Le Livre des merveilles

Come attestato e garantito nel colofon, il facsimile riproduce fedelmente tutte le caratteristiche dell’originale. Formato cm 42 x 30Oltre 200 pagine; coperta in pelle di vitello con fregi dorati sui piani e sul dorso; carta speciale inalterabile nel tempo; decorazioni in foglia d’oro a caldo; profilatura delle pagine fedele all’originale; cucitura e legatura eseguite a mano. Tiratura limitata a 980 esemplari numeratiIl cofanettoIl Facsimile è protetto da un cofanetto in seta blu di Cina con impressione in oro sul piano. I due volumi di commento sono contenuti in una custodia cartonata.
Quando il libro era ancora il raro privilegio di pochi, l'universo della cultura si snodava nel tempo grazie al sapiente lavoro degli amanuensi e dei miniaturisti. Ogni codice era un'opera d'arte, dove la parola scritta si univa alla forza comunicativa e simbolica di immagini dalle splendide cromie. Oggi come in passato, questi inestimabili tesori, custoditi con gelosa cura nelle grandi bilioteche, sono accessibili quasi esclusivamente agli specialisti. Solo una riproduzione in facsimile realizzata con eccezionale maestria, perché dell'originale conservi ogni caratteristica, può riportarli finalmente alla luce e, soprattutto, avvicinarli a un più vasto pubblico di estimatori. Le Livre des Merveilles di Marco Polo è stato pubblicato in un’unica edizione internazionale a tiratura limitata da Faksimile-Verlag Luzern di Lucerna. Per la rilevanza dell’opera originale e per la grande bellezza del facsimile, aderente ai criteri qualitativi dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Editalia ha voluto esserne distributore esclusivo per l’Italia.
Nel 1271, Marco Polo, mercante veneziano, parte alla volta della Cina, dove soggiornerà alla corte del Gran Khan."Nessun altro ha mai viaggiato tanto, né ha mai avuto tante occasioni di vedere e di comprendere".Tornerà in patria solo venticinque anni dopo, avendo viaggiato per terra e per mare attraverso il favoloso Oriente. Metterà per iscritto "affinché le conoscano gli altri... tutte le immense meraviglie, tutte le grandi singolarita` delle grandi contrade d’Oriente... per averle vedute con i suoi occhi" nel piu grande racconto di viaggio e di avventure di tutti i tempi."Signori, Imperatori e Re,Duchi e Marchesi, Conti, Cavalieri e Borghesi, e voi tutti che volete conoscere le differenti razze degli uomini, e la varieta` delle diverse regioni del mondo,ed essere informati dei loro usi e costumi,prendete dunque questo libro e fatelo leggere."Marco Polo, chiamato Milione (nome che poi passerà ad indicare il suo libro), lasciò diciassettenne Venezia, nel 1271, per seguire la carovana mercantile dello zio e del padre che si recavano nel Catai, alla corte di Kubilai Khan. Qui Marco si stabilì per lunghi anni, divenendo un personaggio in vista e svolgendo attività amministrative e diplomatiche per conto del Gran Khan che ne aveva grande stima. Intraprese il viaggio di ritorno nel 1292 e fu il primo viaggiatore occidentale ad affrontare la traversata via mare, dalla Cina verso l’India e attraverso il Golfo Persico, per tornare in patria nel 1295. Il 7 settembre 1298, durante la battaglia navale di Curzola fra genovesi e veneziani, Marco fu fatto prigioniero e condotto a Genova. Qui trovò, recluso come lui, Rustichello da Pisa, scrittore di corte e autore di romanzi cavallereschi che lavorò per i sovrani d’Inghilterra. A lui detterà i suoi ricordi di viaggio, componendo quel meraviglioso affresco che è al tempo stesso una cronaca etnografica, un racconto di avventure e una raccolta di leggendarie fantasie. Il libro ebbe da subito un’immensa risonanza e per secoli l’immagine dell’Oriente rimase, agli occhi degli europei, essenzialmente affidata al libro di Marco Polo. Numerose furono, nel tempo, le copie che se ne trassero: oggi restano 143 manoscritti che afferiscono a diverse versioni. Secondo l’uso corrente anche in Italia nel tardo XII secolo, Rustichello scriveva in francese, e francese fu certo la prima versione che vide la luce, ma ne conosciamo altre in toscano, veneziano e latino, oltre a numerose traduzioni. L’opera è nota sotto diversi titoli: La descrizione del Mondo (Le devisement du Monde), Il Libro delle meraviglie del Mondo (Le Livre des Merveilles), o con quello più familiare di Milione. Il nostro codice, dal titolo Le Livre des Merveilles, inventariato "ms. fr. 2810" nella Biblioteca Nazionale di Parigi, è una delle opere più celebri della miniatura del tardo medioevo. Le ottantaquattro scene che accompagnano la mirabolante narrazione dei viaggi di Marco Polo sono una delle massime espressioni della raffinata tecnica della miniatura francese dell’epoca. Tavole di grande formato, ricche di dettagli fantasiosi e di particolari, superbe composizioni dai vividi colori, fregi e capilettera impreziositi da tocchi di oro in foglia, rispecchiano appieno la suggestione del racconto e la moltiplicano con immagini ed atmosfere fantastiche, così rivelatorie del gusto, dei sogni e dei desideri degli Europei dell’epoca.Alla realizzazione delle splendide miniature lavorarono diversi artisti, i più importanti dei quali furono il grande Maestro di Boucicaut, personaggio assai celebre nell’Europa del Nord di quel tempo, certamente il più importante innovatore nell’arte prima dell’avvento dei fratelli van Eyck, caratteristicamente interessato a problemi compositivi e d’impaginazione di scene spesso molto complesse, e il Maestro Bedford, celebre per il suo minuzioso gusto naturalistico. È interessante notare che, nella ideazione delle scene, i miniatori del nostro codice non potessero far riferimento ad alcuna conoscenza figurativa del mondo orientale e si affidassero, dunque, solo alla loro fantasia per "tradurre" quasi letteralmente in immagini il racconto ricco di suggestioni di Marco Polo, amplificandone in tal modo il tono favolistico. Il codice venne probabilmente commissionato da Giovanni senza Paura, duca di Borgogna, ai primi del Quattrocento. Come dono del duca, il lussuoso manoscritto compare nell’inventario di Jean de Berry, figlio cadetto di Carlo V sovrano di Francia.Dopo la morte del Berry, passò nelle mani della famiglia degli Armagnac e poi se ne persero le tracce fino a che riapparve, all’inizio del Cinquecento, nella biblioteca di corte di Francesco I. Nel tardo Seicento ebbe la legatura attuale, ornata dalle armi dei reali di Francia.
L’edizione in facsimile del Livre des Merveilles di Marco Polo è stata prodotta sotto l’alto patronato di:UNESCO World Decade for Cultural Development Décennie mondiale du dévelopment culturelJean FavierPrésident de la Bibliothèque nationale de FranceEmmanuel Le Roy LaduriePrésident du Conseil scientifique de la Bibliothèque nationale de FranceFlorence CalluDirecteur du Départment des manuscrits de la Bibliothèque nationale de FranceSchweizerisch-chinesische GesellschaftIl Commentario, in francese e tedesco, permette di apprezzare appieno la bellezza estetica ed il significato storico dello splendido codice francese. Una serie di saggi scritti da esperti di chiara fama, infatti, inquadrano in termini storici sia la figura di Marco Polo, sia l’appassionante epopea dei mercanti europei alla conquista dei mercati mondiali. Altri saggi raccontano la storia del codice conservato alla Bibliothèque, analizzando la figura del committente Giovanni Senza Paura, e le scelte culturali ed iconografiche che determinarono la bellissima decorazione del manoscritto. Segue infine una traduzione del testo originale in francese contemporaneo e in tedesco. Un secondo volume in italiano accompagna poi il Commentario spiegando le singole scene miniate inserite nello svolgersi della narrazione, contestualizzandole quindi nel clima culturale d’origine, al fine di permettere una migliore godibilità e leggibilità del codice.Il commentario 510 pagineBilingue, tedesco e franceseIllustrazioni in bianco e neroRilegatura con dorso in pelleIl Commentario è accompagnato da un volume in italiano che permette di apprezzare e comprendere le singole miniature del codice inserendole all’interno della narrazione di Marco Polo. Formato cm 42 x 30; 80 pagine.

Legatoria

La legatoria nei secoli ha seguito lo sviluppo dell’arte del libro. In Italia lavorano maestri artigiani che usano ancora oggi la tecnica della legatoria manuale tradizionale, nata come vera e propria arte tra il 1500 e 1700, realizzando raffinate legature frutto di una tradizione consolidata.

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