Elmo di Scipio, gioiello italiano

6 Gennaio 2024

Visione, cultura, bellezza, valore. Sono queste le parole chiave che hanno ispirato la partnership tutta italiana fra Editalia, Treccani, la Zecca dello Stato, Locman e Oisa, per realizzare il nuovo orologio della collezione “Tribute to Lira”
di Laura Orbicciani

Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, è il condottiero romano vincitore di Annibale e dei Cartaginesi nel 202 a.C. a Zama, durante la seconda guerra punica. Nell’epoca moderna delle guerre d’indipendenza, l’Italia ormai pronta allo scontro con l’Austria si cinge figurativamente la testa dell’“elmo di Scipio” come richiamo metaforico alle gesta eroiche e valorose degli antichi Romani: queste parole risuonano nel canto patriottico scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, divenuto inno nazionale con l’avvento della Repubblica nel 1946. Certamente a questi suggestivi rimandi pensa Guido Veroi quando modella nel 1961 la moneta da 500 lire commemorativa del centenario dell’Unità d’Italia: sul dritto campeggia un’Italia turrita e abbigliata come una dea antica, secondo l’iconografia tradizionale, ma allo stesso tempo questa figura non più guerriera porge un ramoscello d’ulivo, simbolo di pace, e non cinge più l’elmo di Scipio, che tiene in mano e non in testa. Quei favolosi anni Sessanta sono ruggenti per il boom economico e non per le imprese belliche, tanto celebrate nella numismatica classica di ogni epoca. Dunque il fascino metaforico della vittoria militare resta immutato – il modello è quello di tante emissioni antiche con figure sedute dotate di armi e sorreggenti piccoli trofei – ma viene brillantemente coniugato secondo una lettura “pacifista”, dal segno formale snello, guizzante, modernissimo. Come le 500 lire “caravelle”, disegnate tre anni prima dal medesimo Veroi, anche questa moneta viene coniata in argento, non una lega leggera ed economica bensì un metallo nobile.
Tra le emissioni della nostra storica valuta nazionale, andata in pensione nel 2002, Editalia ha scelto questa originale, elegantissima coniazione patriottica per il nuovo orologio della collezione “Tribute to Lira”: si chiama Elmo di Scipio in omaggio all’elmo piumato che la giovane Italia sostiene con il braccio sinistro. Il dritto è stato rimodellato dagli incisori della Zecca dello Stato a partire dal conio originale, battuto in oro 18 carati, e poi è stato incastonato al centro del quadrante del nuovo coin watch Editalia. È orgogliosamente italiano questo orologio anche nella scelta del prestigioso meccanismo che lo muove: Oisa 29-50 Cinque Ponti è il primo calibro Made in Italy dell’era moderna, di manifattura totalmente italiana, presentata al pubblico degli appassionati del settore nel 2021 da Locman, uno dei brand più innovativi dell’orologeria del Belpaese che ha affiancato l’azienda Oisa 1937 nel sogno di riportare in auge, con l’innovazione necessaria, la classe e l’unicità dei movimenti ideati dal fondatore dell’azienda.
OISA era nata dall’ingegno del maestro orologiaio Domenico Morezzi (1897-1968) che nel 1937 aveva aperto a Milano la “Orologeria Italiana Società Azionaria”, brevettando numerosi movimenti e vendendo oltre quattro milioni di orologi in mezzo secolo di appassionato lavoro. La precisione e la bellezza custodite nei movimenti da lui creati rivivono oggi per volontà del nipote Carlo Boggio Ferraris, alla guida della nuova OISA 1937, che ha trovato appoggio in un partner di spicco del panorama italiano: Marco Mantovani, presidente di Locman Italy. Questa azienda, che ha sede nella splendida cornice dell’Isola d’Elba, è una delle più avanzate del settore per rapidità di innovazione: proprietaria di S.I.O. (Scuola Italiana Orologeria), è titolare di numerosi brevetti industriali e di design ed è sempre stata all’avanguardia nello studio di materiali innovativi e compositi, come titanio e carbonio, oltre che la prima marca al mondo a produrre orologi con cassa in fibra di carbonio. Questi elementi garantiscono perfetta biocompatibilità e rispecchiano l’attenzione costante da parte di Locman a una produzione ecosostenibile.
Editalia, marchio acquisito da Treccani, custode della cultura italiana; il Poligrafico e Zecca dello Stato; Locman e Oisa: queste aziende che promuovono l’eccellenza dell’ingegno e dell’inventiva del nostro Paese sono fianco a fianco nella realizzazione di Elmo di Scipio, e si innestano nella tradizione antica e nobile dell’orologeria italiana le cui origini risalgono al 14° secolo. Già Dante nel Paradiso dava prova di conoscere il funzionamento degli orologi meccanici: gli “orioli” erano degli strumenti che dettavano i tempi della preghiera e del lavoro nei monasteri. Il giovane Brunelleschi lavorava come fabbro di macchinari che erano dotati di dispositivi per lo spostamento di pesi a intervalli regolari. Giovanni Maria Barocci di Urbino costruiva compassi per Galileo che intuì l’isocronismo del pendolo. I circa 700 orologiai italiani che si contano fra il 1300 e il 1880 dimostrano che questa affascinante arte è ormai radicata nel DNA italiano. Ci attende la promessa di un futuro ricco di successi e sempre nuove sfide.

BOX
Elmo di Scipio limited edition
Movimento Oisa 29-50 Cinque Ponti, 19 rubini, ultrapiatto, a vista sul fondello.
Impermeabilità 10 ATM (100 m).
Cassa Ø 40 mm in titanio biocompatibile, vetro zaffiro antiriflesso.
Coniazione IPZS in oro 750‰: dritto delle lire 500 del 1961 «Centenario Unità d’Italia», nelle dimensioni originali.
Cinturino in pelle stampata coccodrillo, colore testa di moro, con fibbia deployante in acciaio.
Tiratura limitata: 499 esemplari numerati sul fondello.