ERRORI E VARIANTI DI CONIO – ARGENTO

La Lira Siamo Noi. Fra errori, varianti e curiosità, alla scoperta di un mondo sconosciuto

Il quinto volume della Lira Siamo Noi entra nelle pieghe meno note della storia della nostra moneta per raccontare degli scarti di zecca (i monstrum che diventano oggetti da collezione), di progetti mai realizzati, di errori e varianti di conio, di come alcune monete si sono trasformate in qualcos’altro; i saggi del libro ci accompagnano tra il processo produttivo della moneta, la nascita di collezioni importanti prima fra tutte quella di Vittorio Emanuele III il “re numismatico”, attraverso le grandi collezioni,
emissioni commemorative e emissioni speciali per il collezionismo.
Accompagna il testo un inedito apparato iconografico frutto di una campagna fotografica esclusiva al Museo della Zecca di Roma, al Museo Nazionale Romano, Museo Centrale del Risorgimento di Roma e presso collezioni private.
La Lira Siamo Noi ha raccontato in quattro importanti volumi la storia d’Italia e delle sue istituzioni, la vita quotidiana degli italiani e i cambiamenti della società attraverso l’evoluzione della moneta che ha accompagnato il nostro Paese dall’Unità all’Euro.
A cura di Silvana Balbi de Caro. Testi di Gabriella Angeli Bufalini, Silvana Balbi de Caro, Luca Einaudi, Marco Pizzo, Valerio De Seta.
Il bassorilievo in copertina è coniato su lastra d’argento patinata a mano, e raffigura un particolare delle 500 lire 1957 “Caravelle controvento”. Rilegatura in pelle serigrafata, con impressioni in argento sul dorso.
Dimensioni 29 x 39 cm, circa 280 pagine stampate su carta pregiata, numerose fotografie. Tiratura limitata a 4999 esemplari. Il libro è custodito in un cofanetto espositore in plexiglass trasparente. Targa con dedica personalizzata.

Stampa

La stampa in ambito artistico è una tecnica con la quale vengono create e moltiplicate opere d’arte mediante l’utilizzo di matrici incise. Molto vario è il mondo delle tecniche di incisione che si definiscono per il materiale della matrice: incisioni calcografiche (acquaforte, acquatinta, ceramolle ecc.), xilografie, litografie, serigrafie. E la stampa fine art. Oggi le tecniche incisorie non sono affatto cambiate: venuta meno la loro stretta funzione di “moltiplicatori d’immagine” in seguito all’avvento della fotografia, continuano a essere un mezzo espressivo d’elezione per molti artisti. Lo stampatore ricopre un ruolo fondamentale interpretando il segno artistico con la sensibilità dell’artigiano.

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