Messina nell’ottocento

Volume di grande formato cm 28 x 37180 pagine stampate su carta speciale delle Cartiere Miliani FabrianoCirca 100 incisioniRilegatura in pelle pregiata con impressioni in oro zecchino sul piatto e sul dorsoCustodia in pelle con specchiature a stampaAntica stampa fedelmente riprodotta, a corredo del volumeTarga con dedica ad personamTiratura in 999 esemplari numerati.
A cura di: Sveva Avveduto
L'alba del diciannovesimo secolo si schiude su una città impoverita e prostrata. La pestilenza del 1743 e il grande sisma calabro-peloritano del 1783 hanno svuotato Messina di abitanti e ne hanno sconvolto il tessuto urbanistico. Il momento è difficile. Tanto più che agli sconvolgimenti della natura fanno seguito e si assommano quelli politici: Messina insieme alla Sicilia viene coinvolta per tutto l'Ottocento in un più ampio e radicale processo di riassetto degli equilibri internazionali. L'antico orgoglio che sul finire del Seicento aveva generato la rivolta antispagnola e l'utopico sogno di Messina capitale alimenta ora lo slancio della rinascita. La fedeltà al proprio passato, la gelosa difgesa delle proprie irrinunciabili memorie si traduce nella resistenza al piano di ricostruzione dei Borbone che vorrebbero una città completamente nuova. I Messinesi difendono e salvano la città storica, segno visibile di una storia antica e di un'antica autonomia. Non sorprende che Messina condivida largamente le emergenti idee carbonare e che uomini e donne di spicco possano pagare con la vita l'adesione ai nuovi, generosi ideali politici. Le date del 1820/21 e del 1847/48 sono fatidiche anche per la città dello Stretto. I moti insurrezionali antiborbonici vengono pagati a caro prezzo ma rinsaldano l'indistruttibile spirito autonomistico che lega profondamente tutti i ceti cittadini. Veri e propri atti di eroismo rendono sacre all'immaginario collettivo nobili figure cui il destino nega il momento esaltante del trionfo garibaldino.

Legatoria

La legatoria nei secoli ha seguito lo sviluppo dell’arte del libro. In Italia lavorano maestri artigiani che usano ancora oggi la tecnica della legatoria manuale tradizionale, nata come vera e propria arte tra il 1500 e 1700, realizzando raffinate legature frutto di una tradizione consolidata.

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