I Malatesta a Rimini

Volume di grande formato cm 28 x 37 160 pagine stampate su carta speciale delle Cartiere Miliani Fabriano Circa 100 illustrazioni in bianco e nero e a colori Rilegatura in tutta pelle pregiata con impressioni in oro zecchino sul piatto e sul dorso Custodia in pelle con specchiature a stampa Targa con dedica ad personam Tiratura 2499 esemplari numerati
A cura di: Roberto Bernabei
Introduzione di: Giovanni Rimondini L’astro della famiglia comincia a brillare sull’antica Ariminum intorno al 1200. La città è teatro di aspri scontri tra guelfi e ghibellini quando il temuto capo guelfo Malatesta da Verrucchio, il “Mastin vecchio” citato da Dante, diventa podestà della città. Le lotte tra le fazioni non si acquietano, ma il potere rimane saldamente in mano alla famiglia, tanto che nel 1334 viene riconosciuta a Malatesta “Antico” la signoria della città. Il controllo sul territorio è affare dei suoi successori, come gli intrighi familiari e lo scontro, inevitabile, con la Santa Sede. Il momento di massimo fulgore coincide con la presenza di Sigismondo Pandolfo, abile e temuto condottiero, politico spregiudicato e uomo di forti passioni, ma anche splendido signore protettore delle arti. Presso la sua corte fioriscono gli studi umanistici e l’autocelebrazione prende le forme calibrate e nitide del Tempio Malatestiano, capolavoro indiscusso di Leon Battista Alberti. I successori, tranne il figlio naturale Roberto, non sono all’altezza di tanta personalità e il 10 ottobre del 1500 Pandolfaccio fugge precipitosamente da Rimini: in città sta per fare ingresso Cesare Borgia. Il declino della famiglia è ormai un fatto compiuto.

Stampa

La stampa in ambito artistico è una tecnica con la quale vengono create e moltiplicate opere d’arte mediante l’utilizzo di matrici incise. Molto vario è il mondo delle tecniche di incisione che si definiscono per il materiale della matrice: incisioni calcografiche (acquaforte, acquatinta, ceramolle ecc.), xilografie, litografie, serigrafie. E la stampa fine art. Oggi le tecniche incisorie non sono affatto cambiate: venuta meno la loro stretta funzione di “moltiplicatori d’immagine” in seguito all’avvento della fotografia, continuano a essere un mezzo espressivo d’elezione per molti artisti. Lo stampatore ricopre un ruolo fondamentale interpretando il segno artistico con la sensibilità dell’artigiano.

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