Mappe
Giacomo Maggiolo, Carta Nautica del Bacino del Mediterraneo
Giacomo Maggiolo, Bacino del Mediterraneo, 1561
Il viaggio, la scoperta, l’avventura, la sfida degli elementi e il dominio dello spazio: di questo parlano le antiche "carte da navigare". Grandi uomini di mare le commissionavano a memoria delle loro imprese, sovrani, nobili e religiosi per fini politici e amministrativi. Manoscritte e riccamente decorate, spesso erano esposte come veri status symbol che esprimessero potere e completezza della conoscenza del mondo.
IN ESAURIMENTO
Carta nautica in pergamena. Come risulta dall'indicazione posta sotto l'immagine della Madonna con il bambino, è stata eseguita nel 1561 da Jacobus de maiolo. Figlio del celebre cartografo Vesconte, che venne chiamato a Genova da Ottaviano Fregoso in qualità di "Maestro della carte da navigare"; con questo incarico divenne responsabile di una vera e propria scuola di cartografi presso la quale chiamò anche il figlio Giacomo, famoso soprattutto per la qualità delle decorazioni delle sue carte. La carta rappresenta le coste atlantiche da Capo Finisterre (nel tratto spagnolo-portoghese) a Rio de Oro (nel tratto africano), tutto il Mediterraneo compresi il mar Nero e quello d'Azov e gran parte del mar Rosso. L'orografia é rappresentata da piccoli coni che nell'Africa formano una lunga catena montuosa quasi parallela all'asse del Mediterraneo. L'idrografia riguarda l'intero corso dei fiumi ed é abbastanza ricca e meno fantastica di quella solitamente presente nelle carte coeve. Sulle sponde dei fiumi sono spesso rappresentate in prospettiva le città che vi si affacciano.
La carta é decorata con le bandiere degli imperi (quello ottomano a est e in Africa, quello asburgico in Germania ecc), con le figure dei sovrani degli stati più importanti e con grandi padiglioni in Africa, a sottolineare lo stato di nomadismo delle popolazioni locali.
La carta che apparteneva in origine alla Marina Medicea dell'Ordine di S. Stefano, venne successivamente acquisita dalla Compagnia di Gesù che aveva sede presso il Collegio Romano. Nel 1877 fu ritrovata in un ripostiglio murato in una delle stanze della Biblioteca Secreta del Collegio Romano, nascosta in seguito alla soppressione delle Congregazioni religiose (1876) e all'incameramento da parte dello stato del patrimonio delle loro biblioteche.
