problemi di lungo periodo, tra i quali, ad esempio, il clima ed il problema delle calamità naturali, il paesaggio agrario e l’andamento demografico.
Nei due studi seguenti, il primo di M. G. Cruciani (che affronta il periodo che va dall’età Angioina all’età Moderna) e il secondo di F. Volpe (che affronta il periodo che va dall’anno del Congresso di Vienna a quello dell’unificazione nazionale), sono presentate, analogamente, le vicende storiche della provincia di Calabria Citra attraverso una serrata analisi degli sviluppi e delle problematiche a tali vicende legate.
Nello studio a cura di M. A. Visceglia, dedicato alla provincia di Terra d’Otranto, troviamo, nella prima parte, la descrizione della formazione della struttura dell’habitat nel periodo tra XIII e XVI secolo e, nella seconda, la trattazione dello sviluppo e del ruolo della città tra la conquista angioina e il XVI secolo.
Dopodiché, si passa ad una analisi degli aspetti e dei processi relativi al periodo che va dal ‘500 all’’800, con singoli approfondimenti dedicati alla situazione demografica, alla città di Lecce (seguita nella sua crescita e nella sua crisi), alla nobiltà feudale e a quella cittadina, e, per finire, agli eventi che si verificarono a partire dal decennio francese fino all’Unità d’Italia.
Il settimo volume trova la sua degna conclusione nei due accurati studi sulla provincia di Terra di Bari. Nel primo di essi, a cura di F. Porsia, sono prese in esame le dinamiche delle vicende politiche locali, i problemi delle “Università”, le strutture socio-economiche e la natura degli insediamenti locali nel periodo che va dal 1200 al 1400. Nel secondo, a cura di A. Massafra, sono trattati i fatti salienti del 1500 e del 1600; le “Università” sono qui osservate nell’arco di tempo che va dall’ultimo periodo aragonese alla crisi del ‘600, mentre una disamina esauriente è effettuata sull’evoluzione del possesso feudale, sulla vita della Chiesa (tra società dei ceti e “pietà barocca”), e, infine, sulla nobiltà cittadina, i feudatari e i ceti popolari nella fase della suddetta crisi, verificatasi nella Terra di Bari negli anni 1647-48.

Ciascun saggio è accompagnato da un esauriente apparato di indicazioni bibliografiche e note esplicative. Una preziosa documentazione iconografica costituita da 53 tavole a colori illustra luoghi e aspetti notevoli della storia delle province del Regno prese in esame nel presente volume. Le riproduzioni, d’alta qualità artistica, sono distribuite in tre inserti fuori testo, e qui accompagnate da schede esplicative generali.
Ricorderemo qui, a titolo d’esempio, la sezione fotografica dedicata alle Masserie fortificate nelle campagne di Puglia.






Volume VIII
Volume VIII: Aspetti e problemi del Medioevo e dell'Età Moderna 1

VOLUME VIII: ASPETTI E PROBLEMI DEL MEDIOEVO E DELL’ETÀ MODERNA 1°

L’ottavo volume dell’opera è incentrato sui rapporti tra città e campagna nell’area del Regno, ma si interessa ugualmente della struttura del territorio, delle comunicazioni marittime e terrestri e dell’attività finanziaria.
La monografia d’inizio, ad opera di G. Delille, è dedicata alla trattazione delle questioni demografiche. Prende l’avvio con un discorso introduttivo sulle fonti e sulle stime di evoluzione della popolazione, per proseguire poi con lo studio delle città, delle singole evoluzioni regionali (con esaurienti tabelle illustrative, come quella, ad esempio dedicata al numero degli abitanti di diverse città del Mezzogiorno tra 1300 e 1850) e dei differenti comportamenti e modelli demografici propri del nord e del sud dell’Italia.
Segue la trattazione di S. Monti sul regime fondiario e sulle aziende agricole nel Mezzogiorno che prende in considerazione tre fasi storiche, a loro volta esaminate nelle loro singole fasi costitutive: dalla colonizzazione greca all’unità d’Italia, dall’unità alla fine della 2° Guerra Mondiale; e infine, dagli anni del dopoguerra ai giorni nostri. In rapporto a queste tre fasi storiche, una specifica attenzione è posta all’esame della struttura agrofondiaria del Mezzogiorno e allo spazio rurale, ovvero all’insieme delle questioni e delle problematiche legate alla società agricola e alle sue carenze strutturali (ad esempio, di fronte al fenomeno migratorio del secondo dopoguerra). È scrupolosamente affrontata anche la disamina dei due provvedimenti più incisivi della politica agraria meridionale: la Riforma agraria e la Cassa per il Mezzogiorno. Infine, la situazione regime fondiario e delle aziende agricole è seguita fino alla configurazione odierna nel quadro della Nazione ed in quello comunitario.
Nello studio successivo, C. Formica si addentra nell’analisi delle strutture economiche della società rurale meridionale: la casa rurale e il dormitorio contadino. Prende le mosse dalla descrizione delle caratteristiche morfologiche, strutturali e funzionali degli insediamenti accentrati (quali erano, ad esempio, le città bracciantili dell’ambiente latifondistico) e degli insediamenti sparsi (quali erano, ad esempio, le “masserie” dell’ambiente latifondistico o i trulli delle Murge o le case delle piccole proprietà nate dalla riforma fondiaria).
All’evoluzione storica della struttura urbanistica ed architettonica della città meridionale, dagli Aragonesi all’Unità, è dedicata invece l’ampia monografia di G. Labrot, che mette a fuoco le cause di natura politica e sociale dei cambiamenti prodottisi.
A seguire, un documentato studio di L. De Rosa sulle attività e le strutture commerciali e finanziarie.
Il volume si conclude con un saggio di G. Brancaccio sulla storia della rete viaria e dei trasporti nel Mezzogiorno, prendendo in esame le vie commerciali e le vie religiose, i percorsi naturali come le vie d’acqua, le strade rotabili e quelle ferrate, e studiando le cause di natura politica ed economica delle modificazioni prodottesi nel corso dei secoli nel sistema viario.

Esaurienti apparati di note, bibliografiche e esplicative, completano le monografie. Efficaci strumenti che non potranno che favorire un eventuale lavoro di approfondimento personale. Con 44 tavole a colori e in bianco e nero, contenute in due inserti a tema, fuori testo, e accompagnate da schede illustrative generali.
Ciascun inserto racconta, da una particolare angolatura, aspetti del Mezzogiorno medievale e moderno. Ricorderemo quello dedicato alla Costiera d’Amalfi, topos privilegiato della cultura letteraria e artistica nazionale ed europea.








Volume IX
Volume IX: Aspetti e problemi del Medioevo e dell'Età Moderna 2

VOLUME IX: ASPETTI E PROBLEMI DEL MEDIOEVO E DELL’ETÀ MODERNA 2°

Questo nono volume può dirsi, in un certo qual modo, la continuazione del quarto. Qui infatti, alla storia, per così dire, degli avvenimenti e delle idee, subentra l’analisi delle realtà politico-istituzionali, che sono il comune (universitas) e la Chiesa, quindi la feudalità, le strutture militari, la diplomazia.
La politica estera, nel momento in cui il regno ha realizzato una piena indipendenza, è trattata con dovizia di documentazione. Vi trova posto anche la trattazione unitaria e analitica delle lingue e dei dialetti meridionali, dall’Abruzzo alla Calabria alla Puglia.
Le istituzioni dell’Universitas e i ceti dirigenti locali sono dunque gli argomenti di cui tratta il primo saggio del volume.
Il suo autore, G. Muto, nella parte iniziale prende in esame il territorio e gli uomini, e, a tale proposito, offre una panoramica sull’immagine della “città” descrivendo le scale urbane e le tipologie degli insediamenti. Nel secondo capitolo del saggio egli si addentra nello studio della struttura dell’Universitas, che prende in esame nel periodo che va dagli Svevi agli Angioini, per porre quindi l’attenzione, tra l’altro, sugli aspetti del controllo del territorio e delle lotte per la gestione urbana. Dopo una disamina dedicata allo sviluppo quattrocentesco nel capitolo terzo, l’autore passa ad esaminare le realtà politico-istituzionali nell’età spagnola con tutte le caratteristiche e i problemi del periodo, suddividendo la trattazione per singole tematiche, tra cui: la situazione nelle città e nelle campagne, il governo della città capitale, le città provinciali, la gestione economica delle università, le rivolte urbane. Il saggio è portato a termine con l’analisi del secolo dei lumi guardando alle dinamiche cittadine e alla riforma delle amministrazioni locali.
G. Vallone, nel saggio seguente, presenta al lettore aspetti e termini dell’evoluzione giuridica e istituzionale della feudalità, con, nell’appendice, un esauriente approfondimento su una grande corte feudale: il Tribunale degli Orsini.
La storia delle istituzioni e delle tradizioni militari nel Mezzogiorno dall’epoca angioina all’età moderna è fatta oggetto di trattazione da parte di T. Astarita, che ne offre una esauriente panoramica.
A seguire, un’ampia monografia a cura di F. Barra, articolata in tre parti, offre al lettore una immagine molto chiara della posizione del Mezzogiorno sul piano delle relazioni internazionali nel periodo preso in considerazione da questo volume. Tra le diverse questioni affrontate dall’autore, troviamo quelle legate alla delicata situazione geopolitica vissuta dal Mezzogiorno in quanto “paese aperto”, crocevia di traffici e terra di conquista. Sono poi analizzati i fattori e i problemi dell’equilibrio mediterraneo.
Nell’ambito dello studio del Mezzogiorno come “mercato coloniale” è affrontato il tema dei rapporti commerciali anglo-napoletani e franco-napoletani. E’ studiata, infine, la monarchia borbonica (e la “duplice” monarchia: il Regno di Sicilia) nelle sue relazioni internazionali durante il Settecento.
Delle strutture ecclesiastiche e della vita religiosa dal Medioevo all’Età Moderna si occupano diversi autori in una serie articolata di trattazioni monografiche. G. Brancaccio è l’autore dei due saggi iniziali.
Nel primo, che tratta della geografia ecclesiastica, sono prese in esame le trasformazioni registratesi in tale ambito, ossia gli aspetti del riordinamento delle diocesi, della distribuzione territoriale e della latinizzazione dei complessi monastici, della ristrutturazione delle circoscrizioni diocesane e del ruolo della parrocchia. Nel secondo, sono invece affrontate tematiche e problemi relativi ai movimenti ereticali e alle correnti eterodosse, con specifici approfondimenti, per fare un esempio, sul circolo napoletano di Giovanni Di Valdès e sulla crociata antivaldese, sul giansenismo, sul deismo, sull’irreligione…
Sempre in tema di strutture ecclesiastiche e vita religiosa, L. Mascilli Migliorini si diffonde sul tema dei rapporti tra Chiesa e Stato ai tempi ora dell’infeudamento angioino e della monarchia aragonese, ora della dominazione spagnola (rapporti tra la Chiesa tridentina e il viceregno), e tra rivoluzione e restaurazione.
Il saggio di M. Campanelli è un’introduzione generale sul tema del governo della chiesa nel XVI e XVII secolo. Mentre il saggio che segue di E. Novi Chavarria è una messa a fuoco di singoli aspetti e questioni legate a tale governo: la pastorale delle anime (la predicazione, la catechesi, le missioni popolari) e le pratiche devozionali. A ruota, L. Barletta svolge nel suo lavoro gli argomenti testè considerati, ma analizzandoli lungo un arco di tempo che giunge fino alla restaurazione. Infine, all’importante aspetto delle feste religiose e dei pellegrinaggi nel XVII e XVIII secolo è dedicato lo studio di M. Campanelli, che degnamente viene a concludere questa serie di saggi incentrati sulla vita della Chiesa nel Meridione nel corso dell’Età Moderna.
La vicenda storica del Regno (di questa o quella parte geografica o temporale di esso) fu in diverse occasioni fatta oggetto di narrazione, descrizione e interpretazione da parte degli storici e storiografi locali, in una varietà di “storie”, ora opera dell’erudizione, ora manifestanti, in precisi casi, i caratteri dell’autentica ricerca storica. G. Giarrizzo, nel suo studio, ci presenta con dovizia di documenti una storia di queste “autorappresentazioni” del Mezzogiorno, illustrando i diversi codici di rappresentazione e le motivazioni ideologiche, politiche, filosofiche che animano, implicitamente o esplicitamente, le specifiche operazioni “storiografiche”, passando in rassegna: le croniche, le historie, i prodotti della storiografia municipale e le storie civili e filosofiche. Tra gli autori troviamo Pontano, Giannone, Vico, Cuoco, vale a dire alcune delle personalità più rilevanti della cultura meridionale di sempre.
M. Torrini prende invece in esame la grande tradizione del pensiero scientifico e filosofico meridionale, prendendo a oggetto la scienza e la società a Napoli nell’Età Moderna, dagli Investiganti all’Illuminismo.
U. Vignuzzi e F. Avolio, disegnano un profilo della storia linguistica “ interna” dei dialetti del Mezzogiorno d’Italia, articolando la loro esposizione in quattro parti.
Nella prima, essi affrontano le vicende dei dialetti suddetti nel quadro dell’“Italia dialettale” dal periodo preromano alla situazione attuale, con una descrizione dei tipi dialettali (alto) meridionale e meridionale estremo; nella seconda parte, affrontano invece le questioni legate alle cosiddette tendenze normalizzatrici, quali, ad esempio, l’usus scribendi nelle corti e nelle cancellerie e l’influsso linguistico dei poli principali (il dialetto letterario delle capitali del regno come modello di attrazione). Nella terza parte, gli autori esaminano in particolare i processi di italianizzazione antichi e recenti, per finire, nella quarta e conclusiva, con lo studio dei dialetti d’altra provenienza o alloglotti.

Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative completa ciascun saggio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera. Utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è arricchito da 66 tavole a colori grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo.
Esse sono contenute in inserti a tema, fuori testo, e accompagnate da schede esplicative. Per indicare soltanto alcuni temi: il brigantaggio, la via Appia (da Roma a Napoli).








Volume X
Volume X: Aspetti e problemi del Medioevo e dell'Età Moderna 3

VOLUME X: ASPETTI E PROBLEMI DEL MEDIOEVO E DELL’ETÀ MODERNA 3°

Il decimo volume è nel suo complesso un’eccezionale trattazione della vita culturale del Mezzogiorno durante i circa sette secoli del suo sviluppo. E, se per Napoli le vicende culturali sono note nelle loro grandi linee, per le province (o regioni, se si preferisce) vengono presentati quadri di insieme assolutamente autonomi. Si richiama l’attenzione sul “Profilo della storia letteraria”, ricco di spunti e di suggestioni, nonché di vere e proprie scoperte. Protagonisti: scuole, accademie e biblioteche.
Un lungo, approfondito studio dedicato alla tradizione filosofica meridionale, ad opera di E. Nuzzo, introduce il lettore alla conoscenza del multiforme ed eterogeneo panorama di ricerche intellettuali che caratterizzò il periodo preso in considerazione.
P. L. Rovito studia la costituzione materiale e la cultura di Governo nel Mezzogiorno all’epoca del Viceregno.
A. Placanica si addentra nello studio della cultura e del pensiero politico nel Mezzogiorno settecentesco. Nella sua articolata esposizione sono trattati vari argomenti in quattro capitoli. Nel primo di essi, l’autore parla delle aperture della cultura meridionale al pensiero moderno nei primi decenni del settecento. Nel secondo, degli “spiriti magni” che in quest’epoca operarono nel campo del pensiero politico ed economico: Broggia, Doria, Vico, Giannone. Nel terzo, l’autore si sofferma sul Settecento nella fase del riformismo borbonico, prendendo in esame la politica e l’economia attraverso l’opera di Galiani, di Genovesi e della sua scuola, assurta a gloria europea.
Infine, nel quarto, sono illustrate le vicende dell’ultimo illuminismo meridionale e del suo fosco tramonto, con un’attenzione alle figure di Filangeri, Galanti e Pagano, e a quelle che operarono nel passaggio all’Ottocento: Delfico e Cuoco.
Un saggio sulla cultura e il pensiero politico dal 1799 al 1815 è curato da F. Barra. In esso troviamo esaminati il pensiero riformatore (dalla rivoluzione all’assolutismo napoleonico), le cause del tramonto della cultura illuministica, le società segrete e il pensiero politico radicale.
A seguire, F. Volpe e G. Vallone s’occupano, il primo del pensiero politico meridionale preso in considerazione dalla Restaurazione al 1860, il secondo del pensiero giuridico.
A. Vallone traccia un ampio profilo della storia letteraria meridionale che va dalle origini all’unità. A una introduzione generale fanno seguito quattro sezioni, la prima delle quali (sec. XII-XIII) si svolge attraverso l’analisi dell’elemento federiciano e religioso, delle forme di ricezione delle tradizioni classiche e delle testimonianze volgari. Nella seconda (sec. XIV-XV), tra i diversi teme e argomenti, sono trattati i volgarizzamenti, la poesia lirica e il petrarchismo, il Classicismo e l’Umanesimo, e la prosa di meditazione e d’invenzione. Nella terza (sec. XVI-XVII), è presa in esame la letteratura petrarchista, la questione latino-volgare e il classicismo, l’influenza del Tasso e infine le vie del dissenso percorse dai marinisti e dalla letteratura dialettale. Nella quarta e ultima (sec. XVIII-XIX), sono affrontate, tra le tematiche, l’attività letteraria durante l’illuminismo (l’illuminismo metropolitano e provinciale), il Romanticismo storico-politico; e son prese, infine, in considerazione le figure e le opere dei due artefici della storia letteraria nazionale: Settembrini e De Sanctis. Le conoscenze geografiche e cartografiche del Meridione sono esaminate da G. Brancaccio in un articolato excursus storico su diverse tematiche che vanno dalla cartonautica medioevale agli studi geo-cartografici presso la corte aragonese; dalla figurazione del regno nelle carte topografiche regionali all’affermarsi della nuova cosmologia; dal Mezzogiorno nell’”Atlante” del Magini alla nascita della moderna cartografia napoletana, all’immagine del Mezzogiorno nella cartografia tematica.

Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative completa ciascun saggio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera. Utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Una preziosa documentazione iconografica illustra luoghi e aspetti storici del Meridione relativamente all’epoca presa in considerazione nel volume. E’ costituita da 52 tavole a colori e in bianco e nero d’alta qualità artistica, contenute in inserti a tema fuori testo, e accompagnate da schede esplicative. Per indicare soltanto alcuni temi: momenti fastosi e solenni del quotidiano regale e aristocratico della seconda metà del ‘700, ritratti nei quadri dei fratelli Hackert; vedute di Napoli del XVII e XVIII secolo.






Volume XI
Volume XI: Aspetti e problemi del Medioevo e dell'Età Moderna 4

VOLUME XI: ASPETTI E PROBLEMI DEL MEDIOEVO E DELL’ETÀ MODERNA 4°

Il volume undicesimo è pressoché tutto dedicato alla tradizione artistica del Mezzogiorno, imperniatasi sul richiamo della capitale, ma pulsante di una sua vita propria, in ciascuna delle dodici province. E questo non vale soltanto per il caso della pittura, della scultura e dell’architettura, ma anche per le arti applicate che un tempo venivano definite “minori” ma che “minori” non sono affatto, come si può constatare vedendo i prodotti della tarsia, degli arazzi, delle pietre dure, della porcellana, dell’argenteria e dell’oreficeria delle terre del Meridione (il Mezzogiorno tutto si presenta come una grande officina di produzioni artistiche che raggiungono tutte le corti del tempo). Il volume si conclude con un saggio sulla vita, le tradizioni e le credenze del popolo, sia nelle città che nelle più emarginate campagne.
Si inizia, dunque, con due saggi che trattano aspetti e questioni riguardanti il diritto, le istituzioni, e l’amministrazione della giustizia nel Mezzogiorno vicereale. Nel primo di essi, curato da R. Colussi, è attentamente esaminata la struttura regalistica del tempo; mentre nel secondo, curato da P. L. Rovito, è trattato il tema del potere municipale.
E’ interessante, altresì, conoscere aspetti della vita d’ogni giorno nel periodo considerato nel volume, ad esempio, come si svolgeva la vita quotidiana dentro e fuori l’abitato non solo cittadino; e conoscere la cultura materiale della popolazione. Di questi argomenti si è interessata M. R. Pelizzari, che proprio a questo proposito nella sua monografia si è addentrata nella descrizione degli “scenari” della vita civile (le strade, il villaggio, il paesaggio urbano, le campane e gli orologi) e in quelli della vita domestica (le abitazioni, il cibo, gli abiti dell’epoca e la qualità del quotidiano).
A questo studio, fa seguito un’approfondita analisi dell’Immagine-Corpo nella cultura popolare Meridionale offertaci nel saggio di P. Apolito.
Dopo essere stati introdotti da F. Bologna alla storia delle arti medioevali e moderne nel Mezzogiorno continentale, la trattazione del panorama storico delle arti continua con la presentazione della storia dell’architettura dal IV al XV secolo nel saggio di L. Di Mauro.
In esso, l’autore prende in esame le forme e i motivi dapprima dell’architettura paleocristiana, quindi di quella del regno Longobardo, di quella del regno Normanno e poi Svevo, dell’architettura del regno Angioino e infine del regno Aragonese.
Della pittura e della scultura, dal periodo Tardo-antico al Trecento, si occupa F. Aceto. L’autore studia, dapprima, l’evoluzione stilistica dall’unità del linguaggio Tardo-antico al particolarismo medievale e la produzione figurativa nei principati longobardi. In seguito, si occupa approfonditamente dell’Età normanna, soffermandosi in particolare su alcune tematiche, tra cui: quelle del rinnovamento del linguaggio plastico, dell’apertura verso l’Europa romanza e delle componenti islamizzanti nella produzione artistica. Infine, l’autore analizza il movimento svevo-federiciano e l’arte d’età angioina (tra centro e periferia).
A. Perriccioli Saggese ci offre una trattazione completa sulla miniatura nel Mezzogiorno. Il suo discorso descrittivo, dal Tardo antico, attraverso un interessante excursus storico, si snoda fino al Cinquecento. L’autrice, tra l’altro, ci condurrà nella lettura a “visitare” una biblioteca laica a Napoli del X secolo…
Ancora in tema d’architettura troviamo la monografia di S. Savarese, volta a presentare le diverse situazioni e caratteristiche regionali nel periodo che va dal viceregno Spagnolo (1503) all’Unità d’Italia (1860). A questo proposito, l’autore affronta un’interessante serie di temi: il classicismo mormandeo (che riguarda Campania, Calabria e Basilicata), l’architettura negli Abruzzi e nelle Puglie, le Puglie tra le influenze napoletane e romane, la ricostruzione aquilana dopo il sisma del 1703 con il contributo degli architetti romani, e la Calabria dopo il sisma del 1783.
F. Abbate si occupa della pittura e della scultura in età rinascimentale: dalla fase della circolazione tardogotica al primo rinascimento nell’Italia Meridionale, dalla diffusione della cultura Raffaellesca nelle province meridionali alle realizzazioni della seconda metà del Cinquecento.
Il volume continua con un accurato studio dedicato alla pittura e alla scultura del Seicento e del Settecento, a cura di M. P. Di Dario Guida, cui fa seguito la trattazione di R. Cioffi che prosegue il racconto della storia delle suddette arti dal 1782 al 1860, studiando i singoli apporti locali alla storia dell’arte nel Mezzogiorno (Caserta, i calabresi, i lucani, gli abruzzesi, i pugliesi).
Al tema delle Arti applicate è dedicata un’ampia trattazione, articolata per monografie. Un’esauriente introduzione allo studio delle arti decorative nel Mezzogiorno, a cura di E. Catello, ne costituisce il punto di partenza. Si prosegue con la storia dell’arte orafa e argentaria, dall’età normanna al Regno Unito, ad opera di C. Catello. È dato spazio, a questo punto, alla presentazione dell’arte meridionale del legno nello studio di R. Ruotolo, e a quella dell’arte dei marmorari nello studio di M. Pasculli Ferrara.
Verso la metà del Settecento nel Mezzogiorno fioriscono le Reali Manifatture Borboniche, quelle Caroline prima e quelle Ferdinandee poi. Di questo argomento tratta diffusamente A. Carola-Perrotti, che si sofferma tra l’altro, per quanto concerne le Caroline, sull’attività della Real fabbrica di maioliche di San Carlo a Caserta (1753-1756) e della Real fabbrica della porcellana a Capodimonte (1753-1759); per quanto concerne invece le Ferdinandee, sull’attività della Reale fabbrica della porcellana a Napoli, e degli acciai (1782-1806).
Un documentato studio ad opera di G. Donatone è volto a presentare le ricchezze dell’arte meridionale della maiolica (in special modo della produzione partenopea) studiando tipologia delle forme e influenze stilistiche.
E, per finire, la musica. Il saggio di S. Rossi è incentrato sulla splendida fioritura dell’arte musicale nelle terre del Meridione e sulle vicende di una cultura e d’una tradizione che hanno prodotto opere di inestimabile valore, di cui la cultura nazionale ha saputo far tesoro.

Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative completa ciascun saggio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera. Utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume, dedicato alle arti, presenta naturalmente una preziosa documentazione iconografica costituita da 249 tavole a colori e in bianco e nero grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo.
Esse sono contenute in inserti a tema, fuori testo, e accompagnate da schede esplicative. Per indicare soltanto alcuni temi: l’architettura, la pittura e la scultura dal Tardo antico al ‘400; la miniatura medievale fino al 1450; la pittura e la scultura in età rinascimentale; l’oreficeria e l’argenteria; le Reali Manifatture Borboniche, e la ceramica.






Volume XII
Volume XII: Il Mezzogiorno nell'Italia Unita

VOLUME XII: IL MEZZOGIORNO NELL’ITALIA UNITA

Nel dodicesimo volume, così come nel successivo, si ritorna alla storia unitaria etico-politica del Mezzogiorno, quando, caduto il regno borbonico, le province meridionali e la Sicilia vengono conglobate nel nuovo stato. L’arco di tempo preso in considerazione va dal Plebiscito, nel 1861, alla prima guerra mondiale. Particolare rilievo viene dato a fenomeni come il brigantaggio, la prima emigrazione, la riforma agraria.
Con l’unificazione nazionale viene alla luce in tutta la sua gravità il problema del dualismo economico presente ed operante in Italia. A questo proposito, G. Pescosolido, nello studio che apre il volume, tratta dei termini e delle origini della questione mettendo a confronto Nord e Sud negli anni dell’unificazione. Egli analizza così le non remote origini dell’arretratezza meridionale, ricercandone le autentiche motivazioni in una analisi storica che parte dall’epoca del riformismo borbonico, passa per il decennio francese e per l’epoca della restaurazione, per arrivare poi all’Unità nazionale. Agli aspetti e ai problemi dell’età liberale è dedicata l’ampia trattazione seguente, a cura di A. Capone. Nella prima delle tre parti di cui essa si compone, l’autore conduce una disamina che, tra l’altro, concerne le seguenti tematiche: unità e frattura negli equilibri della nazione, guerra civile e guerra militare, progetti di governabilità. Nella seconda parte sono studiati, invece, il liberismo e la crisi agraria, quindi il protezionismo e la ristrutturazione, nonché il partito agrario. Nella terza parte, infine, sono affrontati come temi la politica di F. Crispi, la crisi di fine secolo, con la trasformazione dei partiti, e aspetti e questioni dell’età giolittiana.
La vita politica nel meridione e i movimenti di massa sono presi in esame da A. Pepe nel saggio da lui curato, in cui, in relazione all’argomento della stabilità istituzionale del periodo, è analizzato il tema della “questione meridionale”. Vi sono prese in considerazione, tra gli altri aspetti, la crisi agraria, i fenomeni dell’emigrazione, il protezionismo e la nuova emergenza economica.
La monografia successiva è dedicata ad un particolare aspetto della vita politica dell’Italia Unita: la rappresentanza parlamentare del Mezzogiorno dal 1861 al 1922. L’autore, A. Sassi, vi descrive le elezioni politiche nel Meridione dall’ottava alla ventiseiesima legislatura, mettendo a fuoco gli aspetti dell’affluenza alle urne e del colore politico dei deputati meridionali. Un intero capitolo è dedicato alla presentazione dei profili di quest’ultimi. Il lettore potrà trovare svolte singole trattazioni dedicate al numero dei mandati parlamentari ricoperti, all’estrazione sociale dei deputati, agli incarichi a livello parlamentare e ministeriale a loro affidati.
L’autore incentra su quest’ultimo argomento l’intero terzo capitolo, in cui sono esaminati i contributi in materia di politica estera, il disegno di legge sull’istruzione elementare, gli interventi su provvedimenti fiscali e quelli sulla questione agraria, nonché i provvedimenti specifici per il Mezzogiorno stesso.
G. Brancaccio affronta nel suo studio il tema delle amministrazioni locali. Di esse mette a fuoco gli aspetti strutturali e le problematiche legate alla loro gestione in rapporto al mutamento del quadro storico e politico generale, in un excursus che va dall’età della destra agli anni Ottanta e Novanta, e quindi dal periodo giolittiano al fascismo, per giungere infine all’età repubblicana.
Sulla vita religiosa nell’Italia Unita è incentrato lo studio successivo, di L. Barletta, che prende l’avvio da una panoramica sulla Chiesa del Regno d’Italia, per proseguire con approfondimenti sui temi del rinnovamento ecclesiale, della tradizione religiosa e del rapporto tra religiosità e patriottismo.
Il saggio di M. C. Turci si offre al lettore, invece, come un’ampia, esauriente disamina delle questioni e delle problematiche sociali ed economiche legate al fenomeno della sovrappopolazione e dell’emigrazione. Articolato in quattro parti, nella prima il saggio presenta un quadro generale della situazione demografica meridionale, descrivendo: il Mezzogiorno nella rivoluzione demografica, i vincoli e gli argini allo sviluppo della popolazione e l’aspetto dell’articolazione territoriale.
La seconda parte è incentrata, invece, sul tema del rapporto complesso tra popolazione e attività economica e vi sono presi in considerazione la struttura e i rappporti caratteristici della popolazione nonché le modalità della sua partecipazione all’attività economica. Nella terza e quarta parte, infine, sono delineate le questioni fondamentali relative al fenomeno dell’emigrazione, analizzato nei suoi aspetti positivi e negativi, ma considerato, in definitiva, come un fattore di stabilità e di sviluppo per il Mezzogiorno e la Nazione. Sono prese poi in considerazione le fasi del movimento emigratorio e le destinazioni e la consistenza di esso, quindi le cause e le motivazioni dell’emigrazione, e, successivamente, l’origine e la destinazione interna del movimento migratorio.
Un’ampia dissertazione conclude il volume dodicesimo. C. Garruti, che ne è l’autrice, vi svolge il tema della presenza meridionale nel quadro della vita della Nazione e nel quadro internazionale, e le problematiche legate alla meridionalizzazione. Il suo saggio prende le mosse dalla situazione del Mezzogiorno nell’immediato periodo post-unitario per affrontare poi la “Questione” meridionale (al vaglio di talune ipotesi storiche e politiche). Presentando il quadro migratorio, dall’Unità alla prima guerra mondiale, si sofferma sulle cause e sugli effetti dell’esodo nelle campagne del Sud e sul quadro sociale del flusso migratorio stesso. Esamina le prese di posizione dello Stato Italiano di fronte al fenomeno dell’emigrazione, e, a seguire, la politica migratoria del fascismo.
Dedica infine un’ampia sezione all’importante tema della presenza meridionale oltreoceano, articolando la trattazione in più punti: dalle origini (la “febbre”) dell’esodo alle ripercussioni di esso nelle maggiori aree di destinazione, mettendo a fuoco l’articolato quadro sociale e culturale del flusso migratorio in U.S.A., Argentina e Brasile, nonché le peculiari caratteristiche della presenza meridionale nelle maggiori città di questi Paesi.

Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative completa ciascun saggio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera. Utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è arricchito da 42 tavole a colori e in bianco e nero, contenute in inserti a tema, fuori testo, e accompagnate da schede esplicative. Splendide fotografie d’epoca raccontano la Napoli del secondo Ottocento ritratta nei suoi quartieri e nei mestieri svolti dai suoi abitanti. Ancora, rare fotografie e incisioni illustrano il fenomeno del brigantaggio attraverso i ritratti dei “fuorilegge” più famigerati.









Volume XIII
Volume XIII: Dal Fascismo alla Repubblica

VOLUME XIII: DAL FASCISMO ALLA REPUBBLICA

Questo tredicesimo volume è dedicato alla storia unitaria etico-politica del Mezzogiorno nell’arco di tempo che va dal fascismo, alla Repubblica, fino ai tempi recenti. È dato ampio spazio alla trattazione dei fenomeni macroscopici da cui risulta caratterizzata la realtà meridionale in questo periodo: l’emigrazione, la nuova situazione demografica, la riforma agraria, la strategia dell’intervento straordinario per il Mezzogiorno e quella dello stato assistenziale.
Inaugura il volume il saggio di E. D’Auria che offre un’ampia panoramica generale sulla storia del Mezzogiorno durante il fascismo.
A ruota, L. Mascilli Migliorini svolge un’ approfondita analisi del Mezzogiorno contemporaneo, intendendo con ciò vicende e aspetti d’assoluto rilievo relative al periodo che va dal 1945 al 1990. L’autore descrive dapprima la fase del dopoguerra e della ricostruzione, muovendo dalla disamina dell’eredità della guerra e del fascismo; quindi, descrive la fase del decennio Cinquanta, con le questioni relative alla realtà agraria, all’attività legislativa, alla vita politica locale (con la sua complessa dinamica di immobilismo e di mutamento). Nello studio sono presi poi in considerazione gli anni ’60, caratterizzati dal riformismo e dalla programmazione economica, ed è dedicata una speciale trattazione alla crisi del riformismo stesso (e alle forme e deformazioni dell’impresa pubblica). L’autore passa, a questo punto, a descrivere la fase successiva, quella del decennio settanta, con le sue contraddizioni sul piano socio-economico e politico. Infine, dedica alla fase degli anni ’80 l’ultimo capitolo dello studio: la cronaca come storia. Per presentare al meglio i risultati della propria indagine storica l’autore si è avvalso dell’uso di eloquenti tabelle descrittive.
Ricorderemo, tra le molte, quelle indicative: della composizione professionale della popolazione meridionale per singole partizioni nel censimento del 21 aprile 1936; dei redditi globali dei settori privato e della pubblica amministrazione; dei tassi di attività e di disoccupazione per classi di età nell’anno 1984 (confrontati con quelli del Centro-Nord).
Il saggio di G. A. Marselli è incentrato sulla sociologia del vecchio e del nuovo Mezzogiorno, ossia, sul ruolo delle scienze sociali nell’attività di ricerca intorno alla “Questione meridionale”, ovvero intorno alle condizioni della società meridionale e in particolare ai suoi rapporti con il resto della società nazionale. E’ anche una piccola “storia” del meridionalismo dal punto di vista delle metodologie d’analisi dei fenomeni storici, e dei problemi insorti a livello socio-economico e politico nel periodo considerato.
S. Cafiero introduce il lettore alla conoscenza dei vecchi e nuovi termini della “Questione meridionale”. All’interno della sua trattazione, articolata per fasi storiche, è dato ampio spazio ad approfondimenti che fanno luce sul complesso, problematico sviluppo della situazione sociale ed economica del Mezzogiorno dagli anni della ricostruzione post-bellica, a quelli che vedono l’avvio e la prima fase dell’intervento straordinario, a quelli in cui è attuata la politica d’industrializzazione (anni 1958-1973), al dopo-crisi del ’73, fino ai tempi recenti.
Agli aspetti e ai problemi dell’emigrazione (1860-1924) e al nuovo assetto demografico che ne consegue, è dedicato il saggio in due parti di S. Monti. Nella prima parte, l’autore mette in rilievo la composizione e le tendenze mutevoli del flusso migratorio (flusso che privilegia come punto d’arrivo gli Stati Uniti). Nella seconda parte, invece, egli sottolinea i caratteri qualitativi dell’emigrazione italiana, compresa l’emigrazione intellettuale. Il saggio continua poi con la disamina degli effetti demografici dell’emigrazione sia nei paesi di destinazione che in quelli d’origine, per finire con una panoramica sulle conseguenze economiche del fenomeno. Tra le tabelle adoperate per illustrare il discorso ricorderemo quella, altamente significativa e impressionante, indicativa del flusso di emigrati per regione di provenienza relativo agli anni 1869-1930.
U. Leone svolge il tema della politica di intervento nel Mezzogiorno: una politica dapprima caratterizzata dall’emergenza e, in seguito, dalla necessità di sviluppo. Tra gli interventi degni di nota ne segnaliamo uno particolarmente importante: l’intervento straordinario della Cassa per il Mezzogiorno da cui prendono poi il via politiche miranti all’industrializzazione che creano diversi poli di sviluppo (le politiche di sviluppo del Mezzogiorno sono caratterizzate, in buona sostanza, da piani e progetti speciali, tra cui il “rapporto Saraceno”, il piano Giolitti e il programma Pieraccini).
È dato un ampio spazio, nella monografia a cura di I. Talia, alle “città” del Mezzogiorno continentale con un’analisi degli anni della formazione (1901-1951) e degli anni della deformazione (1951-1981) della rete urbana meridionale.
Non si può non tener conto dell’inevitabile mutazione culturale prodottasi negli ultimi cinquant’anni. A. M. Di Nola se ne occupa approfonditamente. Gli argomenti trattati dall’autore sono, tra gli altri, le varianti nella struttura della famiglia, la funzione della donna, l’immagine del “brigantaggio”, le variazioni della vita religiosa e delle credenze.
Il saggio che pone fine al volume è di F. Erbani e ha come tema il giornalismo dall’ unità al 1965. Nello studio si parla: del decennio post-unitario, del giornalismo nell’età liberale, de ”Il Mattino” e del giornalismo nell’età giolittiana, della crisi del liberalismo e del fascismo. Si prosegue poi, con l’analisi del periodo che va dal dopoguerra al centrismo e dal centrismo al centrosinistra.

Ciascun saggio del volume è completato da un apparato di note che può fornire al lettore desideroso di approfondire gli argomenti trattati utili indicazioni bibliografiche, informazioni e dati.
Le 85 tavole a colori e in bianco e nero che costituiscono il notevole apparato iconografico del volume rendono ancor più piacevole ed interessante l’esperienza della lettura del testo. Esse sono contenute in inserti a tema fuori testo, accompagnate da schede esplicative. Ricorderemo la sequenza fotografica che ritrae frammenti di quotidianità del regime fascista nella provincia del Mezzogiorno (Milizie e “Figlie della lupa”, la “battaglia del grano”), quella che illustra gli anni della guerra (i bombardamenti, l’armistizio, lo sbarco di Salerno..), quella che documenta aspetti della realtà provinciale e sociale dagli anni Quaranta alla metà degli anni Sessanta e quella che illustra aspetti del processo d’industrializzazione del Mezzogiorno.









Volume XIV
Volume XIV: La cultura contemporanea

VOLUME XIV: LA CULTURA CONTEMPORANEA

Il volume quattordicesimo può dirsi la prosecuzione cronologica del volume decimo, in quanto riprende il discorso sui movimenti di idee e sulle istituzioni culturali, a partire questa volta dall’Unità d’Italia fino ai nostri giorni. Anche lo spazio dedicato alle province è assolutamente preponderante al confronto di quello assegnato a Napoli. Occorre sottolineare che da tutti i contributi al volume emerge, nonostante i tentativi di omologazione “unitaria”, un’estrema vitalità e originalità della cultura meridionale. Ne fa testimonianza il saggio di T. Iermano sui poeti e gli scrittori del Mezzogiorno nella letteratura nazionale. In esso l’autore esordisce prendendo in considerazione il problematico rapporto esistente tra la letteratura nazionale stessa e quella delle singole regioni, prima e dopo l’unificazione.
Egli prosegue nell’excursus storico con la presentazione del verismo e del positivismo nella letteratura meridionale del secondo Ottocento (Verga, Capuana). Incentra poi la sua narrazione sulle figure e le opere di Corrado Alvaro (tra senso delle origini contadine, meridionali e calabresi, e vocazione cosmopolita); Ignazio Silone nel romanzo “Fontamara” rappresentata, in modo diretto e mirabile, la vita degli abitanti di un poverissimo borgo della Marsica, in Abruzzo; e Francesco Jovine che nei suoi primi lavori inscena il dramma esistenziale vissuto dalla piccola borghesia meridionale in rapporto con la civiltà moderna, e la dura realtà del mondo contadino molisano. Un capitolo è dedicato all’analisi dell’Ermetismo meridionale rappresentato dalle esperienze poetiche del salernitano Alfonso Gatto e di Leonardo Sinisgalli, nato a Montemurro, in Basilicata. In entrambi, il passato contadino e meridionale – che è insieme memoria personale dell’infanzia e vissuto collettivo – è rivisitato alla luce dei temi e dei modi del linguaggio ermetico. Dopo aver approfondito aspetti e temi della poesia dialettale del Novecento, l’autore si sofferma sulla produzione poetica di Rocco Scotellaro (di Tricarico, in Basilicata), conoscitore della vita dei contadini del Sud e per essi impegnato nelle lotte agrarie del dopoguerra. Infine, prende in esame le ragioni narrative della letteratura napoletana del medesimo periodo.
M. Picone Petrusa analizza nel suo studio l’arte nel Mezzogiorno dall’Unità alla Seconda Guerra Mondiale, considerata anche a livello delle singole realtà produttive regionali. L’autrice dedica singole trattazioni ai seguenti argomenti: le forme artistiche in cui la “questione meridionale” ha trovato espressione o risonanza (fra verismo, recupero folklorico e bozzettismo); le arti decorative tra fine e inizio secolo; l’esperienza futurista locale e la produzione artistica tra le due guerre.
Sulla cultura storica e filosofica napoletana tra ‘800 e ‘900 (da De Sanctis e la sua scuola napoletana a Piovani) è incentrato il documentato studio di F. Tessitore.
Nell’ampio e articolato saggio a cura di G. Brancaccio sono prese in considerazione le diverse contraddittorie immagini, proiezioni e considerazioni che il Mezzogiorno ha suscitato negli ultimi due secoli nei viaggiatori, negli studiosi e negli osservatori politici del luogo e non. Immagini positive (il Mezzogiorno come Giardino delle Esperidi); negative o addirittura pessimistiche (il Mezzogiorno come un ammalato, ora bisognoso di cure ora incurabile); appassionate (il Mezzogiorno come paese calunniato e incompreso, vessato e infelice), fino alle immagini “realistiche” dei nostri giorni.
A P. Iaccio il compito di descrivere i rapporti intercorsi tra il Cinema e il Mezzogiorno in un appassionante racconto che passa in rassegna le vicende, le produzioni filmiche e le figure dei protagonisti (registi, sceneggiatori e attori) di trent’anni di storia del cinema dedicato al Meridione e alla sua multiforme, contraddittoria realtà. Il saggio abbraccia un arco temporale che va dalla fine della seconda guerra mondiale alle soglie degli anni Sessanta: con il boom economico e la rottura dell’isolamento del Meridione, infatti, si chiude l’epoca del cinema italiano iniziata col Neorealismo e se ne apre una nuova in cui mutano le prospettive del rapporto cinema-Mezzogiorno.
M. Chiodo focalizza la sua attenzione su aspetti e problemi relativi al pensiero meridionalistico considerato dal secondo dopoguerra a oggi. Il saggio è suddiviso in tre parti.
Nella prima, l’autore si occupa del meridionalismo nella fase della ricostruzione e del “miracolo economico”. Nella seconda, tratteggia le figure ed il pensiero dei protagonisti del meridionalismo postbellico da M. Rossi Doria a P. Saraceno ed oltre. Nella terza, infine, esamina la posizione degli intellettuali e i nuovi temi della cultura meridionale.
G. Galasso affronta, altresì, la storia della riflessione sul Mezzogiorno considerata dall’Unità al Fascismo, ponendo in evidenza le questioni salienti e le figure dei pensatori più illustri che si occuparono di esse: Fortunato (il quale documentò le condizioni disastrose in cui versava il sistema idrogeologico del Meridione), Nitti, Salvemini, Croce, Sturzo e Gramsci.
Il volume si conclude con la monografia di M. Torrini incentrata sul “problema della scienza”, in cui è presa in esame la cultura e la tradizione scientifica del Meridione.

Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative completa ciascun saggio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera. Utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Uno dei motivi di pregio del volume è costituito dalla presenza di una preziosa documentazione iconografica: 191 illustrazioni a colori e in bianco e nero d’alta qualità artistica. Questa iconografia viene presentata in inserti monografici fuori testo, direttamente collegati ai testi cui si accompagnano. Di questi ne vorremmo ricordare almeno due: l’inserto dedicato allo spazio e ai volti della letteratura meridionale dalla lettura del quale emerge il contrasto esistente tra la visione “ideologica” postunitaria del Mezzogiorno (diffusa in varie maniere) e la vera realtà; e l’inserto sul Cinema e il Mezzogiorno che nella sua composita rappresentazione fotografica (ritratti, locandine, fotogrammi di pellicole) intende documentare i diversi linguaggi filmici e codici adottati dai registi, sceneggiatori e produttori, per rappresentare (e autorappresentare), dal dopoguerra agli anni Sessanta, il Mezzogiorno. Sono illustrati i due filoni principali della produzione – il documentario antropologico e il “cinema popolare” di consumo – e i generi e stereotipi intermedi, nonché il cinema di denuncia.







Volume XV
Volume XV (due Tomi): Regioni e Province nell'Unità d'Italia

VOLUME XV: REGIONI E PROVINCE NELL’UNITÀ D’ITALIA

Il quindicesimo ed ultimo volume dell’Opera è dedicato alla descrizione delle singole situazioni regionali così come sono andate determinandosi nel corso degli ultimi due secoli, dall’Unità d’Italia ai giorni nostri.
L’Abruzzo è la prima regione presa in considerazione. U. Dante ne disegna la vicenda storica approfondendo nel contempo le questioni di maggior rilievo: il brigantaggio, la presenza cattolica nella regione e nel Molise, lo sviluppo di strutture moderne, le condizioni dei nomadi della montagna.
G. Brancaccio svolge un’accurata analisi della situazione di Napoli e della regione Campana dall’ultimo periodo borbonico ai tempi recenti. Tra le vicende politiche e sociali prese in considerazione ricorderemo quelle relative alla crisi napoletana nell’ultimo decennio del secolo (e la “legge speciale” del 1904) e quelle relative agli anni del Fascismo, della fase della liberazione e della ricostruzione.
In un’ampia trattazione monografica articolata in due parti sono illustrati aspetti e problemi della storia della Calabria per il periodo che va dagli anni dell’Unità a dopo il Fascismo. M. Gabriela Chiodo, dopo aver avviato la trattazione con la disamina della difficile eredità borbonica e risorgimentale, passa a descrivere gli eventi che hanno segnato la storia della regione e i complessi problemi nati con essi: la crisi agraria, l’emigrazione, il terremoto, la devastante esperienza della prima guerra mondiale; quindi, analizza la situazione sociale e civile durante il Fascismo. F. Cozzetto, a ruota, prende in esame gli eventi del dopoguerra e la situazione della provincia nel quadro della formazione delle nuove identità regionali italiane. Agli aspetti e ai problemi legati alla storia postunitaria della Basilicata è dato ampio resoconto nel saggio di R. Giura Longo. L’autrice compie un excursus di notevole ampiezza: dall’introduzione incentrata sul risorgimento lucano all’analisi del fenomeno del brigantaggio e della lotta politica dopo l’Unità; dall’approfondimento dei temi dell’emigrazione e degli eventi della prima guerra mondiale alla descrizione delle questioni apertesi durante la fase postbellica (l’inquietudine sociale e la modernizzazione tra politica riformistica, nittismo e giolittismo); e infine, dalla presentazione della realtà sociale ed economica nel periodo fascista all’analisi dei fatti del secondo dopoguerra e dell’età repubblicana (tra lotte popolari e quietismo religioso).
Un ampio spazio è dedicato alla storia sociale e civile della Puglia. Il saggio curato da A. Massafra è incentrato sulle vicende della provincia di Terra di Bari dal Settecento all’Unità. Mentre i fatti e gli avvenimenti più rilevanti della storia pugliese postunitaria sono presi in esame nel saggio curato da A. Massella: dall’incontro della regione con lo stato liberale al secondo dopoguerra, con l’esame della situazione sociale ed economica nel periodo intermedio del Fascismo.

Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative completa ciascun saggio e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera. Utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Una ricca documentazione iconografica, costituita da 134 tavole in bianco e nero, illustra luoghi e aspetti significativi delle realtà regionali del Mezzogiorno, dall’Unità ad oggi. Le illustrazioni sono distribuite in inserti monografici fuori testo.
Per ricordarne almeno due, segnaliamo l’inserto fotografico dedicato alla città di Catanzaro, di cui è raccontata la storia attraverso i ritratti di famiglia e la cattura dei luoghi e delle atmosfere; l’inserto incentrato sulla “Lucania di Levi”, ove la sequenza fotografica illustra le condizioni di vita nelle comunità di Matera e Grassano negli anni ’30; e, infine, l’inserto dedicato al terremoto del Vulture, con le immagini tratte dall’Archivio fotografico dell’Istituto Luce, che documentano dal vivo la catastrofe sismica del 1930 nei paesi di Melfi, Ariano e Aquilonia.






 
La più grande e completa Opera mai realizzata sulla plurimillenaria civiltà che ha visto la luce nel magico scenario delle terre del Sud: 19 pregiati volumi che, attraverso il contributo dei massimi studiosi ed esperti dell’argomento, illustrano per la prima volta, in modo ampio e completo, i molteplici aspetti storici, sociali, artistici e culturali di quelle grandi realtà dell’Italia meridionale che, dalle origini più remote ai nostri giorni, hanno lasciato un’impronta indelebile nella vita e nel costume del nostro Paese.
L’Opera prende le mosse dalla descrizione della morfologia geologica e dell’ambiente fisico antico della regione e si sviluppa attraverso le linee di una vicenda che, dalla preistoria e protostoria, nel corso dei tre millenni, ha fatto del Mezzogiorno un autentico crocevia delle civiltà mediterranee; e di questo illustra le singole province, le istituzioni politiche e amministrative, il periodo post-unitario, i fenomeni come il brigantaggio, l’emigrazione, la nascita di una nuova borghesia, le amministrazioni locali, il blocco agrario fino alla strategia dell’intervento straordinario; e ancora l’urbanistica delle città, l’influsso delle strutture ecclesiastiche, lo studio delle tradizioni popolari, la letteratura, le arti minori e l’artigianato.
Volume I (due tomi): Il Mezzogiorno antico
Volume II (due tomi): Il Medioevo
Volume III: Alto Medioevo
Volume IV (due tomi): Il Regno dagli Angioini ai Borboni
Volume V: Napoli capitale e le Province
Volume VI: Le Province del Mezzogiorno
Volume VII: Le Province
Volume VIII: Aspetti e problemi del Medioevo e dell’Età moderna 1°
Volume IX: Aspetti e problemi del Medioevo e dell’Età moderna 2°
Volume X: Aspetti e problemi del Medioevo e dellEtà moderna 3°
Volume XI: Aspetti e problemi del Medioevo e dell’Età moderna 4°
Volume XII: Il Mezzogiorno nell’Italia unita
Volume XIII: Dal Fascismo alla Repubblica
Volume XIV: La cultura contemporanea
Volume XV (due tomi): Regioni e Province nell’Unità d’Italia




L'opera

La storia, la cultura, l’arte, l’economia, la letteratura del Mezzogiorno d’Italia dall’antichità ad oggi.
Quindici volumi in diciannove tomi, che sono la testimonianza di un impegno editoriale frutto di oltre quindici anni di studi e ricerche realizzate con il contributo dei maggiori studiosi di ciascun argomento.
Un omaggio alla gloria di un Mezzogiorno crocevia delle civiltà mediterranee.
 
Autori
Comitato Scientifico
Direttori
Giuseppe Galasso
Università di Napoli
Rosario Romeo
Università di Roma
Coordinamento e ricerche
Atanasio Mozzillo
Università di Salerno
Gabriella Di Martino
Università di Napoli