Grandi Opere
Storia della Sicilia
Volume I: La Sicilia Antica
Il volume che inaugura l’opera e che è anche la prima parte del “dittico” iniziale dedicato alla trattazione della “Sicilia antica”, è suddiviso in due sezioni e contiene otto importanti monografie, che sono precedute da un saggio introduttivo di Oscar Belvedere, nel quale l’autore fa, tra l’altro, il punto sui nuovi apporti di conoscenze storiche acquisiti in seguito agli scavi più recenti effettuati nell’isola pentagonale. Seguono poi, all’interno della prima sezione, cinque saggi: uno studio di Riccardo Ambrosini incentrato tutto sull’analisi dell’elemento indigeno, cui fa da pendant la trattazione del saggio successivo, di Lorenzo Braccesi, il quale si sofferma ad indagare approfonditamente il periodo pre-greco; al saggio di David Asheri è poi affidato il delicato compito di affrontare la disamina del cruciale fenomeno della colonizzazione greca, che cominciò verso la fine dell’ottavo secolo a.C., mentre le due dissertazioni che concludono la prima parte del volume, rispettivamente la prima di Vincenzo Tusa e la seconda di Sandro Filippo Bond, ambedue “focalizzate” sulla complessa tematica della penetrazione fenicio-punica e sulla conseguente storia della civiltà punica in Sicilia, se ne occupano, la prima dal punto di vista della centrale problematica archeologica, e la seconda, invece, secondo una prospettiva che più direttamente attiene alla riflessione storica. Seguono poi i tre ampi lavori monografici della sezione seconda, che ha per oggetto le città greche ed indigene di Sicilia: il primo di essi, a cura di Roland Martin, Georges Vallet e Giuseppe Voza, si incarica d’offrire al lettore un’affascinante e minuziosa raffigurazione delle colonie greche dell’isola, nonché un attento esame del loro complesso relazionarsi con il mondo mediterraneo; gli ultimi due saggi, infine, di altissimo profilo critico, curati entrambi da Roland Martin, Paola Pelagatti, Georges Vallet e Giuseppe Voza, affrontano invece, il primo la trattazione sistematica delle “città greche” della Sicilia, ed il secondo, che conclude il volume, una suasiva indagine di quelle “ellenizzate”. Numerosi sono, ovviamente, gli argomenti trattati nel volume che potranno avvincere il lettore; ne segnaliamo qui soltanto alcuni, a titolo d’esempio: la raffigurazione “ravvicinata” dei popoli delle “origini” – Sicani e Siculi, con la “questione aperta” degli Elimi; l’interessante ricognizione delle singole entità urbane interessate dalla penetrazione “fenicio-punica”, da Solunto a Palermo, da Selinunte ad Erice; la descrizione della formazione dell’eparchia cartaginese, l’analisi dettagliata delle strutture politiche ed amministrative della Sicilia punica, nonché un profilo delle sue tendenze economiche e culturali – dall’arte all’artigianato, dalla cultura figurativa alla vita religiosa; l’illustrazione delle variegate relazioni tra Sicilia e mar Tirreno, tra Sicilia e mondo fenicio-punico, e, soprattutto, tra Sicilia e mondo greco – quest’ultima, in particolare, studiata nelle sue varie correnti (da quella euboico-cicladica a quella eolica e focea, da quella ionica (sarnio-milesia) a quella dell’Egeo meridionale, da quella creto-peloponnesiaca a quella attica); ed infine, l’incantevole profilo delle diciotto “città greche” – da Agrigento a Lentini, da Magara Iblea a Zancle-Messina – e delle quattro città “ellenizzate” dell’isola – da Solunto a Monte Iato, da Segesta a Morgantina –, che è ricavato attraverso un’analisi multiprospettica e multi-disciplinare che ne mette in rilievo in modo esauriente tutti i vari aspetti, – così, tanto per dare un’idea, della “greca” Camarina, dopo un preliminare cenno storico, viene analizzato il sito urbano, il perimetro delle mura, l’abitato (descritto nelle sue varie fasi di sviluppo: dalla struttura dell’isolato in età timoleontea alla fisionomia della città in età tardo-ellenistica), il porto, le risorse idriche, le necropoli, le fattorie suburbane e “chora”, i villaggi del retroterra, senza dimenticare i culti, l’attività di vasai e coroplasti, e concludendo l’ampio excursus con un pregevole cenno numismatico. Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative completa, naturalmente, ciascun saggio monografico, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera – utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è altresì arricchito da 79 illustrazioni a colori, raccolte in brevi inserti distribuiti nel testo e accompagnate da didascalie, grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo; tra le tante indicheremo solo, a titolo d’esempio: la foto della necropoli di Pantalica; la foto delle mura ciclopiche di origine punica ad Erice; la foto del Tempio di Giunone Lacinia ad Agrigento e quella del Tempio di Esculapio a Eloro; la foto del Tempio della Vittoria a Imera e quella del Duomo di Siracusa, edificato sul Tempio di Athena; le foto raffiguranti il Tempio e il Teatro di Segesta. Numerosi disegni di cartine topografiche e planimetrie in bianco e nero delle città analizzate nell’opera concorrono, inoltre, ad impreziosire ulteriormente l’apparato iconografico del volume. |
Volume II: La Sicilia Antica II
Il secondo volume dell’opera, con cui si conclude la trattazione della “Sicilia antica”, è composto da sette saggi monografici, distribuiti anch’essi, come già era accaduto nel primo volume, in due distinte sezioni: la prima è dedicata alla “Sicilia greca”, in un arco storico che va dal sesto secolo fino alle guerre puniche; la seconda, invece, ha per oggetto la “Sicilia romana” e “bizantina”. Ad aprire la serie degli studi è un saggio di Gianfranco Maddoli, che esamina il sesto e quinto secolo a.C., vale a dire un periodo che parte dalla fondazione di Camarina ed arriva alla fine della repubblica siracusana, cui da il cambio la panoramica storica di Marta Sordi focalizzata invece sul periodo che va dal 406 al 336 a.C., cioè a dire dal regno di Dionigi I a Timoleonte. A ruota è poi la volta del lavoro di Sebastiana Nerina Consolo Langher riguardante il periodo che va dalla scomparsa dei Timoleonti alla morte di Agatocle; a Giovanna De Sensi Sestito è demandato invece il compito di passare in rassegna quell’arco di vicende siciliane che va dal 289 al 210 a.C.. Degli ultimi tre saggi, infine, i primi due son dedicati alla trattazione della Sicilia “romana” – cioè a dire il saggio di Giacomo Manganaro, che affronta il periodo che va dalla “riorganizzazione” dell’isola fino all’ordinamento augusteo, e la disamina di Guido Clemente focalizzata sulla Sicilia durante l’età imperiale – mentre l’ultimo, ampio studio di Lellia Cracco Ruggini si sofferma sulla Sicilia tra Roma e Bisanzio. Tra i molteplici argomenti di spiccato interesse storico presenti nel volume è certamente il caso di segnalare al lettore perlomeno i “medaglioni” storici di figure come Dionigi II, Timoleonte, Agatocle e Gerone II, la minuziosa esposizione analitica di fenomeni importanti come l’insorgere delle grandi tirannidi e la collocazione della Sicilia all’interno della complessa politica occidentale di Atene; la raffigurazione ricca, di particolari, della spedizione africana di Agatocle, lo studio approfondito sull’introduzione dell’istituzione della “basileia”; la serrata cronistoria della guerra di Gerone II contro i Mamertini e delle due guerre puniche; la descrizione del cruciale passaggio della Sicilia (tra quarto e sesto secolo) da una funzione puramente economica ad un ruolo politico; la disamina critica della politica di Giustiniano e la “Constitutio Pragmatica”, nonché lo studio dell’affascinante fenomeno del monachesimo greco. Un cospicuo apparato di note bibliografiche ed esplicative integra, naturalmente, ciascuna monografia, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera – utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è altresì impreziosito da 65 illustrazioni a colori, raccolte in brevi inserti distribuiti nel testo e accompagnate da didascalie, grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo; tra di esse, indicheremo soltanto, a titolo d’esempio: la foto della testa efebica arcaica in marmo del Kouros di Lentini; la foto della statuetta in bronzo di Arpocrate, datata inizi del primo secolo dopo Cristo, rinvenuta a Solunto ed ora conservata nel Museo archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo; la foto delle testa colossale in marmo di divinità detta anche Testa di Asclepio, della prima età imperiale romana; nonché le varie foto raffiguranti i mosaici pavimentali policromi di Piazza Armerina a Villa del Casale, datati III-IV secolo d.C. |
Volume III: Il Medioevo dalla Conquista Musulmana al Viceregno
Il terzo volume dell’opera, dedicato al Medioevo dalla conquista musulmana al “Viceregno”, si apre con il saggio di Umberto Rizzitano sulla conquista musulmana: esso parte dall’analisi dell’espansione dell’Islam nei secoli VII e VIII, prosegue la sua trattazione esaminando la situazione dell’impero islamico agli inizi del secolo IX e, dopo aver tratteggiato il complesso e avvincente fenomeno della guerra Santa in Sicilia, giunge fino all’insediamento dei primi Normanni. Segue poi l’amplissimo excursus di Salvatore Tramontana, che va dal 1061 (cioè a dire, dalla conquista Normanna dell’isola) fino al 1282 (il “Vespro”), passando in rassegna le seguenti fasi storiche: la conquista Normanna, la reggenza di Adelasia, il regno di Ruggero II, l’età dei Guglielmi, il regno di Federico II e l’età Angioina. Sul “Vespro”, sul baronaggio e sulla soluzione catalana-aragonese fino al viceregno spagnolo, è incentrata invece la monografia di Francesco Giunta, mentre di paesaggio agrario, di regime della terra e, più in generale, della società rurale nei secoli XI-XV si occupa lo studio di Vincenzo D’Alessandro. Henri Bresc tratta invece l’argomento della feudalizzazione in Sicilia dal vassallaggio al potere baronale, in un’articolata indagine che investiga, tra l’altro, le seguenti tematiche: le condizioni originarie del feudalesimo siciliano, la progressiva feudalizzazione dell’isola, il nuovo ordine feudale ossia la tentazione della signoria urbana, nonché la dinamica stessa della feudalità. Il volume è chiuso poi da due saggi: il primo, di Salvatore Fodale, centrato sul rapporto tra Stato e Chiesa, dal privilegio di Urbano II a Giovan Luca Barberi, ed il secondo, di Franco D’Angelo, che approfondisce il contributo della cultura materiale. Vari ovviamente sono i temi di notevole rilevanza storica racchiusi in queste pagine; se ne possono segnalare qui soltanto alcuni, a titolo d’esempio: i magnifici ritratti d’importanti figure storiche come Ruggero II, Guglielmo II il re buono, Tancredi, Federico II, Manfredi e Carlo I d’Angiò; gli appassionati studi riguardanti gli Emirati Aglabita e Kalbita; le ricche disamine di periodi storici cruciali come la difficile reggenza di Margherita di Navarra e la drammatica eredità del matrimonio di Costanza, nonché di eventi fondamentali quali le Assise di Capua, la fondazione dell’Università di Napoli, le costituzioni di Melfi ed i moti del Vespro, con l’esperienza delle “communitas Siciliae”. Un dovizioso apparato di note bibliografiche ed esplicative completa, naturalmente, ciascuno studio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera – utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è altresì corredato da 44 illustrazioni a colori, raccolte in brevi inserti distribuiti nel testo e accompagnate da didascalie, grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo; tra le tante indicheremo solo, a titolo d’esempio: la foto dell’affresco di G. Patania, datato 1830 ca., raffigurante la sottomissione dei dignitari arabi a Ruggero e Roberto normanni, collocato nella sala Gialla di palazzo dei Normanni a Palermo; la foto del sepolcro di Ruggero II, datato metà del XII secolo e situato nella cattedrale di Palermo; la foto della miniatura, da frammento di exultet, della prima metà del XIII secolo, raffigurante Federico II in trono, che è conservata nel Museo Diocesano di Salerno; ed infine, la foto della corona di Costanza di Aragona, del XII-XIII secolo, custodita nel Museo della cattedrale di Palermo. |
Volume IV: L'Età Moderna fino all'Unità
Il quarto volume dell’opera, dedicato all’età moderna fino all’Unità, è costituito da cinque pregevoli saggi monografici, il primo dei quali, di Giuseppe Giarrizzo, tratta della Sicilia dal Viceregno al Regno: esso è strutturato in più sezioni ed esamina, nell’ordine, il periodo storico che va dalla Sicilia africana di Moncada alla politica del viceré di de Vega, la “rallentata” decadenza economico-civile durante il Regno di Filippo II, il complesso fenomeno della Sicilia “nobile”, nonché il periodo che va dalla fine della Sicilia Spagnola all’avvento del riformismo austriaco. Segue poi uno studio di Francesco Renda che affronta l’analisi di quell’arco di tempo che va dal 1734 al 1816, vale a dire dal periodo delle riforme al periodo costituzionale. Della disamina del periodo storico riguardante gli ultimi Borboni, dalla restaurazione all’Unità, si occupa invece l’accurato saggio di Gaetano Cingari. Chiudono il volume due dissertazioni, rispettivamente la prima di Giuseppe Buttà, incentrata tutta sull’approfondimento dell’attività del Parlamento Siciliano, e la seconda, di Enzo Sciacca, che si sofferma minuziosamente nell’esposizione del pensiero politico dal 1812 all’Unità. Tra i molteplici argomenti d’innegabile interesse contenuti nel volume si possono qui almeno segnalare al lettore i “medaglioni” critici di personaggi centrali nella vita siciliana del periodo trattato come i viceré de Vega e Colonna, la figura di Mario Cutelli, i profili affascinanti di Carlo III di Borbone, Tanucci e Caracciolo; l’illustrazione ricca di particolari di eventi avvincenti come la rivolta siciliana del 1517-1522, la peste e la bancarotta del 1575, l’immane terremoto del 1693, la rivoluzione del 1848 (a cui fece seguito la seconda restaurazione); la riflessione su fenomeni di notevole rilevanza storica, quali, ad esempio, le piaghe “divine” dei turchi e dei banditi, il calvinismo siciliano, la pressione fiscale e il trionfo del debito pubblico sotto Filippo II, l’indipendentismo sicilianista; nonché i pregevoli affreschi concernenti la Sicilia “religiosa e magica”, quella post tridentina tra devozione e pietà e quella sottoposta al regime di rigida austerità piemontese. Un ampio apparato di note bibliografiche ed esplicative integra, naturalmente, ciascun saggio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera – utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è altresì impreziosito da 63 illustrazioni a colori, raccolte in brevi inserti distribuiti nel testo e accompagnate da didascalie, grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo; tra di esse, indicheremo solo, a titolo d’esempio: la foto di un’incisione colorata di J.B. Homann, datata fine del XVII secolo e intitolata “Infelicis Regni Siciliae…”, raffigurante la carta geografica della Sicilia nella quale è riportato il numero delle vittime del terremoto del 1693 e un elenco delle città distrutte; la foto del ritratto ad olio, dell’inizio del XIX secolo, di Ferdinando I re delle due Sicilie, conservato nel Museo del Risorgimento a Palermo; la foto dell’olio su tela, della metà del XIX secolo, raffigurante le torture nelle carceri borboniche durante i moti del 1848; ed infine, la foto del ritratto ad olio di Giuseppe Garibaldi eseguito nel 1860 da S. Lo Forte, e custodito nella Galleria d’Arte Moderna di Palermo. |
Volume V: La Sicilia Contemporanea 1861-1996
Volume VI: Cultura e Arte nell' età Antica
Il sesto volume dell’opera, dedicato alla cultura e all’arte dell’età antica, è articolato in undici saggi monografici. Il primo di essi, curato da Roland Martin, Paola Pelagatti, Georges Vallet e Giuseppe Voza, prendendo in esame le strutture urbane ed il loro rapporto con la storia, analizza, tra l’altro, il fenomeno dell’espansione delle colonie, studia le conseguenze degli sconvolgimenti degli anni 409-406 e la rinascita delle città, tratteggiando la loro evoluzione fino alla conquista romana. Sull’architettura monumentale religiosa e civile è incentrato, invece, lo studio successivo, di Roland Martin e Georges Vallet, che fa il punto sulle condizioni e le esigenze della creazione architettonica in Sicilia, delineandone le forme e le tecniche, nonché la nascita e lo sviluppo degli stili. Sempre a cura dei due medesimi autori è poi l’indagine che ha per oggetto l’architettura domestica, in cui è descritta l’evoluzione delle strutture abitative dalle origini fino al periodo punico. La quarta monografia, di Paola Pelagatti e Georges Vallet, si occupa invece della trattazione delle necropoli da un punto di vista multi-disciplinare (archeologico, antropologico, demografico e storico), mentre la quinta, di Roland Martin, Paola Pelagatti e Georges Vallet, fa alcune osservazioni sulla cultura materiale, rilevandone le tecniche e focalizzando la sua attenzione sulle suppellettili e sugli arnesi da lavoro. Seguono poi tre saggi, dedicati alla cultura figurativa in Sicilia, il primo di Giuseppe Voza focalizzato sul periodo storico che va dalle origini fino al quinto secolo, e gli altri due, di Filippo Coarelli, che affrontano la disamina del periodo storico che va dal IV secolo a.C. al periodo bizantino. Concludono il volume le tre ampie panoramiche di Graziano Arrighetti riguardanti la civiltà letteraria della Sicilia antica dal VI secolo a. C. fino al IV secolo d.C.. Tra i numerosi temi di notevole interesse presenti in queste pagine si possono qui segnalare, a titolo d’esempio, l’analisi dell’ubicazione dei santuari e dei monumenti, lo studio della problematica relativa all’organizzazione delle necropoli, la descrizione di riti, forme e tipi di sepoltura, l’illustrazione dei corredi funebri, nonché la ricca ed affascinante rassegna storico-critica (negli ultimi tre capitoli del volume) dedicata all’illustrazione della poesia del VI e del V secolo a.C. (con pagine, tra l’altro, concernenti la splendida figura di Stesicoro), della storiografia e della filosofia del V secolo (con al centro la luminosa personalità di Empedocle, analizzata per altro, com’è ovvio, anche alla luce del pitagorismo), della retorica (con personaggi di spicco come Gorgia), della storiografia dal V al III secolo a.C., della poesia del IV e del III secolo a.C. (che contempla tra l’altro, al suo interno, anche le magnifiche creazioni di Teocrito), nonché della filosofia e dell’erudizione del IV e del III secolo a. C. Un esauriente apparato di note bibliografiche ed esplicative integra, naturalmente, ciascuno studio monografico, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera – utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è altresì arricchito da 68 illustrazioni a colori, raccolte in brevi inserti distribuiti nel testo e accompagnate da didascalie, grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo; tra di esse, indicheremo solo, a titolo d’esempio: la foto della veduta della Collina dei Templi di Agrigento (foto di Mimmo Jodice di Napoli); la foto del teatro di Tindari (foto di Melo Minnella di Palermo); la foto della metopa raffigurante le nozze di Zeus ed Hera, della metà circa del V secolo a.C., dal Tempio E di Selinunte, che è conservata al Museo Nazionale Archeologico di Palermo; ed infine, la foto del sarcofago paleocristiano di Adelfia del secondo quarto del IV secolo d.C., dalle Catacombe di San Giovanni, che è custodito presso il Museo Archeologico di Siracusa. 39 illustrazioni in bianco e nero (di piantine di città, di templi e di abitati) concorrono, inoltre, ad impreziosire ulteriormente l’apparato iconografico del volume. |
Volume VII: Pensiero e Cultura Letteraria Siciliana 1
Il settimo volume dell’opera, primo dei due dedicati al pensiero e alla cultura letteraria siciliana, è strutturato in tredici saggi monografici e si apre con lo studio di Quintino Cataudella, il quale si sofferma ad analizzare il complesso fenomeno della cultura bizantina in Sicilia, fornendone un quadro esaustivo – dalla teologia all’esegetica, dall’oratoria sacra all’agiografia, dalla poesia delle lodi alla lirica profana. Segue poi un’ampia panoramica di Umberto Rizzitano, che ha per oggetto la presenza e l’evoluzione della cultura araba in Sicilia, nelle sue svariate sfaccettature: essa affronta, tra l’altro, le questioni relative al diritto islamico e all’esegesi del Corano, nonché tematiche quali la narrativa gnomica, l’astronomia, la medicina e la poesia. È la volta poi di due studi incentrati sulla cultura latina sotto i Normanni (di Gianvito Resta) e sotto gli Svevi (di Guglielmo Bottari). Alla scuola poetica siciliana è dedicato il saggio di Maria Beretta Spampinato, mentre della cultura e della prosa volgare nel Trecento e nel Quattrocento si occupa, invece, il lavoro di Francesco Bruni, che prende in esame, tra gli altri argomenti, l’istruzione e le biblioteche, il volgare dei documenti e l’attività degli ordini religiosi. Il settimo studio, ancora di Maria Beretta Spampinato, focalizza la sua attenzione sulla prosa del Cinquecento, indagando nel dettaglio le istituzioni culturali, l’istruzione pubblica, la tipografia, le condizioni linguistiche, nonché i trattatisti ed i lessicografi, la storiografia e la letteratura politica. Seguono poi due saggi, il primo di Pietro Mazzamuto sulla lirica e l’epica nel Cinquecento, ed il secondo di Michela Sacco Messineo sulla poesia e sulla cultura nell’età barocca. Il compito di occuparsi della filosofia e delle scienze nel Cinquecento e nel Seicento è affidato invece all’ampia dissertazione di Corrado Dollo, mentre Giorgio Santangelo fa il punto sulla poesia dell’Arcadia e sulla figura di Giovanni Meli. Le ultime due monografie, infine, rispettivamente di Giuseppe Giarrizzo e di Antonio Di Grado, sono dedicate, la prima alla disamina dell’illuminismo, e la seconda all’illustrazione della vita e dell’opera di Domenico Tempio. Tra i vari temi di assoluta rilevanza culturale contenuti nelle pagine di questo volume si possono qui ad esempio segnalare, all’attenzione del lettore, il “ritratto critico” di Ibn al-Birr, caposcuola degli studi filologici, l’affascinante analisi (all’interno del pregevole lavoro sulla scuola poetica siciliana) delle forme metriche del sonetto, del discordo e della canzone; l’accurata interpretazione (sempre all’interno dello stesso studio) del Contrasto di Cielo D’Alcamo, nonché l’illustrazione di figure cruciali della letteratura italiana quali Pier della Vigna e Giacomo da Lentini; il “medaglione” critico relativo alla personalità filosofica di Raimondo Lullo e l’esposizione della leggenda della beata Eustochia; la trattazione degli insegnamenti e delle “eredità” lasciate da personaggi di rilievo della storia della scienza quali Francesco Maurolico e Giovanni Filippo Ingrassia; senza dimenticare infine, in ambito di teoresi politica, l’incisiva riflessione sul populismo massonico di Giovanni Meli. Un cospicuo apparato di note bibliografiche ed esplicative completa, naturalmente, ciascuna monografia, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera – utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è altresì impreziosito da 42 illustrazioni a colori, raccolte in brevi inserti distribuiti nel testo e accompagnate da didascalie, grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo; tra le tante indicheremo soltanto, a titolo d’esempio: la foto del particolare del pavimento musivo, datato secondo quarto del XII secolo, della cappella Palatina di Palermo (foto Publifoto di Palermo); la foto della chiesa di S. Giovanni degli Eremiti a Palermo, edificata nel 1132 sul corpo di un’antica moschea; la foto del particolare dei mosaici, datati 1154-66, della sala di Ruggero del palazzo Reale di Palermo; ed infine, la foto del particolare di una miniatura raffigurante Filippo II in trono, tratta dal De Arte venandi cum avibus, della seconda metà del XIII secolo, che è conservata presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. |
Volume VIII: Pensiero e Cultura Leteraria dell' Ottocento e del Novecento 2
L’ottavo volume dell’opera, che conclude la trattazione dedicata al pensiero e alla cultura letteraria siciliana, ha per oggetto la complessa e affascinante produzione letteraria e filosofica dell’Ottocento e del Novecento. Nell’Introduzione, posta in limine al volume, Natale Tedesco scrive tra l’altro: «Il corpus degli autori, il repertorio delle opere che abbiamo proposto hanno l’ambizione di ridisegnare l’itinerario di un viaggio fra le cose, le figure e le forme del passato prossimo della civiltà isolana nelle sue tappe significative, e una prima, pur non esauriente, ricognizione del suo presente. Un viaggio che però non è un viaggio memoriale, ma di ricostituzione della sua dimora vitale attraverso le testimonianze letterarie di quella civiltà, restituendoci le sue ragioni più autentiche, che la fanno ancora vivere e operare. Una schiera fitta di autori siciliani che non hanno semplicemente collegato l’isola al continente, ma l’hanno tenuta alta sulle correnti della cultura contemporanea internazionale come singolare provincia del mondo». Una fitta schiera di opere e di autori analizzata in più di centotrenta tra saggi e “medaglioni” critici, raccolti in quindici sezioni riguardanti, nell’ordine, i seguenti argomenti: il “Rinascimento” siciliano, affrontato negli studi di Antonio Palermo, Fernando Gioviale e Natale Tedesco; il Verismo, di cui si occupano Natale Tedesco, Giuseppe Saja, Domenica Perrone e Rosario Castelli; il teatro dialettale e la ricerca drammaturgica di Verga, Capuana e De Roberto, esaminato nei lavori di Guido Nicastro, Natale Tedesco e Donatella La Monaca; il periodo tra Simbolismo e Futurismo, approfondito negli interventi di Rosa Maria Monastra, Anna Maria Ruta e Natale Tedesco; la poesia dialettale tra Ottocento e Novecento, “messa a fuoco” nelle dissertazioni di Salvatore Di Marco, Natale Tedesco, Rosario Castelli, Aldo Gerbino e Massimo Onofri; il teatro del Novecento, oggetto delle disamine di Angela Guidotti, Paolo Puppa, Natale Tedesco, Rita Verdirame, Fernando Gioviale e Giuseppe Drago; i prosatori del primo Novecento, di cui danno conto i contributi di Fernando Gioviale, Flora di Legami, Vincenzo Licata, Donatella la Monaca, Maria Di Giovanna, Antonio Di Grado e Michela Sacco Messineo; la scrittura narrativa della Sicilia orientale, su cui si incentrano i “medaglioni” critici di Rita Verdirame, Antonio Di Grado, Domenica Perrone, Donatella La Monaca, Franco Musarra, Rosario Castelli, Maria Di Giovanna, Nunzio Zago e Giuseppe Saja; la scrittura narrativa della Sicilia occidentale, trattata nelle monografie di Donatella La Monaca, Nunzio Zago, Walter Pedullà, Giuseppe Drago, Antonio Di Grado, Giuseppe Saja, Massimo Onofri e Natale Tedesco; la ricerca al femminile dagli cinquanta ad oggi, su cui fanno il punto i saggi di Donatella La Monaca e Rosa Maria Monastra; lo sperimentalismo messinese, di cui si occupano Domenica Perrone, Walter Pedullà, Natale Tedesco e Flora Di Legami; l’invenzione critico-letteraria dell’area palermitana dagli anni sessanta fino agli scritturi dell’ultima generazione, su cui si soffermano i lavori di Massimo Onofri, Flora Di Legami, Giuseppe Drago, Giuseppe Saja e Salvatore Ferlita; i poeti del Novecento, presi in esame nei saggi di Flora Di Legami, Rosario Castelli, Natale Tedesco, Aldo Gerbino, Nunzio Zago, Antonio Di Grado, Donatella La Monaca, Domenica Perrone e Giuseppe Drago; i critici del Novecento, oggetto delle analisi di Massimo Onofri e Emma Giammattei; e per finire, la ricerca filosofica dell’Ottocento e del Novecento, che è al centro dell’ampia panoramica di Corrado Dollo. Tra le numerosissime figure di assoluta rilevanza culturale presenti nelle pagine di questo volume si possono così ad esempio segnalare, all’attenzione del lettore, quelle di Luigi Capuana, Giovanni Verga, Federico De Roberto, Luigi Pirandello, Rosso di San Secondo, Giuseppe Antonio Borgese, Luigi Russo, Salvatore Battaglia, Vitaliano Brancati, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Bartolo Cattafi, Edoardo Cacciatore, Angelo Maria Ripellino, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Lucio Piccolo, Stefano D’Arrigo, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino e Dacia Maraini. Il volume è inoltre impreziosito da 42 illustrazioni a colori, raccolte in sedici brevi inserti distribuiti nel testo, che fanno, per così dire, da pendant iconografico al racconto storico-critico, contribuendo ad arricchirlo ulteriormente; tra le tante indicheremo soltanto, a titolo d’esempio: il “Ritratto di Luigi Pirandello” di Primo Conti, olio su tela del 1928, custodito presso la Biblioteca Teatrale del Burcardo (foto O. Savio, Roma); la copertina disegnata da Fortunato Depero per il volume di Giovanni Gerbino “La congiura dei passeri”, Milano, 1927, ora conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (foto Dedem, Roma); il “Ritratto di Salvatore Quasimodo” di Bruno Caruso, disegno acquerellato del 1995, facente parte di una collezione privata (foto Archivio Caruso, Roma); e infine, il “Ritratto di Gesualdo Bufalino” di Piero Guccione, ceramolle, acquatinta, puntasecca del 1997, che è parte anch’esso di una collezione privata. |
Volume IX: Arti Figurative e Architettura in Sicilia I
Il nono volume dell’opera, primo dei due dedicati alle arti figurative e all’architettura siciliana, è composto da dieci saggi monografici ed è inaugurato dallo studio di Francesco Basile sull’architettura Normanna che, nel giro di un’ampia trattazione, si occupa, tra le altre cose, delle chiese basiliane in Sicilia e Calabria, delle chiese con copertura a cupola, delle cattedrali del periodo normanno, del Duomo di Cefalù, delle cattedrali del regno di Guglielmo II e dell’architettura civile. Dello spazio interno nell’architettura religiosa durante il periodo normanno, ed in particolare di mosaici e sculture, si interessa invece il saggio di Cleofe Giovanni Canale, mentre il successivo, di Ferdinando Maurici, analizza l’architettura nell’età di Federico II. È poi la volta della monografia di Paola Santucci che prende in esame l’arte figurativa dai Normanni alla metà del Quattrocento. Ad Antonello da Messina e alla sua scuola è dedicato invece il quinto studio, di Maria Grazia Paolini, con una disamina, tra l’altro, del suo supposto discepolato presso Colantonio, degli eventuali rapporti con la pittura fiamminga, nonché dell’intero corpus delle sue opere, della sua scuola e dei seguaci messinesi e veneti. Seguono poi tre saggi, il primo di Dante Bernini volto ad approfondire l’architettura e la scultura del Quattrocento, il secondo, di Francesca Campagna Cicala, che affronta l’analisi della pittura del Cinquecento, e il terzo, di Simonetta La Barbera, “focalizzato” invece alla scultura del Cinquecento. Concludono infine il volume due contributi: quello di Maria Concetta Di Natale incentrato sulle arti decorative dal Quattrocento al Seicento, e quello di Vincenzo Abate che studia il collezionismo e le quadrerie dal Cinquecento al Settecento. Tra i molteplici temi di grande interesse racchiusi nelle pagine dell’opera si possono qui segnalare, a titolo d’esempio: l’analisi dell’architettura medievale islamica nel Mediterraneo e quella dell’architettura bizantina nei secoli X e XI; lo studio approfondito della cappella Palatina, delle cattedrali di Ruggero II, del Duomo di Palermo e di quello di Monreale, nonché l’esame di Castel Maniace (capolavoro architettonico e monumento-simbolo dell’età federiciana) e della torre di Menfi; senza dimenticare, infine, la pregevole ricognizione critica sulle condizioni del mercato dell’arte tra Cinquecento e Settecento. Un dovizioso apparato di note bibliografiche ed esplicative integra, naturalmente, ciascun saggio, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera – utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è altresì arricchito da 99 illustrazioni a colori, raccolte in brevi inserti distribuiti nel testo e accompagnate da didascalie, grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo; tra di esse, indicheremo solo, a titolo d’esempio: la foto della cattedrale di Cefalù 1131-70; la foto della “Torre di Federico” ad Enna, della prima metà del XIII secolo (foto Arte Video Immagine Italia di Firenze); la foto della “Madonna Salting” di Antonello da Messina, tempera su tavola del 1460 circa, che è conservata alla National Gallery di Londra; ed infine, la foto del “San Girolamo nello studio”, olio su tela sempre di Antonello da Messina, datato 1470-75, e custodito anch’esso presso la National Gallery di Londra. |
Volume X: Arti Figurative e Architettura in Sicilia II
Il decimo volume dell’opera, che conclude la trattazione dedicata alle arti figurative e all’architettura in Sicilia, raccoglie undici ricche monografie. Il primo studio, di Salvatore Boscarino, è dedicato all’architettura e all’urbanistica dal Cinquecento al Settecento, mentre il secondo, di Lucia Trigilia, prende in esame la problematica relativa al terremoto del 1693, analizzando l’architettura derivata dalla successiva ricostruzione. Della scultura, dalla seconda metà del Seicento al Settecento, si occupa invece il saggio di Diana Malignaggi che affronta, tra gli altri argomenti, lo studio delle condizioni storico-sociali della committenza, nonché la vita delle corporazioni degli scultori e dei marmorari. Volto ad esaminare la pittura del Seicento della Sicilia orientale è la monografia di Francesca Campagna Cicala, mentre alla pittura del Seicento nella Sicilia occidentale è dedicato il contributo di Vincenzo Scuderi. Il sesto saggio, di Mariny Guttilla, ha per oggetto, invece, la pittura e l’incisione nel Settecento e approfondisce, tra l’altro, le tematiche del mito nelle decorazioni dal barocco al rococò, la rappresentazione figurativa dei segni astrologici, nonché lo studio della pittura tra accademie ed esoterismo massone. Sulla pittura dell’Ottocento è incentrato lo studio di Gioacchino Barbera, mentre Nicola Giuliano Leone ed Ettore Sessa focalizzano la loro attenzione sulle problematiche relative all’architettura e all’urbanistica tra Ottocento e Novecento. Chiudono infine il volume tre saggi: il primo, di Ivana Bruno, tratta della scultura dell’Ottocento; il secondo, di Franco Grasso, ha per argomento la pittura e la scultura della prima metà del XX secolo; e l’ultimo poi, di Nicolò D’Alessandro, fa il punto sugli artisti siciliani del secondo Novecento. Tra i numerosi argomenti di spiccato valore culturale affrontati nel volume si possono qui segnalare, a titolo d’esempio: la disamina della maniera italiana in Sicilia, l’illustrazione della figura di Giacomo Serpotta e lo studio della sua scuola, l’analisi della personalità secentesca di Novelli, nonché la riflessione su Valerio Villareale e la scultura neoclassica; senza dimenticare, infine, l’approfondimento, all’interno dell’ampio saggio dedicato al secondo Novecento, dei numerosi movimenti artistici avvicendatisi nel corso del tempo: dal futurismo al novecentismo, dagli astrattisti alla svolta di Forma 1, dal concettualismo degli anni settanta al naïf (la cultura dello spontaneo), dall’Art Brut al Postmoderno. Un ampio apparato di note bibliografiche ed esplicative completa, naturalmente, ciascun saggio monografico, e ne accresce il valore scientifico, costituendo una fitta rete di informazioni e notizie in riferimento all’opera – utile strumento per effettuare efficaci approfondimenti personali. Il volume è altresì impreziosito da 122 illustrazioni a colori, raccolte in brevi inserti distribuiti nel testo e accompagnate da didascalie, grazie alle quali il racconto storico diviene spettacolo che ricrea lo sguardo; tra le tante indicheremo soltanto, a titolo d’esempio: la foto dell’“Adorazione dei pastori” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, olio su tela del 1608, conservato nel Museo Regionale di Messina; la foto della “Crocifissione” di Renato Guttuso, olio su tela del 1940-41, custodito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; la foto di “Verso Oriente invisibile e leggero” di Piero Guccione, olio su tela del 1996-98; ed infine, la foto de “L’Angelo” di Antonio La Barbera, olio su tela del 1996. |
Volume XI. Indici
Storia della Sicilia
La storia millenaria e affascinante della Sicilia dal periodo d’oro della Magna Grecia ai giorni nostri, attraverso secoli di civiltà fiorente, di conquiste, di susseguirsi grandioso di popoli e presenze. La vita culturale ed artistica isolana dalla bellezza greca allo sfarzo bizantino, dalle raffinatezze di arabi e svevi alla conquista spagnola. La storia travagliata e controversa di un’Isola che nel tempo ha scatenato desiderio di conquista e di possesso, ma anche sogni sensuali di piacere e abbandono.
Storia della Sicilia si presenta in una nuova, curatissima veste grafica, arricchita nelle immagini e profondamente ripensata nella distribuzione dei temi e dei problemi trattati.
La prima edizione, infatti, seguiva un criterio strettamente cronologico: partiva dalla storia dei primi abitanti dell’isola e arrivava a quella della Sicilia contemporanea prendendo in esame di volta in volta, sia gli aspetti prettamente storici, sia quelli culturali ed artistici.
In questa nuova edizione, per maggiore chiarezza e per assecondare le diverse esigenze di consultazione del lettore, l’Opera è stata, invece, idealmente divisa secondo gli argomenti in due parti: nella prima (dal primo al quinto volume) vengono trattati gli aspetti storici, nella seconda parte (dal sesto al decimo volume), gli aspetti culturali e artistici. L'undicesimo volume infine, è interamente occupato dagli indici, uno strumento indispensabile per la consultazione di un’opera di queste dimensioni.
Volume I: La Sicilia Antica IVolume II: La Sicilia Antica II
Volume III: Il Medioevo dalla conquista musulmana al Viceregno
Volume IV: L’età moderna fino all’Unità
Volume V: La Sicilia contemporanea 1861-1996
Volume VI: Cultura ed arte nell’età antica
Volume VII: Pensiero e cultura letteraria siciliana I
Volume VIII: Pensiero e cultura letteraria siciliana II
Volume IX: Arti figurative e architettura in Sicilia I
Volume X: Arti figurative e architettura in Sicilia II
Volume XI: Indici
Dagli antichi popoli che per primi abitarono l’Isola fino ai giorni nostri, le vicende della Sicilia sono narrate in un’esposizione esauriente e rigorosa, in 11 volumi, che ne tratta tutti gli aspetti: la storia, l’economia, la religiosità, le città e il mondo contadino, la letteratura, la musica e le arti figurative, lungo un arco di tempo di più di tremila anni.
Piano dell'opera
- Volume I: La Sicilia Antica
- Volume II: La Sicilia Antica II
- Volume III: Il Medioevo dalla Conquista Musulmana al Viceregno
- Volume IV: L'Età Moderna fino all'Unità
- Volume V: La Sicilia Contemporanea 1861-1996
- Volume VI: Cultura e Arte nell' età Antica
- Volume VII: Pensiero e Cultura Letteraria Siciliana 1
- Volume VIII: Pensiero e Cultura Leteraria dell' Ottocento e del Novecento 2
- Volume IX: Arti Figurative e Architettura in Sicilia I
- Volume X: Arti Figurative e Architettura in Sicilia II
- Volume XI. Indici
