Cellarius, Atlas Coelestis – Le Costellazioni

Una cartella contenente quattro tavole montate su tela (formato 133x111 cm). Le tavole (ciascuna del formato di ca. 59x48 cm), sono riprodotte in facsimile su carta speciale per stampe d'arte con nove colori e ritocchi di oro a caldo. Sono realizzate dall'Officina Carte Valori dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.L'Opera è accompagnata da un commentario, curato da Floriana Minà, che illustra la storia dell'Atlante e descrive accuratamente le iconografie delle tavole.Tiratura limitata a 999 esemplari numerati e certificati dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Le spettacolari tavole, selezionate fra le più belle dell'Atlas Coelestis del Cellarius nella sua edizione del 1661 conservata nella Biblioteca Nazionale di Roma, vengono oggi riprodotte in una pregiata Edizione in Facsimile dall'Officina Carte Valori del Poligrafico. Un'Opera dedicata a un ristretto numero di collezionisti che sapranno apprezzarne il contenuto storico-scientifico e il valore estetico delle raffigurazioni, nella bellezza del segno e delle composizioni, nell'ampia gamma delle cromie e nello splendore dei dettagli in oro.Questa Cartella raccoglie le quattro tavole più sorprendenti dell'Atlas Coelestis che Cellarius chiama "scenografie" per indicarne l'innovativa visione prospettica. In una forma mai sperimentata prima, la Terra, rappresentata come un globo, appare come se la vedessimo da un punto lontano nello spazio, attraverso la sfera trasparente dei cieli. Alle 48 costellazioni tolemaiche, che comprendono anche quelle dello Zodiaco, si aggiungono le 12 nuove introdotte in seguito alle osservazioni fatte nell'emisfero australe durante i viaggi di scoperta compiuti alla fine del Cinquecento. Ogni stella è esaltata da un ritocco di oro al centro.
La volta affascinante e misteriosa nel buio nella notte, i moti alterni della Luna e del Sole e quelli circolari delle stelle, le loro disposizioni in forme familiari e riconoscibili: il cielo ha da sempre costituito per l'umanità un fantastico territorio da esplorare. Regno di esseri soprannaturali e, nello stesso tempo, luogo di indagine scientifica delle leggi immutabili ed eterne della natura. Un vero monumento al progresso delle conoscenze cosmologiche è proprio nell'Atlante del cielo di Andreas Cellarius del 1660, tradotto superbamente in immagini nelle sue grandi tavole. Vi sono raccolti tutti i sistemi celesti noti all'epoca, da quello tolemaico del II secolo dopo Cristo a quello copernicano, fino a quello di Tycho Brahe pubblicato nel 1602 dal suo allievo Keplero.Vi si trovano rappresentate le costellazioni, quelle classiche con le figure legate al mondo del mito e quelle "moderne" indagate in seguito ai grandi viaggi di scoperta nell'emisfero australe. Vi è racchiuso, infine, il sentimento primordiale di meraviglia dell'uomo di fronte alla grandiosità del cosmo, e la tensione infinita della mente verso la conoscenza.
TAVOLA 25Scenografia sferica degli emisferi nord del Cielo e della TerraQuesta visione combinata della Terra e dei cieli descrive l'emisfero settentrionale o boreale. La porzione di Terra che si vede attraverso la sfera delle stelle mostra l'Europa, l'Asia, la Groenlandia e l'America del Nord. Le costellazioni sono rappresentate con il loro asterismo (l'insieme delle stelle che delineano una costellazione) e con la loro raffigurazione simbolica. Di quelle zodiacali sono presenti: Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia e Scorpione. Fra i personaggi disposti negli angoli in basso, uno scienziato a destra punta verso il cielo una balestriglia, e così fanno altri sullo sfondo e alcuni cherubini in alto. Chiamata anche croce astronomica, la balestriglia era usata per misurare l'altezza di un corpo celeste sull'orizzonte.TAVOLA 26L'emisfero stellato boreale con l'emisfero terrestre sottostanteAnche in questa tavola, complemento della precedente nella descrizione delle costellazioni dell'emisfero boreale, vediamo il globo terrestre che mostra l'Europa, l'Asia, l'Africa, l'America del Nord, e la Groenlandia. Fra le costellazioni dello Zodiaco sono raffigurate: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine e Pesci. In basso a sinistra, il titano Atlante sorregge la sfera del cielo aiutato, dal lato opposto, da Ercole. La presenza dei due si riferisce a una delle mitiche "fatiche" di Ercole quando, per rubare le mele nel giardino delle Esperidi, chiese aiuto al titano. Questi accettò facendosi sostituire dall'eroe nell'arduo compito di sopportare la volta celeste, punizione toccatagli per aver partecipato alla rivolta contro gli dei dell'Olimpo.TAVOLA 28Scenografia dell'emisfero australe con la volta celeste e la TerraLa visione prospettica della Terra, avvolta dal brulicare di figure simboliche che incarnano le costellazioni dell'emisfero australe, mostra il Sud America, il Sud Africa, e una terra ancora definita "incognita". Le costellazioni zodiacali presenti sono: Ariete, Toro, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci. Tra le costellazioni australi, quelle che si trovano più vicine all'equatore erano già note a Tolomeo. L'area più vicina al polo sud è animata invece da quelle costellazioni che Cellarius desume dal nuovo catalogo del cartografo Petrus Plancius, redatto tra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento. Nell'angolo in basso a sinistra, un astronomo guarda attraverso un telescopio puntato verso il cielo, in una rara raffigurazione di questo "moderno" strumento.TAVOLA 29L'emisfero celeste australe con le sfere celeste e terrestreÈ la tavola che chiude questa serie di quattro complesse illustrazioni e anche l'ultima dell'Atlante. Fra le costellazioni dello Zodiaco, qui sono visibili: Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Acquario e Pesci. Sulla sfera della Terra individuiamo invece l'America del Sud, il Nord America nella sua parte meridionale, il continente australe ancora sconosciuto. I nomi di molte isole del Pacifico sono in olandese, così come le battezzarono Jacob le Maire e Willem Schouten durante il viaggio del 1615 nel quale cercarono di raggiungere il lontano Oriente navigando verso ovest. Trovarono così il passaggio dalla punta meridionale del Sud America che, dopo di loro, prese il nome di Capo Horn da Hoorn, la città natale di Schouten e dove peraltro Cellarius abitò.
Andreas Cellarius,Atlas Coelestis seu Harmonia Macrocosmica, 1661RD 167 - Biblioteca Nazionale CentraleVittorio Emanuele II, Roma
Matematico e astronomo tedesco, nasce a Neuhausen, vicino Worms in Germania nel 1596 circa. Sebbene non si abbiano molte notizie certe intorno alla sua vita, soprattutto sugli anni della formazione, Andreas Cellarius è un testimone eccellente della sua epoca nella quale la scienza, con l'aiuto delle novità tecnologiche, sta compiendo passi da gigante nello studio del mondo e dell'universo. Nello stesso tempo, l'arte della rappresentazione grafica delle nuove scoperte geografiche e astronomiche sta vivendo, nell'Europa del Nord, la sua età d'oro. Trasferitosi in Olanda, ad Amsterdam Cellarius compie l'opera per la quale è soprattutto celebre, il grande Atlante del cielo al quale lavora dal 1647. Il volume fa parte dell'impresa dell'editore Jan Jansson (latinizzato Johannes Janssonius) che, nell'arco di 25 anni, pubblica un articolato e ricco atlante in più volumi della terra e del cielo. L'opera di Cellarius, edita nel 1660, è salutata da un grandissimo successo di pubblico e l'anno dopo viene subito ristampata. Considerata come la più spettacolare raccolta di carte celesti mai pubblicata, l'Harmonia Macrocosmica diventa il vanto delle più importanti biblioteche d'Europa. Le 29 grandi tavole dell'Opera, incise all'acquaforte, sono colorate a mano: in tal modo ogni copia dell'opera è da considerarsi un vero e proprio esemplare unico. Andreas Cellarius muore nel 1665. La sua memoria resterà per sempre nel firmamento: un piccolo corpo celeste che orbita nella fascia degli asteroidi porta infatti il suo nome.

Stampa

La stampa in ambito artistico è una tecnica con la quale vengono create e moltiplicate opere d’arte mediante l’utilizzo di matrici incise. Molto vario è il mondo delle tecniche di incisione che si definiscono per il materiale della matrice: incisioni calcografiche (acquaforte, acquatinta, ceramolle ecc.), xilografie, litografie, serigrafie. E la stampa fine art. Oggi le tecniche incisorie non sono affatto cambiate: venuta meno la loro stretta funzione di “moltiplicatori d’immagine” in seguito all’avvento della fotografia, continuano a essere un mezzo espressivo d’elezione per molti artisti. Lo stampatore ricopre un ruolo fondamentale interpretando il segno artistico con la sensibilità dell’artigiano.

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