Catania nell’ottocento

Volume di grande formato cm 28 x 37180 pagine stampate su carta speciale delle Cartiere Miliani FabrianoCirca 150 incisioniRilegatura in pelle pregiata con impressioni in oro zecchino sul piatto e sul dorsoCustodia in pelle con specchiature a stampaTarga con dedica ad personamTiratura in 2499 esemplari numerati.
A cura di: Vittorio Consoli
Catania appare agli occhi dei viaggiatori che la visitano nell'Ottocento come una città bellissima, con chiese e palazzi sontuosi, ricca, moderna. Eppure Catania ha un passato tragico. Una gigantesca colata di lava ne distrugge nel 1669 l'intera parte occidentale e uno spaventoso terremoto la rade al suolo nel 1693. Eppure la città rinasce rapidamente, secondo un piano regolatore a struttura urbanistica simmetrica che troverà molti imitatori. Catania, che dalla metà del Quattrocento è sede del “Siculorum Gymnasium”, l'università voluta dai re Aragonesi, progredisce anche nelle arti, nelle lettere, nelle scienze, guarda con fiduciosa alle novità del progresso: in poco tempo riesce a dotarsi della ferrovia, è tra le prime a sostituire i fanali a gas con l'illuminazione elettrica, si entusiasma per il telefono, dà nuovo impulso, grazie al ghiaccio, alla produzione dei gelati. L'Ottocento porta alla città anche la ribellione contro l'assolutismo borbonico, i combattimenti per le strade, l'arrivo esaltante di Garibaldi, la stagione dell'eroismo e delle speranze risorgimentali. L'urbs clarissima che i viaggiatori definiscono “vaga e deliziosa” chiude splendidamente il secolo come florida provincia del Regno d'Italia.

Legatoria

La legatoria nei secoli ha seguito lo sviluppo dell’arte del libro. In Italia lavorano maestri artigiani che usano ancora oggi la tecnica della legatoria manuale tradizionale, nata come vera e propria arte tra il 1500 e 1700, realizzando raffinate legature frutto di una tradizione consolidata.

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