Udine nell’ottocento

Volume di grande formato cm 28 x 37180 pagine stampate su carta speciale delle Cartiere Miliani FabrianoCirca 100 incisioni in bianco e neroRilegatura in pelle pregiata con impressioni in oro zecchino sul piatto e sul dorsoCustodia in pelle con specchiature a stampaTiratura 999 esemplari numerati
A cura di: Giuseppe Bergamini
Appassionato omaggio alla città nel momento in cui la vita sociale ed economica comincia a ridestarsi, nel secolo scorso, dopo il torpore indotto dalla scarsa stabilità politica, dall'umiliazione del dominio straniero, dalle devastazioni provocate da carestie e crisi epidemiche. Assicuratasi “l'indipendenza dall'odiosa dominazione austriaca” - come nota nel 1886 Occioni-Bonaffons, autore di una fondamentale cronaca del comune di Udine - la città si lancia con entusiasmo nell'opera di ricostruzione e ammodernamento “per soddisfare non solo le indispensabili condizioni d'igiene e d'agiatezza, ma anche per realizzare opere di esteriore parvenza” che ne rafforzino l'immagine nella nuova Italia. Con il sostanziale rinnovamento delle comunicazioni non solo Udine diventa una città fiorente, competitiva a livello commerciale, ma sull'onda di questa potente spinta anche la cultura conosce un nuovo fervore. Nascono quindi la Biblioteca, i Musei Civici, le scuole. L'attività editoriale si fa intensa e produce importanti edizioni critiche su Vitruvio e Dante. Come dicono le cronache, “la vita cittadina presenta quella calda franchezza che più ricorda la generosità antica e meno manifesta i difetti sociali dell'età moderna”.
Siamo spiacenti, questa opera è esaurita

Legatoria

La legatoria nei secoli ha seguito lo sviluppo dell’arte del libro. In Italia lavorano maestri artigiani che usano ancora oggi la tecnica della legatoria manuale tradizionale, nata come vera e propria arte tra il 1500 e 1700, realizzando raffinate legature frutto di una tradizione consolidata.

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