Novelle di Verga

Volume di grande formato 31,5x43 cm<br />304 pagine stampate dall' Officina Carte e Valori dell' Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, su carta Arches Expression delle Cartiere Arjo Wiggins<br /> 25 tavole a colori<br /> e 25 illustrazioni in bianco e nero realizzate appositamente dall' artista Bruno Caruso<br />Rilegatura in pelle di vitello<br />Copertina con impressioni in pastello sul piatto e sul dorso<br />Custodia in legno rivestita in pelle con specchiatura stampata a due colori<br />Targa in argento con dedica ad personam<br />Tiratura in 625 esemplari numerati.<br />Il volume è accompagnato da una litografia a colori su carta Rosaspina delle Cartiere Miliani Fabriano di formato 50x70 centimetri incorniciata in legno laccato con certificazione dell' Officina Carte e Valori dell' Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
Autore: Bruno Caruso
Una nuova edizione delle novelle di Giovanni Verga, ristrette a quelle d’argomento siciliano, si spiega in primo luogo con la straordinaria qualità artistica di questa parte dell’opera del grande catanese, che sempre ha attirato e tuttora attira ogni genere di lettori. Ma l’occasione è resa particolarmente significativa dalle esemplari illustrazioni di Bruno Caruso, che si presentano, dunque, come una rivisitazione conoscitiva, di altro segno stilistico, di un momento centrale dell’elaborazione delle forme narrative della letteratura dell’Italia moderna. Il primo incontro fra l’opera di Giovanni Verga e Bruno Caruso risale al 1947, quando l’artista non ancora ventenne capitò per caso ad Acitrezza mentre Luchino Visconti girava La terra trema, celeberrimo film tratto da I Malavoglia. Nel corso degli anni l’artista illustra diverse novelle del grande catanese ma il desiderio di affrontare con una certa sistematicità l’opera verghiana si realizza oggi per la prima volta con questa raccolta di 25 novelle, tutte di argomento siciliano, tratte dalle raccolte Primavera ed altri racconti, Vita dei campi, Novelle rusticane, Vagabondaggio, Don Candeloro &amp; C. Bruno Caruso si accosta al naturalismo verghiano per tradurlo e riformularlo nella cifra della sua arte novecentesca. Tuttavia egli coglie un aspetto formale, costitutivo, dell’opera di Verga: quello di appartenere ad una produzione letteraria che ha uno spiccato carattere spaziale, cioè di far parte di opere che possiedono una distinta qualità mediterranea, una condizione che, al di là del suo diverso configurarsi nel processo storico, indica un fenomeno di lunga durata. Caruso interpreta il continuato privilegiamento verghiano del quotidiano e del familiare in uno spazio aperto e naturale e, a contrasto, i covi chiusi pure tipici della scrittura mediterranea che illustra le luci e le tenebre delle giornate dei pescatori e dei contadini. Nei disegni di Bruno Caruso narratività e liricità, ideologia e scavo esistenziale s’incontrano e s’accorpano nella forma drammaticamente incisa dei protagonisti. Le figure hanno non solo la presenza del ritratto scultoreo ma pure forniscono, per la radicale abilità segnica, incisoria o disegnativa, il risultato di uno studio interno delle strutture profonde, individuali e sociali, da dove viene il loro significato emblematico. E questo soprattutto emerge nella sottolineatura tutta carusiana del protagonismo femminile, come negli esemplari canonici de La Lupa o L’amante di Gramigna.
Dimora e segni mediterranei di Verga e di Caruso è il titolo del saggio introduttivo di Natale Tedesco, figura illustre nel panorama letterario e culturale siciliano, docente universitario nonché amico storico dell’artista Bruno Caruso. Lo stesso Tedesco ha curato gli apparati del volume: una esauriente biografia di Giovanni Verga con una nutrita bibliografia e una biografia di Bruno Caruso

Stampa

La stampa in ambito artistico è una tecnica con la quale vengono create e moltiplicate opere d’arte mediante l’utilizzo di matrici incise. Molto vario è il mondo delle tecniche di incisione che si definiscono per il materiale della matrice: incisioni calcografiche (acquaforte, acquatinta, ceramolle ecc.), xilografie, litografie, serigrafie. E la stampa fine art. Oggi le tecniche incisorie non sono affatto cambiate: venuta meno la loro stretta funzione di “moltiplicatori d’immagine” in seguito all’avvento della fotografia, continuano a essere un mezzo espressivo d’elezione per molti artisti. Lo stampatore ricopre un ruolo fondamentale interpretando il segno artistico con la sensibilità dell’artigiano.

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