Ferrara nell’ottocento

Volume di grande formato cm 28 x 37180 pagine stampate su carta speciale delle Cartiere Miliani FabrianoCirca 100 incisioniRilegatura in pelle pregiata con impressioni in oro zecchino sul piatto e sul dorsoCustodia in pelle con specchiature a stampa.Targa con dedica ad personamTiratura in 2499 esemplari numerati
A cura di: Luciano Chiappini
Il giorno in cui Alfonso II d'Este si spegne, nel 1597, è un giorno doppiamente funesto: il duca non lascia eredi legittimi e l'illustre casata che per tre secoli ha retto le sorti magnifiche di Ferrara scompare trascinando in un cono d'ombra il fulgore della città. Il ducato passa nelle mani del papa e, per nome di questi, in quelle dei cardinali legati. Comincia così un periodo sonnolento e grigio: il ricordo dell'antica prosperità civile ed economica scolora nella memoria quotidiana e si affida (non succede sempre così quando qualcosa è definitivamente morto?) alle cronache, ai libri di storia, agli splendidi palazzi, alle statue orgogliose, agli affreschi sublimi. Due secoli, o quasi, di piatta inesistenza fino a che, è il 1796, non arrivano i Francesi. Nessuno stupore che la cosa trovi, almeno in città, larghi consensi. Il cambiamento dura però quanto la fortuna di Napoleone: nel 1814 il Congresso di Vienna restituisce Ferrara al pontefice. Ma sono ormai gli anni delle sommosse e dei fermenti patriottici e quando nel 1859 gli Austriaci lasciano la città, essa è ormai pienamente inserita nel processo di costruzione dello Stato Unitario di cui è pronta ad affrontare incertezze e contraddizioni.
Siamo spiacenti, questa opera è esaurita

Legatoria

La legatoria nei secoli ha seguito lo sviluppo dell’arte del libro. In Italia lavorano maestri artigiani che usano ancora oggi la tecnica della legatoria manuale tradizionale, nata come vera e propria arte tra il 1500 e 1700, realizzando raffinate legature frutto di una tradizione consolidata.

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