Carabinieri, la fedeltà e il valore

Volume di grande formato 28x37 centimetri 180 pagine stampate su carta speciale delle Cartiere Miliani Fabriano Circa 100 illustrazioni in bianco e nero e a colori Rilegatura in pelle pregiata con impressioni in pastello e sbalzo in argento Custodia in pelle con specchiature a stampa Targa con dedica ad personam Tiratura in 499 esemplari numerati
Presentazione: del Generale C.A. Guido Bellini, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. L’Arma dei Carabinieri ha un’origine antica. Il 13 luglio 1814 il sovrano Vittorio Emanuele I promulga le Regie Patenti che segnano la nascita del Corpo dei Carabinieri Reali, ne definiscono prerogative e incombenze, prima fra tutte quella di «ricondurre, ed assicurare viemaggiormente il buon ordine e la pubblica tranquillità, che le passate disgustose vicende hanno non poco turbata a danno de’ buoni, e fedeli Nostri sudditi». L’altissimo privilegio di essere considerato il primo Corpo dell’Armata, accordato sin dalle origini ai Carabinieri Reali, ha costituito nel tempo la caratteristica istituzionale più alta e significativa. L’Arma, d’altra parte, ha saputo sempre ben corrispondere a tanto onore, rivelandosi eroica in guerra e collaboratrice preziosa di tutte le altre Armi. Seguire la storia dei Carabinieri significa verificare la permanenza di valori quali la lealtà, il coraggio, la fedeltà, l’abnegazione, la fierezza, la solidarietà e tanti altri ancora, attraverso un ampio arco di tempo che abbraccia vicende tumultuose e variegate, le stesse che hanno contrassegnato la storia del nostro Paese, dai prodromi del Risorgimento agli avvenimenti successivi. Per l’Arma dei Carabinieri, poi, che trae la sua forza da altissimi valori morali, prima che dalla sua organizzazione ed efficienza, la conoscenza del passato e la valorizzazione di esso sono invece il lievito più fecondo del pane quotidiano di insegnamenti costruttivi, materiali e morali, onde l’Arma vive e si potenzia negli uomini che la compongono, e con essi opera nello Stato e per lo Stato. Nel volume verranno ripercorse le vicende che hanno caratterizzato i primi cento anni della storia dell’Arma, dalla sua fondazione nel 1814 fino agli eventi della Prima guerra mondiale. Accanto alla tradizione militare, l’Arma dei Carabinieri ne vanta un’altra, altrettanto solida e antica, quale grande organismo di polizia. Uno dei compiti più ardui, infatti, che i Carabinieri ebbero ad affrontare nello Stato sardo, durante i primi decenni della loro istituzione, fu per l’appunto la repressione della criminalità e il ristabilimento dell’ordine interno. I Carabinieri uscirono vincitori dalla prova, e lo dimostrano i molti elogi e riconoscimenti che vennero al Corpo, e il vasto consenso di cui fu gratificato dalla pubblica opinione. Una trentina di anni dopo, con l’annessione al Piemonte dei piccoli stati della penisola, donde prese ad attuarsi il processo di unificazione d’Italia, il Corpo dei Carabinieri Reali – elevato al rango di Arma nel 1861 – si trovò a dover affrontare situazioni e problemi di ben più vasta portata. Il sostituirsi, spesso frettolosamente e con forze inadeguate, alle gendarmerie e forze di polizia locali dei territori annessi, rappresentava infatti una vasta crisi di funzionalità, favorevole come nessun’altra al prosperare della delinquenza. E se si pensa che le correnti ostili al nuovo regime manovravano anch’esse contro le leggi e l’ordine costituito, si dovranno ben riconoscere all’Arma dei Carabinieri, quale forza di polizia, i più alti meriti. Sin dal lontano 1835, durante l’epidemia colerica che funestò vasti territori dello Stato sardo, i Carabinieri si affermarono nella pubblica considerazione anche per le virtù di altruismo, abnegazione, di alto spirito umanitario, intese ed esercitate con la serena coscienza e la forte volontà che sostengono l’adempimento dei più nobili doveri. Della loro lealtà e fedeltà i Carabinieri diedero prova sempre, e la storia nazionale, a cominciare dai primi decenni del secolo scorso, ne fa incontrovertibile testimonianza. Dai lontani moti rivoluzionari del 1821, sino alle vicende politiche e sociali degli ultimi decenni, che hanno sconvolto profondamente e rinnovata la vita del Paese, l’Arma dei Carabinieri ha corrisposto sempre, sino all’estremo limite delle sue possibilità, ai compiti legittimi ad essa affidati, mai venendo meno alle leggi dell’onore, del dovere, dell’umano rispetto dovuto al cittadino. L’appellativo di "benemerita" è ormai da tempo passato dal Parlamento (allorquando in una tornata di settant’anni fa l’Arma fu per la prima volta pubblicamente chiamata con questo appellativo), all’uso comune del popolo, in mezzo al quale l’Arma essenzialmente vive ed opera. Capitoli Capitolo primo Cento anni di storia. Le vicende dei primi cento anni dell’Arma decritte dalla penna di Gustavo Pierotti. Capitolo secondo La fedeltà e il valore. Approfondimento di alcuni episodi salienti della storia dei carabinieri: "Il corpo dei RR. Carabinieri nei rivolgimenti politici del 1821" di Giovanni Maria Cavassanti; "I Carabinieri Reali a Pastrengo" di Vittorio Gorini; "La repressione del brigantaggio" di Giuseppe Miozzi. Capitolo terzo La voce dei protagonisti. Episodi garibaldini e mazziniani rivissuti attraverso i verbali dei carabinieri protagonisti (Garibaldi a Caprera dopo Aspromonte, I due arresti di Garibaldi nel 1867, La morte di Garibaldi, Mazzini a Gaeta nel 1870) e un diario della prima guerra mondiale scritto dal carabiniere Luigi Santovito. Capitolo quarto Documenti. In questo capitolo vengono presentati gli atti costitutivi dell’Arma: le Regie patenti del 13 luglio 1814 e le Regie patenti del 12 ottobre 1822.

Stampa

La stampa in ambito artistico è una tecnica con la quale vengono create e moltiplicate opere d’arte mediante l’utilizzo di matrici incise. Molto vario è il mondo delle tecniche di incisione che si definiscono per il materiale della matrice: incisioni calcografiche (acquaforte, acquatinta, ceramolle ecc.), xilografie, litografie, serigrafie. E la stampa fine art. Oggi le tecniche incisorie non sono affatto cambiate: venuta meno la loro stretta funzione di “moltiplicatori d’immagine” in seguito all’avvento della fotografia, continuano a essere un mezzo espressivo d’elezione per molti artisti. Lo stampatore ricopre un ruolo fondamentale interpretando il segno artistico con la sensibilità dell’artigiano.

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